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Нещата от живота

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Улица Хавър
Нещата от живота

184 pages, Paperback

First published January 1, 1967

13 people are currently reading
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About the author

Paul Guimard

31 books6 followers
Paul Guimard (3 March 1921 – 2 May 2004) was a French writer known for combining his passion for writing with his love of the sea.
Guimard was born at Saint-Mars-la-Jaille (Loire-Atlantique). He married Benoîte Groult.
Most of Guimard's novels deal about the role of randomness in life (mainly L'Ironie du sort), time, man's understanding of hidden and ironic structures in which he is trapped. His latest work (Le Mauvais temps) describes a major transformation of a character who finally understands in dramatic circumstances the price of life and the importance of personal choice, changing his desperate life for the best.

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Community Reviews

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23 (6%)
1 star
6 (1%)
Displaying 1 - 30 of 38 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,463 reviews2,434 followers
June 15, 2025
VIVERE È IL MODO MIGLIORE PER INVECCHIARE



La voce dell’io-narrante e quella del narratore in terza si alternano ma sembrano quasi essere una sola: c’è una microscopica frazione di tempo a separarle. Prima e terza persona sembrano rincorrersi, bellissima gara.

Si può definire romanzo-di-formazione una storia dove il protagonista ha più di quarant’anni, è già ben formato, e non si limita a raccontare la sua infanzia e la sua adolescenza? Romanzo-di-formazione al contrario. Controcorrente.

Il primo capitolo salta da un argomento all’altro – caccia, primi palpiti, primi brividi erotici… - con una chiarezza, una pulizia, una padronanza, come se Guimard fosse cresciuto a pane e scrittura.



A seguire il narratore si cimenta in una serie di capriole pazzesche descrivendo la meccanica e dinamica di un incidente automobilistico, con raccapricciante ritratto del pilota post schianto.
Ma è proprio la voce del pilota che spiega davvero, e chiarisce.
E nel suo voler intavolare una conversazione con i soccorritori – dialogo che non sboccia mai – mi ha ricordato tantissimo un bel film di regista americano (Julian Schnabel, probabilmente più famoso come pittore) ambientato in Francia e riempito di magnifici attori e attrici francesi, Lo scafandro e la farfalla: la prima lunga agghiacciante scena quando il protagonista sente i medici che gli parlano e spiegano e lui risponde ma loro non ribattono alle sue frasi; gli ci vuole tempo per capire che la sua voce è solo nella sua testa, perché è incapace di parlare - anche se nella sua mente è lucido e razionale, preciso e accurato, la sua bocca non si apre e non pronuncia neppure un gemito.



Più si avvicina la fine di questo breve romanzo (novella?) e si approssima la fine della vicenda dell’io-narrante protagonista, con momenti della vita che gli sfilano davanti, diapositive della memoria, e le riflessioni esistenziali si intrecciano, più sono passato a un altro film, l’immortale Sunset Boulevard, il primo morto parlante.

Guimard ha collaborato alla sceneggiatura del bel film omonimo che Claude Sautet ha diretto: in qualche modo queste pagine sono intrise di cinema.
Il film è bello, regge benissimo. È interpretato da mostri sacri, almeno per me: Michel Piccoli, Romy Schneider, Lea Massari. Condensa il centinaio di pagine in meno di due ore (evviva! Quanto rimpiango i film di durata canonica…). Nonostante sia passato più di mezzo secolo, la dinamica e le riprese dell’incidente reggono benissimo. Tutto il film, intriso degli umori della sua epoca, regge benissimo il passaggio del tempo.
Piccole variazioni: il protagonista diventa un architetto invece che un avvocato (la prima probabilmente ritenuta professione più moderna e dinamica della seconda); la macchina non è un MG ma un’Alfa Romeo, la quintessenza dello sprint; la lettera invece di finire nelle mani sbagliate, regala a un personaggio un gesto di rara umanità e generosità; alla radio né Charles Trenet né Françoise Hardy, ma musica classica, e un attimo di jazz.



