Inghilterra, primo decennio dell’Ottocento. Tra gli eleganti salotti delle campagne dell’Hampshire, si intrecciano le esistenze di giovani donne in cerca del loro posto nel mondo, ufficiali divisi tra dovere e sentimento e amori destinati a rimanere nell’ombra. Al centro della storia c’è Jane Austen, in procinto di esordire come scrittrice, che osserva con sguardo ironico e compassionevole le vicende dei suoi vicini. Eppure, anche il suo cuore conserva un segreto mai l’amore per un uomo, votato a un destino da cui ha sempre cercato di sfuggire. Intorno a loro si muovono personaggi Cecilia Ravencourt, fanciulla di rara bellezza accusata di falsa modestia; la superba e risoluta Louise Alton, da molti considerata sciocca; la dolce Virginia, costretta a sopportare i capricci della sorella maggiore, e Olimpia, la contessina, che cerca di mediare tra padre e fratello. Intanto, le chiacchiere di Mrs Evans, sempre pronta a sussurrare all’orecchio giusto il pettegolezzo sbagliato, turbano le acque della buona società. Tra segreti ben custoditi, rimpianti diffusi e amori mai vissuti, Jane Austen assiste allo scorrere dell’esistenza altrui, consapevole che la sua unica eredità sarà contenuta nelle pagine che il cuore, come un buon romanzo, raramente segue il disegno previsto, ma spesso riserva un finale sorprendente. Nella ricorrenza dei 250 anni dalla nascita di Jane Austen, Giovanna Zucca, profonda conoscitrice dell’opera della scrittrice inglese, ha scritto una storia in perfetto stile austeniano immedesimandosi in un mondo fatto di intrighi e pettegolezzi, balli, villeggiature e matrimoni combinati, dando vita a un intreccio appassionante pieno di intricate situazioni sentimentali e personaggi sfaccettati e complessi. Schermaglie, equivoci e dialoghi vivaci compongono una trama avvincente per un libro che, pieno di intelligenza e ironia, ha tutto il sapore di un classico. «Jane! Sei sempre la stessa. Non so se ammirarti o disperarmi». «Ti suggerisco di ammirarmi», rispose Jane con una risata, «è più gratificante per entrambe».
Studi, saggi, voci autorevoli (Virginia Woolf ha considerato Jane Austen un genio) hanno cercato di sottolineare quanto le opere di Austen fossero lontane dal romanzetto rosa, genere sotto il quale le stesse opere venivano categorizzate e la scrittrice Zucca che fa? Omaggia una delle più grandi scrittrici di tutti i tempi facendo un romanzo rosa. Banale, sciatto, ridondante. Sembra una fan fiction scritta da una quindicenne.
Con Il segreto di Miss Austen, Giovanna Zucca orchestra un raffinato gioco di specchi fra storia e invenzione, componendo un romanzo che non solo rende omaggio alla scrittrice di Chawton, ma la fa rivivere nel suo contesto umano, sociale e creativo. Ambientato nella primavera del 1809, in un’Inghilterra ancora percorsa dai fremiti delle guerre napoleoniche e rigidamente ancorata alle gerarchie aristocratiche, il libro ci restituisce un mondo che riecheggia di salotti, balli, conversazioni e scandali, eppure vibra di tensioni più profonde: quelle legate al destino femminile, al potere delle convenzioni sociali e alla fragile ricerca della felicità. Jane Austen stessa è qui protagonista e osservatrice: ironica, acuta, con quello sguardo che sa spogliare la realtà delle sue maschere, proprio come nelle sue opere maggiori. La Zucca non la relega a mera icona, ma le restituisce voce e anima, collocandola nel cuore di una trama corale in cui spiccano figure di pura invenzione: i conti di Ashcombe, gli ambiziosi Alton, la misteriosa Cecilia Ravencourt. È in questo incontro fra verità storica e finzione letteraria che il romanzo trova il suo respiro più ampio. Il lettore vi ritrova echi austeniani sapientemente orchestrati. Richard Stokes, giovane passionale e inquieto, richiama le ombre romantiche di un Darcy o di un Wentworth, con la stessa miscela di orgoglio e vulnerabilità. Olimpia Stokes, con le sue fragilità, sembra sorella ideale di una Lydia Bennet, ma con la malinconica consapevolezza di non possedere la bellezza necessaria a conquistare il mondo. Louise e Virginia Alton incarnano la dialettica fra vanità e dolcezza, rievocando le sorelle di Orgoglio e pregiudizio. E la figura di Cecilia