Dieci anni dopo L'ora di lezione, Recalcati ritorna sul grande tema della Scuola.
Questo libro è un elogio del maestro. In modo originale Massimo Recalcati torna a interrogare la pratica dell'insegnamento. Incontrare un maestro è incontrare una luce e un'onda.
Ogni maestro è una luce e un'onda nello stesso è una luce perché allarga l'orizzonte del nostro mondo sospingendoci verso la necessaria soggettivazione del sapere; è un'onda poiché incarna l'impatto dell'allievo con qualcosa che resiste, con una differenza che non può essere pareggiata e che, proprio per questo, ci costringe a trovare un nostro stile quello che è stato scolasticamente acquisito deve essere ripreso in modo singolare, riaperto, reinventato. Se questi due movimenti del maestro non sono attivi, il sapere si devitalizza. Poi c'è il grande capitolo della Scuola al quale questo libro dedica molta attenzione. Come è possibile conservare nel suo dispositivo istituzionale la grazia della luce e dell'onda? Come è possibile non ridurre la sua azione a quella di una trasmissione tecnica di saperi piú o meno specializzati per salvaguardare invece il suo compito piú ampiamente formativo che è quello di contribuire in modo decisivo a dare una forma singolare alla vita dei nostri figli?
He works in Milan as a psychoanalyst and is a member of the Lacanian School of Psychoanalysis, treasuring the Title AME. Founder of JONAS (Center for Psychoanalytic Research on New Symptoms). He teaches at the University of Bergamo and at the Freudian Institute in Milan.
Se già nel titolo La luce e l’onda è possibile individuare la consueta bellezza stilistica e la trascinante retorica che Recalcati riesce a produrre e riprodurre in ogni suo saggio, è nel sottotitolo, Cosa significa insegnare?, che si concentra il nocciolo della questione. Questo sottotitolo, già di per sé esplicativo, si sarebbe potuto rendere, forse, ancora meglio con “cosa resta dell’insegnare?”, infatti, è proprio in questo suo indagare “il resto” che sta la forza di questo saggio. Ma un resto rispetto a cosa? È lecito chiedere.
La risposta che viene dalle riflessioni contenute nel suo precedente lavoro – qui, in La luce e l’onda, abbondantemente citato e rimaneggiato – potrebbe essere: un resto da quello che eccede e resiste alla perdita dell’autorità sancita dalla tradizione pre-contestazione studentesca, o, ancora, un resto, inteso come vuoto o varco che resiste, rispetto alla totalizzante sommersione di nozioni del maestro sull’allievo.
Ma essendo La luce e l’onda un libro che viene dopo, non solo rispetto alla scuola-azienda criticata ne L’ora di lezione, ma soprattutto in seguito alla massiccia diffusione dei social media e dell’intelligenza artificiale, così come nel dopo dell’epoca, per così dire, post corona virus e post pace, il resto coincide non solo nel ripensamento della figura dell’insegnante, e dell’educatore tout court, ma anche di una parola, quella ormai svuotata di senso, che possa recuperare la sua eccedenza nel pluralismo di una scuola che sappia divenire radura.
Veramente un grande saggio! Recalcati recupera il valore fondamentale dell’educazione (illuminare e preparare alla realtà) e rinnova l’invito alla vocazione dell’insegnamento, non come professori ma come maestri: non più un mestiere ma una vera e propria missione. I concetti elaborati sono molti e tutti molto validi, ma non do 5 stelle per l’atteggiamento estremamente passivo con cui l’autore affronta il tema della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, senza a parer mio riflette realmente sulle loro potenzialità ma arenandosi sui limiti di queste. Per quanto possa condividere molto di quanto detto riguardo quest’ultimo tema credo che orami sia necessaria una riflessione più complessa riguardo la tecnologia e l’educazione.
Il libro è una integrazione e, al contempo, un corollario al precedente testo: "L'ora di lezione". Recalcati omaggia "l'impossibilità di educare" dei maestri, il loro tendere a sviluppare negli studenti un nuovo/scoperto/riaffiorato desiderio di sapere, di andare oltre il maestro stesso, verso un proprio orizzonte progettuale. Interessante.