Il film cortometraggio della vita che Pierre si vede proiettato davanti allo sguardo della mente che bilancio racchiude? Probabilmente non così misero come si potrebbe essere portati a ritenere al solo sentire l’espressione ‘bilancio di un’esistenza’: Pierre ha vissuto, non è stato a guardare. Sono “le cose della vita”, né più né meno. Il tempo non perdona, si sa – anche se è difficile ricordarselo – il tempo passa, e stringe. Il tempo accorcia il respiro, toglie letteralmente il fiato.

Profile Image for Malacorda.
602 reviews289 followers
June 23, 2024
Finito di leggere in un pomeriggio in pensatoio. Un pomeriggio molto verde e molto assolato eppure ancora molto freddo, per stare fuori mi sono dovuta imbacuccare in un giaccone. Per essere inizio Giugno c'è ancora così freddo: le pampogne stramazzano a terra stordite come gli uccelli della glaciazione di Paolo Di Paolo. Il pensatoio è una specie di salottino da té estivo che allestisco sul retro della casa. Attraverso un pertugio nella legnaia, come in un passaggio segreto, si sguscia in una sorta di terrazzamento immerso nel verde, che consente di tenere d'occhio la strada sottostante senza essere notati di primo acchito da chi vi passa. L'ho ribattezzato pensatoio perché è un luogo - quasi una stanza - che non ha una sua vera utilità, non ha uno scopo ben definito come le altre stanze e pertanto non sa meritarsi un nome più specifico. Ma grazie a Dio che esistono anche le cose inutili, belle solo in quanto belle, o anche soltanto un po' carine o simpatiche. Se ci si dovesse fermare solo all'utile, sarebbe la fine.

E così senza volere sono arrivata al titolo del romanzo, Les choses de la vie, le cose che hanno una grazia tutta loro e che il protagonista imparerà tardivamente ad apprezzare. Inutile dire che, avendo recentissime esperienze ospedaliere e di dolore fisico e qualche volta anche di paura, ho trovato qui molte assonanze e similitudini con la mia storia personale. Ma non starò a raccontare nel dettaglio i singoli ricordi affiorati durante la lettura, dovrei star qua fino a notte e sarebbe un lungo racconto terribilmente tedioso. Mi accontenterò di scrivere che le riflessioni, il flusso di coscienza del moribondo, la sua interazione (o meglio mancata interazione) con i sanitari, sono per la stragrande maggioranza calzanti e realistici.

Già, il flusso di coscienza: all'inizio-inizio, nelle primissime pagine, non mi faceva impazzire. E in più ho incontrato numerose frasi così arrotolate su sé stesse da risultare poco comprensibili, e mi portavano a ripetermi in continuazione "not my cup of tea, not my cup of tea...". Ma il Bookclub serve anche a questo: provare ad andare oltre un proprio limite. E così, proseguendo nella lettura, inizia a squarciarsi un velo: si inizia a capire in che modo la dilatazione e la contrazione sia dello spazio che del tempo siano i temi centrali del racconto. A voler semplificare anzi banalizzare il discorso, si potrebbe dire che è un po' lo stesso tema di Sliding Doors: per soli tre secondi, cambia il mondo. Tre secondi in più o in meno fanno la differenza tra vivere e morire, tra capire tutto e non capire niente.

Intorno ad una trama semplicemente insignificante (un incidente d'auto non solo descritto in modo meticoloso ma che viene letteralmente vivisezionato al rallentatore) si va costruendo un meccanismo che è come quello di un orologio svizzero: un ingranaggio, girando da una parte, fa azionare un contrappeso dall'altra, il quale a sua volta mette in moto altri movimenti. E la beffa del finale è proprio un uccellino che spunta fuori facendo il suo beffardo "cù-cù".

Concludendo: di solito faccio fatica ad andare d'accordo con gli autori francesi moderni e contemporanei, ma stavolta il libro mi è sinceramente e pienamente piaciuto.



Profile Image for Hank1972.
212 reviews55 followers
May 1, 2024
Bello per l'atmosfera che crea, molto cinematografico, quella MG in viaggio verso la Bretagna, musica francese in sottofondo (Hardy, Trenet), i pensieri che vagano, il ricordo di un amore passato e le complicanze di quello attuale, una sigaretta, una curva ad alta velocità...

