Levi è perfettamente consapevole di essere anormale. La sua mente non funziona come quella degli altri, ma ci sta lavorando, ogni giorno e a ogni respiro, anche quando il suo branco sembra sempre più instabile e sull’orlo di sfaldarsi, o quando i fantasmi del passato tornano a fargli visita. Nate è il suo unico sollievo, l’amico su cui sdraiarsi quando il mondo diventa insopportabile, eppure qualcosa sta cambiando tra loro. Potrebbe trattarsi della fine di tutto, o di uno spaventoso nuovo inizio.
Nathaniel recita di continuo la parte del “solo un amico”, il problema è che il suo interesse per Levi ha sempre significato molto di più. I suoi genitori credono che lui sia etero, e la sua copertura è solida, ma quando le attenzioni di Levi iniziano a venire meno l’ossessione si acuisce, scavandogli l’anima.
Chi ha mai detto che bisogna essere normali per avere una relazione? E se due individui danneggiati potessero rivelarsi complementari?
Anche con questa seconda rilettura ho divorato letteralmente il romanzo.
Sonja Kjell ha dimostrato tutta la sua bravura delineando le particolarità psicologiche ed emotive non soltanto di Levi, ma anche di Nate. Di questi due protagonisti ha creato dei ritratti perfettamente cesellati. Ce li mostra in tutta la loro grandiosa imperfezione e nella profondità e complessità dei sentimenti che essi provano.
Levi l’ho amato ferocemente, tanto quanto era successo la prima volta. Mi ha commossa, fatta vivere i suoi sentimenti come fossero miei, travolta con il mare impetuoso e caotico di emozioni, sentimenti e pensieri che lo contraddistingue. Si sente rotto e difettoso ma, in realtà, è un uomo e un lupo davvero unico, una figura meravigliosa ho apprezzato sotto tutti i punti di vista.
Allo stesso modo, ma in opposto, ho detestato Nate dall’inizio alla fine. La sua fragilità, la sua insicurezza, nonché il suo istinto sottomesso, non hanno saputo arginare e contenere il dispetto e l’insofferenza che provavo difronte alle sue manipolazioni egoistiche e infantili. La sua storia personale avrebbe dovuto rendermi compassionevole, ma, se mi ha toccato il cuore l’ingiustizia di cui è vittima, ho sempre avuto ben chiare le sue responsabilità per la serie di scelte sbagliate che ha fatto. Eppure, alla fine non ho potuto che accettarlo, perché ha un grande pregio: rende felice Levi ed è ciò di cui lui ha bisogno.
Capite bene, con queste premesse, quanto sia stata brava e abile Sonja a non farmi mai staccare da questo romanzo e a farmelo amare così profondamente.
La storia è articolata e avvincente. Ci fa conoscere meglio tutto il gruppo dei fratelli Braddock, e le dinamiche che intercorrono fra di loro incominciano a chiarirsi.