Ravencourt, enigmatica e affascinante, si staglia come una moderna femme fatale, capace di turbare equilibri sociali e sentimentali. La grande forza del romanzo risiede nel suo stile: una prosa elegante, ricercata, che riecheggia il passo narrativo ottocentesco senza cadere nella parodia. Le descrizioni delle dimore, degli abiti, dei paesaggi dell’Hampshire possiedono la grazia delle pagine di Ragione e sentimento, mentre le conversazioni brillano di quell’ironia tagliente che ha reso immortale Orgoglio e pregiudizio. Ogni scena mondana, ogni ricevimento danzante diventa teatro di giochi sociali, pettegolezzi e manovre matrimoniali, in una coreografia che rispecchia fedelmente la società regency. Eppure, come nella migliore Austen, sotto la levità dell’intreccio mondano si cela la sostanza critica: la denuncia implicita di un sistema che riduce il destino femminile a dote e matrimonio. Così il romanzo di Zucca dialoga idealmente con Persuasione, l’opera più matura di Jane, là dove il tema del rimpianto e della libertà interiore emerge con maggiore intensità. In Il segreto di Miss Austen, ogni giovane donna è sospesa fra la pressione sociale e il desiderio intimo, e in questo spazio di tensione nasce la verità letteraria. Il “segreto” evocato dal titolo, dunque, non è solo il palpito di un sentimento proibito che attraversa la vita di Jane, ma anche l’essenza stessa del suo genio: la capacità di trasfigurare il quotidiano, di trasformare i piccoli accadimenti provinciali in parabole universali, in racconti eterni di amore, ironia e condizione umana. Giovanna Zucca consegna così un’opera che è insieme tributo e riscrittura, eco e invenzione. Un romanzo che non si limita a celebrare Jane Austen, ma la rende contemporanea, dimostrando come la sua voce, a distanza di due secoli, continui a parlare al nostro presente con la stessa freschezza, intelligenza e impareggiabile ironia. In Il segreto di Miss Austen, Giovanna Zucca non si limita a ricostruire un’epoca: la rivive, con la grazia di una scrittura che fonde storia e invenzione, restituendo a Jane Austen la sua voce più autentica. Un romanzo elegante e intenso, in cui l’incanto della Regency si unisce alla modernità di temi eterni: l’amore, la libertà interiore, la sottile ironia che smaschera le convenzioni. Un omaggio raffinato alla più grande narratrice dell’Ottocento inglese, capace di parlare oggi con rinnovata freschezza.
Per chi, come me, ha trascorso innumerevoli ore a passeggiare per i sentieri del Pemberley, a sospirare per i tormenti di Anne Elliot e a sorridere dell'arguzia di Elizabeth Bennet, Il segreto di Miss Austen di Giovanna Zucca è un vero e proprio regalo inaspettato. Non è solo una biografia, è un'immersione profonda, rispettosa e incredibilmente acuta nell'anima di una delle più grandi scrittrici di tutti i tempi. E dunque, eccola qui: Jane Austen. Dimenticatevi l'immagine un po' sbiadita e austera della "zitella" di campagna che la storia ci ha talvolta consegnato. La Jane che Giovanna Zucca ci regala è una donna moderna, un vulcano di intelligenza, ironia e sensibilità. La sua penna non è solo uno strumento per raccontare storie, ma un bisturi affilato con cui seziona l'ipocrisia della società del Regency, le sue ridicole convenzioni e le sue profonde ingiustizie. Il messaggio più importante, a mio avviso, è un'ode al potere salvifico della creatività. In un mondo che relegava le donne a un ruolo marginale, confinandole tra le mura domestiche, la scrittura per Jane Austen è stata una forma di libertà, di affermazione, di esistenza. Il suo "segreto" non è forse solo un amore nascosto, ma la consapevolezza del proprio immenso talento e la determinazione a coltivarlo contro tutto e tutti. In definitiva, Il segreto di Miss Austen è un romanzo che diverte e fa riflettere. È una lettera d'amore a Jane Austen e a tutti i lettori che, come lei, credono nel potere infinito delle storie. Se amate i romanzi storici intelligenti, se siete affascinati dalle vite dei grandi artisti e se pensate che dietro ogni capolavoro si nasconda un cuore fatto di carne e sangue, allora fatevi un regalo: leggete questo libro. Vi sembrerà di aver trovato una nuova, carissima amica. E il suo nome è Jane.