Bello per le riflessioni che ci porta, salutare ogni giorno le piccole buone cose della vita, far contare e dilatare e poi ancora restringere ogni secondo della vita, cercare con spirito critico di conoscersi meglio.
Profile Image for Nood-Lesse.
429 reviews328 followers
March 27, 2024
Il primo nome che si incide nel cuore cresce con la corteccia

“Le cose della vita” si è propagato come un virus fra i lettori. C’era un motto tempo fa che recitava: “Se lo conosci lo eviti”. “Le cose della vita” perché fosse quanto più infettivo possibile ha beneficiato di recensioni spesso evasive. È stata la scelta corretta, vale la pena contrarlo, a livello di stelle c’è solo da capire se farà un effetto da 4 o da 5.
È l’ultimo libro del 2023, opto per accenderle tutte, mentre il Flurona dilaga, Paul Guimard mi ha costretto a finire il suo breve romanzo appropriandosi di tutto il tempo libero che avevo a disposizione.
Come si fa a promuoverlo senza parlarne? Io ci provo per citazioni, storpiature e suggestioni

- E quell’uomo si ricorda e per uno scherzo atroce il rimpianto gli dà forza, l’illusione gli dà voce.
- Caio è un uomo, gli uomini sono mortali, Caio è mortale.
- A furia di guardare al passato si diventa sospettosamente compiacenti nei confronti di se stessi.
- Prepararsi non serve a niente, non si è mai pronti a soffrire.
- Alla vecchia meretrice serve la complicità della sua clientela.
- Non si fa altro che proiettare attorno a sé la propria pellicola privata.
- Chi resta diventa sempre lo scrigno, o il museo, di chi non c’è più.
- La paura del nulla invita a immaginarsi in compagnia.

Mon Dieu quel sourire à la vie, Mon Dieu merci
https://www.youtube.com/watch?v=u6JN2...

Merci à ceux qui l'ont lu et commenté avant moi
(Grazie a chi lo ha letto e commentato prima di me)
Profile Image for Annalisa.
242 reviews46 followers
October 4, 2021
5 stelline piene, pienissime, per 140 pagine di cui non si può dir niente, pena lo spoiler, se non che si leggono d’un fiato, immergendosi nella vita di un uomo, raccontata in modo frammentario e intimo da un flusso di parole, di riflessioni fulminee, dolorose e conturbanti, un flusso di coscienza serrato che così a caldo mi appare non facilmente dimenticabile.
Profile Image for Grazia.
507 reviews218 followers
December 18, 2023

Siamo veramente burattini? E per il divertimento di chi?


Di questo libro non penso si possa dire nulla, se non che immergendosi nel testo (credo non sia possibile procedere se non in modalità compulsiva) viene esplicitata l'opinione di Guimard relativamente alla domanda (retorica) che riporto come titolo dell'annotazione.

