Trovarsi da un giorno all'altro in un paese straniero dove invece del vino si beve una strana bevanda ottenuta fermentando il grano, dove lo scarabeo stercorario e il falco sono venerati perché incarnano il dio Horus quando si leva e quando è al suo picco, udire una lingua straniera che - lo sappiamo benissimo - nessuno parla più perché quel popolo non esiste più, leggere di un tempo in cui la pianura di quel paese era un immenso granaio, nel quale i gatti, anch'essi venerati, tenevano i topi lontani dal raccolto...
Anche a questo servono i romanzi.