Quante pagine servono per raccontare un amore impossibile e riuscire al contempo a far battere il cuore del lettore, coinvolgendolo in quella nostalgia universale dei destini mancati? Non c’è una risposta univoca, ma quello che è certo è che Giovanna Zucca ci riesce. Il segreto di Miss Austen ci restituisce una Jane Austen tra l’umano e il fragile, con uno stile che alterna ironia e malinconia, precisione storica e invenzione narrativa.
Se avessero avuto più tempo, forse si sarebbero compresi meglio.
Questa frase di Persuasione della Austen risuona come un’eco che attraversa tutto il romanzo di Giovanna Zucca, che ha deciso di esplorare proprio quello spazio vitale dove il tempo si fa narrazione. Siamo nel 1809, quando Jane si trasferisce a Chawton e inizia la sua stagione più feconda di scrittrice. Qui Richard Stokes, primogenito del conte di Ashcombe, "irrompeva nella vita di Miss Austen con la forza di un amore tanto intenso quanto inopportuno". Ma chi è Richard Stokes, che tanto affascina Jane, donna troppo intelligente per essere sprovveduta e troppo arguta per essere ignorata? Jane non lo sa. Quello che è certo è che si trova improvvisamente a essere la protagonista di una storia d’amore e non più parca creatrice di destini. Il ribaltamento è totale: non più la scrittrice che decide cosa provano i suoi personaggi, ma una donna che deve gestire i propri sentimenti, viverli in prima persona anziché descriverli con lucido distacco. Giovanna Zucca gioca la carta dell’empatia narrativa di proporre una Jane inaspettata, più umana. Ironica su ogni cosa (anche su se stessa) rispetto a un’esperienza d’amore che fa e deve fare delle pagine della vita lieve soffio di vento. La campagna inglese diventa protagonista nota per i giochi di società calando la narrazione in un classico clima Austeniano. Come in ogni romanzo di “taglio Austen” che si rispetti, centrali sono i ritratti delle donne.
Una sorella è al tempo stesso specchio e opposto, complice e confidente.
Così fa parlare Jane Austen l’autrice, sottolineando la centralità del dialogo femminile nella storia. Virginia Alton, Cassandra, la sorella e ogni donna sono veri e propri specchi di donne che ascoltano le donne, alleate in un mondo che non concedeva spazi alle donne. Ed è così che nascono legami solidi che si fanno asse portante della narrazione, alimentando quella complicità che permette di resistere ai pettegolezzi e alle macchinazioni (come quelli di Mrs Evans o di Cecilia Ravencourt o del misterioso colonnello Coleman). Il cuore pulsante del romanzo ovviamente è l’amore tra Jane e Richard, che cresce nell’ombra; un amore fatto di sguardi, conversazioni, parole trattenute, un amore che si fa bruciante proprio dall’impossibilità di renderlo vero. Una impossibilità molteplice per età, posizione sociale, convenzioni, eppure, malgrado tutti questi limiti e blocchi di viverlo, si nasconde la scintilla. Quella scintilla che sarà per sempre fiamma nella scrittura di Jane. Che si fa cuore del romanzo perché "scrivere è il mio unico lusso", afferma Jane: "l’unico che non costa nulla e che nessuno può togliermi". La scrittura che si fa rifugio, resistenza, libertà segreta. Percé Jane sa che quell’amore non potrà tradursi in vita condivisa, ma non può andar perduto. Può, invece, diventare materia immortale, poiché ogni rinuncia si trasforma in creazione e ogni dolore in bellezza nella straziante consapevolezza che
Richard, sciocco ragazzo. Mi mancherai come non mi è mancato nulla in questa vita. Sentirò acuta la nostalgia per ciò che non ho potuto vivere
Ed è da qui che, con un eccellente e sottile gioco metaletterario, Giovanna Zucca costruisce, rovesciandolo, l’incipit di Orgoglio e pregiudizio:
Non era certo una verità universalmente riconosciuta, ma in quel piccolo angolo d’Inghilterra tutti sapevano che una donna di spirito e senza fortuna aveva solo due possibilità: rassegnarsi a una vita di tranquilla invisibilità o diventare l’argomento prediletto delle malelingue locali.
Ed è proprio qui che l’amore si fa eterno. Quando Jane afferma che:
Non ti amerò mai abbastanza da smettere di amarti.
Quell’alito di affetto pronunciato, flebile e gracile di fa confessione. Trasformando in pietra quell’amore da impossibile si fa eterno e inattaccabile a macchinazioni e cattiverie.
