È il 1909 ed Esterina lascia il paese natio in Friuli per lavorare presso la famiglia nobile dei Ribas, a Napoli. All'arrivo è sconvolta dal fermento della città e dallo sfarzo della nuova casa. I padroni – la bella Porzia, l'insulso marito Giacomo, la severa cognata Orsola – le dicono che dovrà occuparsi di Malvina, figlia di Porzia e Giacomo, una creatura fragile e deforme che vive da sempre segregata nella sua stanza. La bambina, invece, è vivace e intelligente, e dimostra un carattere sostiene di avere un'amica invisibile, che le annuncia gioie e disgrazie, e di capire i versi degli uccelli. Ester vorrebbe non crederle, ma nella casa si avvertono sussurri inquietanti e presenze misteriose, e lei stessa è in preda alle visioni del suo tragico passato. Nonostante il turbamento, Ester impara ad amare Malvina; ma un giorno, l'annuncio dell'arrivo della cometa di Halley, presagio della fine del mondo, getta casa Ribas e tutta Napoli nel caos, e mette Ester di fronte a una scelta drammatica e audace. Piera Ventre ci porta nella Napoli sontuosa della belle époque, dove il progresso si fonde con la superstizione e le sedute spiritiche convivono con i salotti letterari. Stella randagia è una storia fiabesca, di riscatto e speranza, in cui la bellezza dell'anima può rovesciare le sorti del mondo e cambiare il destino degli ultimi.
Laureata in Logopedia presso l’Università degli studi di Pisa, è specializzata come Assistente alla comunicazione. Socia ordinaria e Consigliera dell’Associazione di promozione sociale Comunico, collabora con le scuole di Livorno, città in cui vive dal 1987. Ha pubblicato testi brevi in raccolte antologiche e siti letterari. Nel 2011 la raccolta di racconti Alisei (Edizioni Erasmo) ha avuto una segnalazione della giuria al Premio Renato Fucini.
Questo libro è stupendo, è pura poesia fatta prosa. Una storia di pregiudizio, di non voler conoscere, di paura. Di straordinaria potenza, di grandezze da temere. Non saprei neanche spiegarvi la trama a parole, le toglierei bellezza. Non vi resta che leggerlo ♥️
Un bellissimo romanzo di una scrittrice che non conoscevo, Piera Ventre, che ci porta con una scrittura forte, espressiva e a volte strana nella Napoli di inizi 900. La protagonista è Esterina, vedova del nord Italia che, trovandosi in difficoltà economiche, si fa assumere a Palazzo Spinelli dalla famiglia Ribas che cerca una governante per la piccola Malvina. Ma questa è solo l’apparenza. Malvina non è una bambina “normale”, Esterina ha dei segreti che non confessa neanche a se stessa, i suoi padroni sono almeno misteriosi e tutto il palazzo sembra infestato da intrighi, fantasmi e segreti. Da leggere, si legge in un fiato.
Una lettura breve e ricchissima, con una trama incalzante che si inserisce perfettamente nel tempo e nella città scelta per l'ambientazione. Scrittura magistrale che con poche pennellate e le parole perfette riesce a dipingere gli ambienti dell'antica casa napoletana, dove -sì - è già arrivata l'elettricità, ma dove questa convive con le superstizioni del passato. Bello e funzionale anche l'inserimento di alcuni personaggi noti dell'epoca, e degli "eventi" di cui si parlava nei salotti e si scriveva nei giornali. La trama diventa sempre più incalzante fino a svelare un segreto. Una costruzione interessantissima che fa scuola. Bello bello.