Qualunque ulteriore accenno potrebbe compromettere il gusto di lettura. Ergo suggerisco di non leggere neanche la quarta di copertina.
Profile Image for Three.
304 reviews73 followers
July 8, 2024
Credo che quanto più un libro è fatto di pensieri – e non di fatti – tanto più sia difficile parlarne. Ogni pagina potrebbe suggerire una miriade di considerazioni, ma, nello stesso tempo, le considerazioni le ha già fatte l’autore e sarebbe assurdo esaminarle una per una, intromettendosi nel filo dei suoi ragionamenti. A maggior ragione se il libro è bello.
E questo libro bello lo è, è ben scritto, privo della minima concessione al pietismo e al melodramma, spesso ironico. Tuttavia mi ha lasciato una sensazione di tristezza insuperabile. Del lungo ingresso nella morte (che non è poi lungo, rispetto a quello di chi alla morte arriva dopo anni di malattia o di decadimento, ma mi è sembrato interminabile, come tutte le esperienze negative vissute in soggettiva) mi rimane la sensazione di perdita, di beffa, di ingiustizia che viene da uno strappo improvviso. Vero che chiunque, potendo, sceglierebbe di andarsene in fretta, vivendo pienamente fino all’ultimo e poi ciao, piuttosto di passare mesi o anni fuori e dentro dagli ospedali o in un ospizio, preparando se stesso ed i familiari all’inevitabile, ma ugualmente mi pare tremenda una fine che arriva in un giorno qualunque, per un caso illogico, mentre l’agenda è piena di impegni, gli amici aspettano a cena, e una lettera mai spedita, e conservata per distrazione, aspetta di essere distrutta. Al punto che, benché l’esito ci fosse stato preannunciato fin dal momento dell’incidente, verso la fine del racconto ho condiviso con il protagonista il momento dell’ultima illogica illusione, ovviamente rivelatasi tale dopo pochi istanti.
Per sottrarmi all’amarezza, mi sono segnata alcune considerazioni neutre rispetto al tema del racconto:
- Hélène, convinta che la mitologia dell’adolescenza conduca al rimbambimento (condivido in pieno anche se non ho la certezza di essere esente da questa debolezza: quante volte, anche in età sicuramente adulta, si viene intrappolati da una moda, un modo di parlare o di gestire, che denunciano l’incapacità dell’anzianotto di rendersi conto della propria ridicolaggine nel riprodurli o di accettare il passare del tempo…);
- il piacere del protagonista per “le piccole evasioni dalla vita di ogni giorno”, rappresentate dai momenti passati da solo in una città sconosciuta, per il piacere dell’imprevisto (condivido anche questo, ancora più fortemente: come sono belli i momenti rubati agli impegni - anche nella propria città, se non è possibile essere altrove - le mezze ore passate a leggere bevendo un caffè al bar, le passeggiate in un quartiere poco conosciuto);
- la scoperta che non esistono più le mezze stagioni! Facciamo un po’ di conti: la prima edizione di questo libro risale al 1967 e già allora addio, niente più mezze stagioni: e allora quando avranno smesso di esistere, queste mezze stagioni? Sono mai esistite?
- l’altra scoperta, che nello stesso anno 1967 esistevano pericolose gang di adolescenti, mentre prima di allora, nei meravigliosi tempi andati, si formavano gruppuscoli (una parola così poco minacciosa! tutt’altra cosa rispetto alle gang e alla loro trasgressione!) di ragazzetti che erano capacissimi di fare idiozie e di esercitare un’inaudita violenza sui più deboli, ma infinitamente meno cattivi – Dio mio, eravamo noi! – di quelli di oggi. Non suona conosciuto? Non è quello che TUTTE, invariabilmente tutte, le generazioni sostengono, che ai miei tempi era tutta un’altra cosa? Oggi, naturalmente, si direbbe che nel 1967 c’erano gruppuscoli di adolescenti esuberanti e giocosi, che di tanto in tanto sfidavano un ragazzetto fragile a fare un gioco mortale, scappando quando il ragazzetto, prevedibilmente, ne moriva. Niente a che fare, come si può ben vedere, con le arciviolente gang dei nostri tempi, in cui i ragazzi sono rovinati dai social, dai video giochi sparatutto, dai manga violenti, dal crack, dalle cose cui oggi si attribuisce la responsabilità di tutto, comprese le alluvioni e le tempeste solari. Dove si vede che in realtà non ci sono i nostri tempi, ci sono solo persone di una generazione che inorridiscono di quello che fa la generazione successiva, e conservano una immeritata, e comunque ridicola, tenerezza per come hanno vissuto la loro giovinezza, cancellando dalla memoria tutti gli eccessi e derubricando quello che non riescono a cancellare a sciocchezze di cui, poverini, non eravamo nemmeno del tutto consapevoli. Noi sì che avevamo dei valori, questi di adesso, invece…. È stato detto nel 1967, nel 1977, nel 2017, e sicuramente lo diranno nel 2057, tutti sinceramente convinti di essere stati giovani e belli nel momento migliore del mondo e di stare invecchiando nel suo momento peggiore.
Profile Image for Silvia.
304 reviews21 followers
September 24, 2023
4,5⭐ Breve romanzo che mi ha stordito positivamente, sono stata condotta per pagine tenere, febbrili, raggelanti per un ode alla vita dal finale tutto da scoprire..
Profile Image for Gianni.
392 reviews50 followers
August 14, 2021
Quando si dice il caso; è un caso che per una manovra azzardata un furgone si fermi in mezzo alla strada mentre stai passando a velocità sostenuta; è un caso che lo schianto rocambolesco ti lasci un alito di vita, quasi senza più corpo; è un caso che, tra la vita e la morte, in ospedale ti riconoscano e decidano di darti una chance di salvezza; è un caso che ti sia salvato dallo schianto e che tu muoia in ospedale. E in tutto ciò i pensieri sono un turbine nella tua testa, Pierre Delhomeau, la memoria e l’attenzione corrono sul filo del tempo, vivono di per sé visto che non senti il tuo corpo, una manciata di secondi per capire lo schianto, una manciata di minuti in ospedale, ripercorri la tua vita, le tue scelte, quello che vorresti cancellare. E alla fine, la beffa, succede proprio quello che non volevi, un errore, uno scherzo del caso.
La memoria e il caso, o forse il fato, un tempo dilatato all’estremo, un ralenti degli ultimi istanti, qualche sequenza splatter. È un caso che l’abbia letto.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Vasko Genev.
308 reviews78 followers
April 26, 2019
УЛИЦА ХАВЪР