Ciò che non poteva essere vissuto, poteva essere custodito.
Ed è proprio in questa consapevolezza che Jane trova la sua risposta all’amore impossibile. Sceglie di custodire, di trasformare la rinuncia in eredità immortale. Richard resterà fuori dalla sua quotidianità, ma dentro i suoi romanzi come un’ombra silenziosa.
Giovanna Zucca riesce a riportare Jane nel nostro tempo senza toglierle nulla della sua grandezza, rendendola più umana, facendoci scoprire una donna ironica, di forza, una donna che sa rinunciare a un amore e trasformarlo in arte, che attraverso la penna si fa scrittura lucida e immortale. Il romanzo è una riflessione profonda sui sentimenti possibili e impossibili che diventano amori da vivere in silenzio, come lettere mai spedite. Tennyson sosteneva che è "meglio aver amato e perduto che non aver amato mai". Jane di queste parole si è fatta scudo e forza, trasformandole nell’universale materia di cui sono fatti i sogni: l’amore appunto. Leggere Il segreto di Miss Austen fa battere il cuore. Commuove, fa pensare e fa della fragilità dei sentimenti la più vera e forte arma di difesa per sopravvivere, e quindi vivere davvero.
Molto molto carino. Mi è piaciuto sia lo stile di scrittura, perfetto nel far respirare le atmosfere di Jane Austen, sia il modo in cui l'autrice ha inserito la celebre scrittrice britannica in una storia di finzione. Un omaggio simpatico e ben costruito.
«Non era certo una verità universalmente riconosciuta, ma in quel piccolo angolo d’Inghilterra tutti sapevano che una donna di spirito e senza fortuna aveva solo due possibilità: rassegnarsi a una vita di tranquilla invisibilità o diventare l’argomento prediletto delle malelingue locali.»
Un omaggio alla tanto amata Jane Austen in occasione dei 250 anni dalla sua nascita, un romanzo corale che mescola finzione e realtà, portando in vita una storia che sono certa la Austen avrebbe apprezzato. Ringrazio di cuore la CE per la copia 🤍
🌿 A Chawton, nella campagna dell’Hampshire, le vite di diverse famiglie si intrecciano e gli equilibri vengono scombussolati dall’arrivo di Miss Cecilia, anche lei in cerca di marito. All’inizio le atmosfere richiamano quelle frizzanti alla Bridgerton. Non appena la famiglia Austen torna a Chawton, la sensazione durante la lettura è quella di una coccola e di una incantevole scoperta, nell’avvicinarsi a Jane Austen come personaggio, nel ritrovare riferimenti e allusioni ai suoi scritti, alla stesura e alla pubblicazione di alcuni di loro.
🫖 Quanto scritto da Giovanna Zucca è una degna rappresentazione della società dell’epoca e, in particolare, in riferimento alla sfera femminile. Madri in cerca del miglior partito per la figlia, visite tra vicine di casa, salotti, chiacchiere e pettegolezzi davanati a tazze di tè, scandali in agguato…
🪶 Pur rimanendo un’opera di finzione, 𝘐𝘭 𝘴𝘦𝘨𝘳𝘦𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘔𝘪𝘴𝘴 𝘈𝘶𝘴𝘵𝘦𝘯 ci mostra una Jane che pare perfettamente autentica, il suo spirito arguto e ironico, la sua intelligenza… La società la vede come una zitella che ha passato la trentina, che con la sua penna affilata si diverte a scrivere di sentimenti di cui conosce ben poco, una donna ormai dimenticata. Lei fa di questo la sua armatura, ma il lettore vede cadere la sua maschera perché l’animo e i sentimenti di Jane possono ancora accendersi. Jane è un punto di riferimento, quella a cui le giovani si rivolgono se si sentono incomprese o perse, è ammirata, i suoi consigli hanno più volte migliorato la sorte dei personaggi di queste pagine. Eppure Jane tocca un altro cuore, che rischia di mettere in discussione tutto.
🕯️Ho apprezzato tantissimo le scelte di Giovanna Zucca - come abbia riportato il personaggio di Jane non solo in quanto scrittrice ma in quanto donna. È bella l’idea che tra le sue pagine si nascondano più segreti di quanti possiamo pensare, che i suoi stessi personaggi abbiano tracce dei suoi cari, delle sue conoscenze. Che dietro alla sua fierezza, al suo intelletto e alla sua penna arguta ci sia stato un cuore palpitante che ha amato e sofferto per le sue rinunce, un’anima non immune all’amore.
