Il rapporto che i gatti hanno instaurato con gli esseri umani circa 10.000 anni fa non ha niente a che vedere con l' noi e i gatti non parliamo la stessa lingua, non ci capiamo ma ci piacciamo, a tratti non ci sopportiamo ma non possiamo stare lontani gli uni dagli altri. Partendo dalle interazioni quotidiane con i suoi gatti Esther e Toshiro, diversissimi in tutto ma ugualmente nevrotici, Matteo Bordone racconta e analizza la relazione che abbiamo creato con queste miagolanti palle di pelo, ricostruendo un percorso storico e affettivo che va dall'antichità ai giorni nostri, dalla rete dei social a quella delle vie di Istanbul, la capitale mondiale dei gattari.
Un libro che mi ha fatto molto sorridere (e ridacchiare mentre ne leggevo le pagine). Bordone non vuole né cercare di spacchettare il rapporto che l'essere umano ha con i gatti e né indagarne le cause. Quello che fa con questo libro è semplicemente descriverlo per quello che è: un rapporto che "basta che funzioni". E se si protrae da millenni, significa che funziona É un bell'elogio ai gatti, così come solo un gattaro potrebbe fare!
Libro di intrattenimento, ancora più godevole se letto con una gatta sulle gambe! perché il libro parla proprio di questo, della relazione tra gatti e esseri umani, e delle proiezioni che noi esseri umani facciamo sui nostri gatti quando immaginiamo cosa pensano o sentono quando a dire il vero... chi può mai saperlo? ad esempio, sembra che sia io che Bordone siamo convinti che i nostri gatti ci stiano vicini prima che ci addormentiamo per poi tornare al loro posto una volta che vedono che dormiamo, sarà proprio così? poco importa, perché capire tutto di una relazione non è così importante se, alla fine, ci appaga.
L’idea di fondo è anche interessante e va in controtendenza rispetto a tutti quei profili Instagram e siti che cercano ossessivamente la modalità perfetta affinché esseri umani e gatti possano convivere in armonia, ma Bordone ci arriva, all’idea di fondo, più o meno a pagina 2, rovinando così il gusto della scoperta, e da quel momento il libro non è né più né meno di una raccolta di informazioni note e riflessioni non troppo originali sul tema dei gatti, ma espresse con il tono di voce tipico di Bordone.
Divorato in un batter d'occhio. Mi ha fatto ridere e mi ha fatto sentire parte di questa grande e variegata famiglia dei gattari. Un libro che tutti gli amanti e conviventi di questi esseri speciali ameranno con facilità perché si ritroveranno impelagati fra le pagine della quotidiana straordinarietà che chi vive insieme ai gatti sperimenta.
“Quelle con i gatti non sono esattamente delle storie d'amore anche se lo sono, eppure il concetto è più o meno lo stesso: basta che miagoli, si potrebbe dire. Talmente inafferrabili da essere persone, talmente seduttivi da essere amanti e talmente vicini da essere famiglia: sono i gatti, e non ho intenzione di farne a meno”
Adoro Bordone e questo libro ha solleticato il mio senso voyeuristico perché entra in casa sua, nella sua intimità di gattaro analizzando le routine/nevrosi casalinghe con Esther e Toshiro (Fagrizio). Qualsiasi amante dei gatti ritroverà qualcosa di sé.
Divertente, ovviamente per persone come me, malate di "gattarismo": ti ci ritrovi in tutto o quasi, e far parte di una casta è sempre rassicurante e fa piacere!
Mi piace Bordone, sono una gattara, potevo non leggerlo? Il libro è stato un continuo “È vero!!”, “Verissimo!!”, “Fortuna che non sono l’unica” e via dicendo…