Как стана така, че нищо не написах за Жюлиен Льогри - основният герой в "Улица Хавър", дори цитатите са само от Франсоа. Жюлиен Льогри ще си остане невидимият от улицата ..., невидимият от улица Хавър. Жьолиен Льогри и ефектът на пеперудата! Дядо Коледа не съществува, нали? ;)

- Нима нищото е политическа боя? - попита Жан.
- Питай нашия Пикасо, това му е занаятът - отвърна Пиер, посочвайки към мене.
- Политическите убеждения на нашето време, очакването.
Аз изрекох това, без да се замисля, бързо, дори прекалено бързо. По негласно споразумение сериозният тон не е приет в нашите традиции. Пазим се от него, за да не би да станем смешни. Моят глупав отговор възцари мълчание на масата ни.
Всъщност тази мисъл ме тормози от няколко месеца. Ние очакваме и нещо по-лошо, очакваме от ... От нашата епоха, от нашата професия, от нашите жени, от нашата страна. Очакваме и от едните и от другите нещо: топлина, перспективи, задоволство, оправдания, доказателства, знам ли още какво? Ние имаме манталитет на кредитори. Убедени сме, че не сме си получили дължимото. Достатъчно би било може би да дадем, за да получим, вместо да се изхабяваме така в очакване.

Самият живот, дори най-делничният, е често литература и наподобява най-невероятните измислици. Всъщност страхът да не станеш смешен не е само крайпътен банкет, а в много случаи истинска бариера.


НЕЩАТА ОТ ЖИВОТА

Буквално последните 5 страници наклониха везните в "Нещата от живота".

Думите преливаха и почти ме умориха (дори, съвсем наивно, отдадох това многословие на френския ), но накрая изкристализираха невероятни неща!

Някой би казал, че са клишета, които се срещат в онези книги, които трябва да спасят реномето си и да спечелят благоразположението на консуматора. Но в живота и в книгите (какво добро начало за клише-сентенция :) ) всичко в крайна сметка е ремикс. Никой няма да открие топлата вода, но когато ти я стопли точно толкова колкото трябва - нито хладка, нито вряла, - тогава забравяш за тривиалното, за "клишето" и просто се наслаждаваш на този топъл момент. Нима може да има друго? Колко са важни точните думи, макар оскъдни и представени в последния момент!


... ти ще счупиш креслото ми, малката картина от кабинета ми ще се покрие с прах на някой таван, цветя, парфюми, неща ще умрат, защото с мен умира тайното предпочитание, което съм изпитвал към тях, защото само за тях съм незаменим.

Отсъствието на внимание при живите е смайващо. Всъщност виждаме само онова, което е поместено в зрителното поле, ограничено от наочниците на моментните ни грижи. Забелязъл ли си? Ако някой има нова кола, па макар най-рядък модел, вижда вече само такива коли. Когато след злопоуката в Триполи се движех с бастун, Париж беше населен сякаш със сакати. Пуснеш ли си брада, има сто пъти повече брадати. Ние само прожектираме около се бе си собствения си жалък филм. Често съм констатирал това по повод някой процес, при който десет свидетели на едно и също събитие помнят единствено оня детайл или особеност, които са съответствали на душевното им състояние в момента. Това явение на селективно зрително възприемане е универсално и до такава степен наивно, че ме отчайва. Толкова много чудеса, напразно разпилени щедро пред полузатворени очи!