«Il cuore è un muscolo piuttosto capriccioso. A volte si ostina verso direzioni che ci sembrano impossibili o sconsigliabili, e altre volte ci sorprende scegliendo ciò che non avremmo mai immaginato. […] Il cuore può essere un enigma, ma il tè, almeno, è una certezza.»
💌 Un libro che mi ha commossa, che mi ha fatto strappare un sorriso, che ha risvegliato empatia, ammirazione, immedesimazione per Jane Austen, un’autrice a me tanto cara e alla quale devo più di quanto possa esprimere. Questo è stato come un dialogo tra noi lettori e Miss Austen e sicuramente vorrei che esistessero più occasioni del genere per entrare in contatto con i nostri autori del cuore 🫂
Non racconta “la” Jane Austen, ma una possibile, viva, ironica, osservatrice silenziosa del mondo.
Siamo nell’Inghilterra del primo Ottocento, tra campagne dell’Hampshire, salotti eleganti, villeggiature, balli e pettegolezzi. Giovanna Zucca costruisce un mosaico di personaggi femminili e maschili alle prese con convenzioni sociali, aspettative soffocanti e sentimenti che spesso devono restare nell’ombra. Jane Austen osserva tutto, annota, ascolta. E scrive.
La cosa che ho apprezzato di più è proprio l’impianto narrativo: Jane non è subito al centro della scena, ma entra gradualmente, quasi come se stessimo davvero aspettando il suo arrivo. Intorno a lei ruotano figure sfaccettate, imperfette, spesso intrappolate in ruoli che non sentono propri. E in questo contrasto emerge tutta la forza tranquilla di Jane: una donna che osa non sposarsi, che parla con intelligenza, che guarda il mondo con ironia e lucidità.
Lo stile di scrittura di Zucca è leggero, brioso, molto austeniano: dialoghi vivaci, osservazioni pungenti, situazioni sentimentali intricate ma non pesanti. Non è un romanzo di grande introspezione psicologica, ma è una lettura godibile e capace di restituire perfettamente le atmosfere Regency.
Un pensiero che mi ha accompagnata per tutta la lettura è stato il continuo rimando a Bridgerton. Non tanto per la trama in sé, quanto per l’atmosfera: i balli, le villeggiature, i non detti, i pettegolezzi che scorrono sotto la superficie della buona società, e quel senso di leggerezza elegante. È un romanzo che si muove in quello stesso immaginario Regency “confortevole”, in cui sai che il conflitto esiste ma non diventa mai davvero opprimente. Per me questo è stato sicuramente un punto a favore: è una lettura che rilassa e non chiede uno sforzo emotivo eccessivo; anzi ti fa venire voglia di restare ancora un po’ in quelle atmosfere inglesi così curate e riconoscibili.
Un libro che non è un semplice regency… L’ho semplicemente adorato, io che quasi venero Jane Austen come un’autrice irraggiungibile, l’ ho trovato…perfetto! Mi è sembrato di leggere non un libro di un’autrice appassionata di questa scrittrice, ma leggere proprio un libro di Jane Austen!.. Questo non è semplicemente un libro ispirato alle opere della Austen, ma è ella stessa un personaggio della vicenda, deus ex machina che risolve intrighi amorosi e situazioni più che intricate… I dialoghi che compongono questa trama sono poi una vera chicca… Arguti, intelligenti, ironici e con quel pizzico di ricercatezza che rispecchia perfettamente il linguaggio del tempo!… Per non parlare poi del worldbuilding in cui balli, pomeriggi di pettegolezzi, scampagnate e incontri più o meno segreti fanno da cornice perfetta a vicende sentimentali estremamente complesse e anche misteriose… In questo contesto si muovono numerosi personaggi, estremamente affascinanti e molto ben caratterizzati , con sentimenti e atteggiamenti sfaccettati e complessi, che si inseriscono benissimo nell’economia della vicenda… Una scrittura magnetica, avvolgente e ricca di immagini e sensazioni, descritte con un linguaggio molto più che scorrevole…direi quasi magico…. Mi sono immersa nella lettura, ho fatto fatica ad interromperla ( per dormire!) e tornare alla realtà é stato uno strazio notevole!… Bello, bello, bello! Le immagini e le sensazioni che mi ha lasciato resteranno con me per molto tempo ancora…. ( vi lascio la trama nei commenti)…
Nella ricorrenza dei 250 anni dalla nascita di Jane Austen, Giovanna Zucca ha dato vita ad un romanzo unico ed emozionante in stile austeniano. La vita di Jane Austen che si appresta ad esordire come scrittrice, mentre osserva la società che la circonda, traendo spunto per le sue opere. Tra salotti, intrighi, pettegolezzi,amori combinati, si intrecciano sentimenti, equivoci e amori non vissuti; quell'amore che si respira nelle pagine senza fine e senza tempo di Jane Austen. Donne relegate ad un ruolo marginale, con l'obiettivo di trovare un marito, impegnate in chiacchiere da salotto. Jane Austen spicca con il suo intelletto, affermando la sua libertà. Una scrittura acuta, intrigante,che conquista il lettore, portandoci in un'epoca lontana al fianco della meravigliosa Jane Austen ⭐⭐⭐⭐⭐
⭐️4.0 Mi è piaciuto un sacco, nonostante abbia sempre qualche rimostranza quando si parla della Austen, devo dire che riguardo questo testo erano completamente errate. È un bel romanzo corale scritto con freschezza e non mi aspettavo di affezionarmi a tutti i personaggi. Credo che per chi viene dalla penna di Jane Austen questo libro è una buona scelta per non salutare subito l'autrice che ci ha fatto vivere le sue storie. Ve lo raccomando vivamente!
