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755 pages, ebook
Published May 12, 2025
Prima di tutto, una premessa doverosa.
Le fanfiction nascono come atti d’amore: scritte nel tempo libero, gratuitamente, senza alcun obbligo verso il lettore. Non sono “prodotti” da passare al setaccio con il righello dell’editoria tradizionale, e giudicarle come se lo fossero rischia di essere profondamente ingiusto (oltre che un po’ snob). Detto questo, parlarne, recensirle, raccontare cosa ci hanno lasciato è anche un modo per fermare l’esperienza di lettura: cosa ci ha fatto ridere, cosa ci ha presa, cosa magari ci ha fatto alzare un sopracciglio. Non è un giudizio sull’autore, ma sul tempo che abbiamo passato dentro quella storia. E questa è solo la mia esperienza.
Detto ciò: è fanfiction come questa il motivo per cui non smetterò mai di leggerle. Where the Duck Is Minerva McGonagall? è una di quelle storie che ti ricordano perché, a volte, il non-pubblicato riesce a battere serenamente l’editoria tradizionale sul piano del puro divertimento. È brillante, veloce, consapevole, autoironica fino al midollo e perfettamente a suo agio nel genere che sta abbracciando: una romcom magica che sa benissimo di non doversi prendere sul serio… e proprio per questo funziona.Il tono è leggero, frizzante, spesso volutamente sopra le righe. I capitoli scorrono che è una meraviglia, aiutati da titoli memorabili, POV alternati, una quantità generosa (ma ben dosata) di pensieri interiori e una struttura che rende facilissimo riprendere la lettura anche dopo una pausa. È una di quelle fic che non ti stanca mai, perché sa quando accelerare, quando rallentare e quando buttarti addosso la battuta giusta nel momento giusto per tenerti lì, sorridente e complice.
Draco è esattamente il tipo di Draco che fa felice il cuore Dramione: sfacciato, ironico, apertamente preso, pronto a fare qualsiasi cosa pur di attirare l’attenzione di Hermione. Qui niente enemies to lovers – dinamica che io adoro, lo ammetto – ma sorprendentemente non se ne sente la mancanza. La loro relazione si gioca tutta sulla complicità, sul flirt costante, su quell’ossessione affettuosa che non diventa mai tossica ma resta sempre divertente. È un Draco che osserva, provoca, stuzzica, e funziona proprio perché non deve dimostrare niente a nessuno (se non, forse, quanto è cotto).
Hermione è probabilmente l’elemento più divisivo della storia. Qui è più sicura, più scaltra, decisamente più “Slytherin-coded” del solito, e non sempre questa caratterizzazione risulta del tutto naturale. In alcuni momenti l’ho trovata un po’ troppo spinta verso la bossiness — sì, tu che l’hai letta, parlo proprio di quella scena — ma va detto che rientra perfettamente nel tono generale della fic. È una Hermione che sa cosa vuole, piega le regole quando serve e non si fa troppi scrupoli. Anche quando non mi ha convinta al cento per cento, però, non mi ha mai annoiata. E questo, per me, conta moltissimo.
Il vero collante della storia, comunque, è il gruppo. L’amicizia tra Draco, Harry e Theo è una delle cose meglio riuscite: dinamica, divertente, sorprendentemente tenera. Vederli lavorare insieme, punzecchiarsi e sostenersi è stato uno degli aspetti che ho apprezzato di più. Theo è una presenza costante e adorabile, Ginny è caotica e imperfetta ma incredibilmente efficace, e anche i personaggi originali — cosa non sempre scontata — funzionano bene e si integrano senza mai sembrare di troppo.
E poi c’è Dodger il Niffler, che meriterebbe un monumento in bronzo. Non solo perché è adorabile, ma perché è davvero parte della trama e non un semplice animaletto messo lì per strappare un “aw”. Dopo questa fic, anch’io firmerei senza esitazione una petizione per avere un niffler in ogni storia. È uno di quei personaggi che ti restano addosso e che contribuiscono tantissimo al tono complessivo del racconto.
La trama, pur non essendo particolarmente complessa, è solida e ben costruita. Il mistero attorno alla scomparsa di Minerva tiene viva la curiosità, le prove da affrontare sono varie e ben distribuite e il ritmo non cala mai davvero. Forse, vista la lunghezza, ci sarebbe stato spazio per qualche colpo di scena in più o per un mistero più stratificato, ma personalmente non mi sono mai annoiata. Anzi: ero sempre contenta di tornare a leggere, che per me resta il vero metro di giudizio.
La romance è chiaramente centrale, ma non soffoca tutto il resto. È presente, insistente, a tratti volutamente esagerata, ma coerente con il tono della storia. È vero: personaggi che hanno quasi trent’anni e si comportano come adolescenti iper-drammatici, sempre pronti a urlare, punzecchiarsi ed evitare conversazioni serie, possono far sorridere… o sospirare. Ma è una scelta stilistica, non una svista. Funziona se accetti il gioco, e io l’ho accettato volentieri, anche se in certi momenti avrei apprezzato un po’ più di varietà nei dialoghi e meno battute a sfondo sessuale infilate ovunque.
In definitiva, questa fic sceglie consapevolmente la leggerezza, la comicità, il ritmo e il divertimento. Se cerchi angst, struggimento e rivelazioni emotive devastanti, non è questa la storia giusta. Se invece vuoi ridere, rilassarti, affezionarti a un gruppo di personaggi e passare davvero un bel momento… allora è perfetta.
Assolutamente da leggere in inglese.
E sì: grazie Minerva per essere sparita.