Той знае например, че всяка секунда може да бъде последната. Всички го знаят това, но някакси един път завинаги. Той напротив го знае непрекъснато и в това е разликата. От тази предпоставка извлича динамична истина и поука.

Ще намери убежище в егоизма, най-оклеветената добродетел. Тъй като познава самотата, която го очаква на прага на смъртта, и му е ясно, че никой не може да носи ведно с него това бреме - нали сам Христос на върха на Голгота, истински човек този път, се оплакал, че баща му го е изоставил, - ще се постарае да превърне егоизма в благотворен култ. Ще пледира за великодушен, обогатяващ човека егоизъм, зачитащ егоизма на ближния. Желанието да не вредиш е начало на истинската добродетел.
Ще изглежда бъбрив, защото думите ще бъдат храна за него след угрозата на вечното мълчание.
Занапред ще живее, като се стреми да извлича радост. Ще превърне в празници незначителните, озарени от слънце неща.

Наистина ли сме марионетки и кого забавляваме?


ПП. Разбира се, по някое време се сетих, че съм гледал филма: https://www.youtube.com/watch?v=oFN9j...

ППП. Не знам защо ми хрумна, че това е любимата книга на Херман Кох!
Profile Image for Naila Boughazi .
19 reviews8 followers
February 15, 2024
c'est une reflexion sur la vie , la mort , sur l'existence ... un homme apres un accident de voiture , se trouve dans le come, et pendant quelques instants se trouvient de sa maitresse ,de sa femme , de son fils ,il aimerait changer les choses , il ne rend pas compte qu'il est sur le point de mourir , il s'etonne du mouvement autour de lui , des gendarmes, du medecins , du pretre , du chauffeur de la betailliere qui lui a coupe la route ...
Profile Image for Xenja.
697 reviews98 followers
July 23, 2024
A quanto pare sono proprio l’unica a cui non è piaciuto. A me è parso poco originale, e molto, molto sentenzioso, autocompiaciuto, sentimentale. Del resto, già il titolo dice tutto. Al ricordo del primo amore, la ragazzina con le lunghe gambe da cerbiatto, mi era già venuto un principio di nausea. Costellato di frasi da cioccolatino: la vita è così, gli uomini sono cosà, lui tutto sa. Sarà che sono allergica alle sentenze sulla vita e alle persone che hanno capito tutto. E mi disturbano parecchio, nei romanzi, anche le citazioni di altri libri o film. Arrivo con fatica a dargli tre stelle perché probabilmente Guimard è stato il primo a avere l’idea di raccontare un incidente stradale “da dentro”. Ma sullo stesso soggetto gli preferisco di parecchio, anche se scritto trent’anni dopo, Acqua nera di Joyce Carol Oates.
Trascurabile.
Profile Image for Seregnani.
743 reviews35 followers
July 26, 2024
Un libro che parla di un incidente che il protagonista ha avuto e prosegue con i suoi pensieri tra la vita e la morte raccontando di sua moglie, della ragazza che le è sempre piaciuta, del figlio, del suo lavoro… diciamo un libro mediocre, avrei dato anche tre stelle e mezza ⭐️
Profile Image for John Hatley.
1,383 reviews234 followers
August 2, 2019
Paul Guimard packs an astonishing amount of philosophical musing into fewer than 90 pages and “decorates“ it with humour, suspense, love and tragedy. I enjoyed this little book very much.
Profile Image for Kuszma.
2,857 reviews290 followers
January 27, 2020
„Én már ott vagyok, s ha időmből futná, megmagyaráznám neked…”