DNF at 44%. Mi dispiace, ma trovo questo libro superficiale e senza una vera trama. Mi pare un’accozzaglia di situazioni riprese da Jane Austen e mescolate senza coerenza. Mi sono sforzata di andare avanti, ma quando le sorelle danno della stupida alla ragazza che è riuscita a gabbarle per scappare (!), ho deciso che davvero perdevo il mio tempo.
mi aspettavo meglio, una bella penna e una bella storia ma il coinvolgimento delle Austen è una forzatura nemmeno troppo curata, tante inesattezze. il mix tra persone reali e personaggi di fantasia non funziona secondo me
DNF CAPITOLO 5 ci ho provato ma è una noia mortale ..non capisco come possa essere paragonabile ai romanzi della Austen , proprio un insulto nei confronti di quest' ultima .. la lettura è un po' monotona ,forse anche questo ha contribuito ad aumentare la mia noia ..
Storia totalmente inventata sia chiaro, ma non per questo senza emozioni . Chissà se realmente Jane Austen ha avuto una figura come Richard ad ispirarla in ogni suo romanzo ?
•” Il vero segreto? Non è mai stato un uomo …ma come fare arrossire più di due secoli con una sola frase ben scritta.”
•”Il segreto di Miss Austen” di Giovanna Zucca è un omaggio alla straordinaria scrittrice inglese, per celebrare i 250 anni dalla sua nascita. Libro leggero, brioso, simpatico, non di particolare spessore introspettivo, mi ha aiutata ad uscire da un blocco persistente in cui mi trovavo ormai da settimane.
•L’impianto narrativo è particolarissimo, l’autrice si concentra nella descrizione della quotidianità di alcuni personaggi che si intrecciano alla vita di Jane - la quale fa la sua comparsa quasi a metà libro - soffermandosi su come essi impattarono nella produzione letteraria della scrittrice o su come quest’ultima ha inciso sulle loto esistenze.
•Emerge la contrapposizione fra la frivolezza dei giovani del tempo e la profondità ed acutezza di Jane, donna con una propria idea sociale e politica ed il cui obiettivo non era un matrimonio vantaggioso, ma lasciare traccia di sé attraverso la scrittura, un’impronta che emozionasse e che durasse per secoli e secoli.
•Tra segreti, intrighi, pettegolezzi, balli e villegiature, rimpianti ed aliti mai vissuti, Jane assiste allo scorrere della vita e ne fa tesoro, trasfondendo ogni cosa nei suoi romanzi, voce del suo pensiero e vissuto.
•In perfetto stile austeniano, Giovanna Zucca ha ridato vita al mondo colorato e leggero che emerge dalle pagine di orgoglio e pregiudizio, Ragione e sentimento, Emma e Persuasione, delineando intricate situazioni sentimentali e personaggi complessi e dalle mille sfaccettature, il tutto con uno stile ironico e leggero. Un finale inaspettato, che insegna quanto le persone possano essere imprevedibili e sorprenderci
•Un libro su cui mi aspettavo qualcosa in più, ma comunque godibile e scorrevole, attenta ai dettagli e perfetto perché ama Jane Austen ed al contempo desidera una lettura leggera e ironica.