CUNTI è una collezione di storie dove la Sicilia non è solo un’ambientazione, ma un personaggio vivo, capace di sorprendere, irritare e far ridere nello stesso respiro. In queste pagine il confine tra realtà e invenzione è sottile come l’ombra di un fico d’India al basta un pettegolezzo, un matrimonio andato storto, una processione che deraglia dal sacro al farsesco, e il paese si accende di chiacchiere, risate e drammi da operetta.
Ogni racconto è un piccolo universo popolato da figure il sindaco che nessuno aveva davvero eletto, il santo che finisce imputato in un processo surreale, le famiglie in gita pronte a trasformare un picnic in un’epopea di equivoci, gli innamorati che si rincorrono senza mai prendersi e i comitati di “gente perbene” capaci di peggiorare ogni cosa che toccano.
Il tono è sempre lo ironico, irriverente e leggermente surreale, come quelle chiacchiere di piazza che cominciano con “hai sentito che…” e finiscono in storie talmente assurde da sembrare vere. Tra una risata e una stoccata di saggezza popolare, i racconti offrono uno specchio deformante della realtà, dove le piccole tragedie diventano commedia e le gioie inattese si nascondono dietro la porta di casa.
Se cercate personaggi vividi, ambienti che profumano di pane caldo e polvere di campagna, e storie capaci di portarvi per mano in un mondo dove nulla va come previsto ma tutto è tremendamente umano, allora siete nel posto giusto.