Nel 1909 Esterina a trent'anni, vedova e senza figli, lascia il suo paesino in Friuli e, grazie all'aiuto di Don Egidio che le è molto affezionato, si trasferisce a Napoli presso la nobile famiglia Ribas, che dimora nello storico Palazzo Spinelli, per fare da bambinaia a Malvina, una piccola creatura deforme, che i familiari hanno relegato nella sua stanza, senza il permesso di uscirne. Nonostante la solitudine e il disamore dei genitori Porzia, ex chanteuse, ora moglie insoddisfatta, e Giacomo, giornalista che tenta di sfondare come scrittore, Malvina possiede una mente acuta e brillante e racconta a Esterina di avere un'amica immaginaria, Bianca, che ha il dono di prevedere gli eventi lieti e le sventure future. Pian piano Esterina, che ha dovuto rinunciare al suo vero nome in favore di Ester per compiacere i padroni, si trova a fare i conti con una realtà nuova, inaspettata, fatta di misteri, segreti di famiglia, superstizioni e sedute spiritiche. La complicità crescente con la bambina e l'affetto sincero che nutre nei suoi confronti la spingono ad affrontare un trauma indicibile del passato e a nascere a una nuova vita di libertà e autodeterminazione anche grazie all'imminente e, forse, catastrofico passaggio della Cometa di Halley.
"Stella Randagia" è un romanzo che avvolge il lettore e lo fa sussultare, stimolandone i sensi: luci e ombre si susseguono continuamente negli ambienti del palazzo, i profumi provenienti dalla cucina contrastano con gli odori pungenti che risalgono dai vicoli, il silenzio e i sussurri della camera di Malvina si oppongono al vociare e ai rumori dei mestieri che si svolgono lungo la Via dei Tribunali. La quiete e il raccoglimento della vita rurale di Canebola, a cui Esterina apparteneva, si scontrano con la vitalità e la frenesia che caratterizzano la Napoli della Belle Époque. Il mare, infine, costituisce un richiamo fortissimo ad uscire fuori dalle mura del palazzo e diventa uno stimolo a compiere scelte diverse.
Tutti i personaggi sono accuratamente caratterizzati e, nel consueto divario tra la ricchezza dei nobili e l'umanità dei servitori, sono accomunati dai desideri inconfessabili, dalla fame di riscatto dalle aspettative familiari e sociali e dalle colpe che pesano sull'anima.
Un romanzo che ho letteralmente divorato per l'intensità narrativa, per la sua lingua poetica, attraverso figure retoriche (ad es. il chiasmo) e la particolare disposizione del testo sulla pagina, per l'uso efficace delle forme dialettali e per l'attrazione esercitata dalle due protagoniste Esterina e Malvina, le quali, sebbene fragile nell'anima la prima e nel corpo la seconda, trovano l'una nell'altra la forza per prendersi il posto che spetta loro nel mondo. L'appendice dedicata alla storia di Bianca è un piccolo gioiello, che completa l'intreccio del filo narrativo principale.
Che sorpresa questo libro! È difficile descriverlo e anche mettere per iscritto le sensazioni che ho provato leggendolo, perché è un romanzo mutevole, che prima ti sembra una semplice storia familiare, poi pare un libro sull'amore quasi materno che si può provare per un'altra creatura sensibile, un altro essere umano indifeso, fragile, eppure incredibilmente intelligente. Poi pare una fiaba nera, con voci e pianti, stanze proibite, fantasmi. E in effetti nel romanzo c'è tutto questo, e anche di più. Non mi sento di dire molto altro perché secondo me questo libro colpisce ancora di più se ci si immerge nella lettura avendo solo un'idea molto blanda di quello di cui tratta. Ho trovato la scrittura davvero deliziosa, il romanzo originalissimo, immaginifico, inquietante, tenerissimo. Un libro complesso, da decostruire una volta terminato. Bellissimo. Non conoscevo Piera Ventre prima, ma d'ora in poi sicuramente sarà nel mio radar.
Libro abbandonato a 20 pagine dalla fine perché non ne potevo più. Trama bellissima, aspettative altissime, gotico horror che si mischia a un romanzo a tratti storico. Ti ritrovi dentro una Napoli borghese che tutto fa tranne mostrare ciò che è realmente. Libro pieno di magia e mistero. Infatti la problematica non è stata nella trama, nei personaggi, nello sviluppo ma bensì (purtroppo) nella scrittura. Troppo complessa e confusionaria spesso si trovavano salti temporali casuali che ti facevano perdere il filo del discorso. Ho continuato il libro perché a tratti era molto chiaro (e solo in quei momenti ho apprezzato la lettura perché è effettivamente molto accattivante) ma molte altre parti erano completamente casuali e tra la scrittura forbita, i dialoghi in napoletano e cose che non riesci ben a inquadrare mi sono stancata. Non mi invogliava a continuare