15/08/2025 (****)
Ottimo saggio, molto ben scritto e molto interessante.
L'autore passa in rassegna 9 alberi (ulivo, quercia, pesco, castagno, palma, olmo, pini e abeti, noce, faggio), illustrandone le caratteristiche e di conseguenza l'impatto che esse ebbero, sia per ragioni meramente utilitaristiche che per interpretazionia metafisiche, presso i popoli europei nel Medioevo.
Emerge in generale un rapporto strettissimo fra quelle genti e gli alberi, che donavano loro legname (per costruire, per scaldare), frutti da mangiare, fogliame per gli animali: insomma, erano fondamentali per la vita civile, dato che il legno costituiva un materiale duttile e dai mille usi, che racchiudeva in sè tutte le finalità che noi oggi siamo soliti ricondurre alla plastica, all'acciaio, al carbone.
Non stupisce che i nostri avi avessero quindi, con gli alberi, un rapporto non solo pratico ma anche mistico, intessuto di significati spirituali e metafisici, in stretto connubio con la religione. E' noto come molti episodi delle vite dei santi avessero al loro centro animali e piante - e di quest'ultima categoria, alberi soprattutto.
L'autore con ottimo piglio narrativo racconta quindi non solo gli usi principali che ogni albero - e il legname e i frutti che essi producevano, assai differenti gli uni dagli altri - avevano, ma anche i miti, le leggende e i significati che ogni pianta assunse nell'età di mezzo, in continuità o in contrasto con l'età classica e magari con variazioni nel corso dei secoli.
Consigliato, veramente interessante e di lettura agevole.