Una storia di spaesamento, appesa fra sogno e realtà, da una delle più grandi scrittrici letterarie del momento.
M. è una scrittrice che ha lasciato il suo paese, in guerra con un paese confinante. Sospesa in una sorta di limbo, isolata dalla sua lingua, non riesce a scrivere né a immaginare un futuro. Vorrebbe solo sparire. Parte in treno, destinazione un evento letterario a F., in un paese confinante, ma finisce bloccata in una città ignota, non conosce nessuno e il suo telefonino si zittisce.
Sollievo, inattesa libertà, forse l'occasione per smarrirsi e sparire. Magari inventandosi un nuovo mestiere in un sarà la donna tagliata a metà.
Per la mancata partenza di un treno M. ha modo di vivere un'altra vita, spogliandosi ulteriormente di ció che rimaneva di quell'identità di cui aveva tanta vergogna. La sparizione è intriso di un grande rimorso verso un'entità troppo ampia per essere definita dall'autrice stessa, nominata solo come 'la Bestia'. Rifugge se stessa per rifuggire la sua nazione e si lascia trasportare da questa crisi identitaria senza analizzarla ma imponendo una sorta di odio generalizzato, verso il corpo, il paesaggio, la lingua. L'unica soluzione per lei è scappare, ma non scava molto nei perché, non tradisce le sue preoccupazioni e timori, ripudia e basta.
Se un giorno perdessimo, per una serie di eventi fortuiti, contatto con tutto ciò che identifica, distingue e significa la nostra vita, sapremmo voltarle le spalle? Questo è l’interrogativo che l’autrice pone a noi lettrici e lettori, consapevole di poter dare una sola risposta, quella che dà la protagonista di questo libro. Un’autobiografia fantastica che permette alla Stefanova di prendere le distanze, neanche troppo velatamente, dalle azioni militari del suo paese ai danni dei vicini e di spogliarsi così da quello e dagli altri fardelli del suo quotidiano. Un libro che scorre via lieve, affascinante, in cui non è difficile identificarsi, chi di noi, in un momento complesso della propria vita di non ha sognato di mollare tutto e sparire? Se volete immergervi in questa fantasia, prendete la valigia e seguite M. nel suo viaggio!
Un libro ricco di poesia che rende bene il desiderio di uscire da sé stessa della protagonista. Si percepisce forte questo tentativo che, secondo me, nasce dal bisogno di allontanarsi da tutto ciò che la riconduce a quella che lei definisce 'bestia'. Ma l' obiettivo non si dimostra facile da raggiungere. Anzi forse alla fine si rivela proprio impossibile. Mi sono piaciute in particolare la prima parte, quella del viaggio in treno e quella legata al circo; molto suggestive.