Egy sertéskereskedő megiszik egy calvadost, és tehergépjárművével kikanyarodik a mellékútról a beláthatatlan kanyarba. Egy sportkocsi pedig ennek következtében bukfencezik kettőt-hármat, vezetője pedig lelkes lényből gondolkodó tárggyá válik – sérült testté, ami megfosztatott a mozgás és a kommunikáció lehetőségétől, és már csak az emlékezés lehetősége maradt meg neki. Addig, ameddig. És az nem sok idő. Dehogy három kötet: csak egy incifinci kisregény. És akinek csak az emlékezés maradt, abban az élet dolgai (illetve azok emlékei) sokszorosukra duzzadnak, akárcsak a sivatag növényei, ha vízzel szívják meg magukat. Új fénnyel vonja be őket, hogy egyszeriben kizárólagossá váltak, és új fénnyel vonja be őket az emlékező félelme is attól, hogy ezek az emlékek esetleg az utolsók lesznek – mert micsoda felelősség az, utolsónak gondolni valamire. Mit válasszon az ember, ha az utolsó emlékét kell kiválasztania? Pontos, metaforákban gazdag kis szöveg. Jelentés a purgatóriumból.

(Az utolsó mondat miatt viszont haragszom kicsit. Nem kellett az oda.)
Profile Image for Marina Takács.
17 reviews2 followers
January 4, 2019
Пол Гимар ми е любим заради две неща - заради творчеството му и заради страстта му към морето. Един от редките случаи, в които филмът е почти толкова добър, колкото и книгата е в случая с "Нещата от живота".
"...Отивайки си, всеки отнася от вас частица, от която капе кръв. Ставате скелет, защото както сте си мислили, че обичате череши, оказва се, че сте обичали някоя Катрин, която като си е отишла, е отнесла със себе си вкуса ви към тях."
Profile Image for Irène Schrader.
34 reviews
January 21, 2024
Une jolie lecture dans laquelle on s'immerge dans la peau d'un homme qui retrace des fragments de sa vie avec humour, philosophie, et cynisme.

Je me suis intéressée au livre après avoir découvert la bande-son du film, que j'ai l'intention de regarder bientôt.
Profile Image for Kaloyana.
714 reviews2 followers
September 23, 2015
Пет звездички за "Улица Хавър" и три за "Нещата от живота".
Profile Image for Milena Rodríguez.
66 reviews1 follower
January 10, 2021
Traductor/a(s): Manuel Serrat Crespo
Editorial: Tiempos Modernos
- Y de pronto, nuestro universo se tambaleaba a causa de la turbación que nos inmovilizaba, tendidos en la tierra batida del aprisco, enlazados y mudos en aquel aroma a siega tardía que acaba de alcanzarme, a través de tantos años, en esta reluciente carretera. Cien veces habíamos concluido así nuestras batallas, en un estrecho cuerpo a cuerpo. Nos levantábamos siempre sin un arañazo en el alma. Jamás habíamos permanecido tanto tiempo unidos. El gozo animal del esfuerzo se apartaba de nosotros, dando paso a algo amenazador que nos aplastaba. Aurélia ya no me miraba. (…) Este aroma a hierba húmeda bajo el sol me devuelve, inevitablemente, a aquel dudoso instante en el que, traicionando nuestra infancia, permanecimos enlazados, sin atrevernos a nada. En aquel confuso tumulto flotaba un sentimiento: la vergüenza. Acabábamos de experimentar una mutación, de romper un pacto. Nada podíamos hacer, salvo negar nuestra adhesión a aquel avatar que nos dejaba consternados.
- Ambos llegábamos a la adolescencia y lo ignorábamos.
- Acababa de reventar una nube.
- El ritmo escolar impone a los niños rupturas que los adultos no soportarían.
- Sé que con los recuerdos ocurre lo mismo que con las luces: cuanto más alejados están, más brillan.
- La radio funciona mejor cuando llueve. La humedad facilita la eliminación de los parásitos de la electricidad estática. Pienso en Aurélia, hasta cierto punto gracias a Françoise Hardy y, sobre todo, porque ha llovido sobre la hierba recién segada. El diluvio ha pasado enseguida, ahora el tiempo mejora. Los prados humean a ambos lados de la carretera. Cuando no son solo perfume, los olores llegan a los más secretos recovecos de la memoria. Devuelven a los recuerdos el frescor de lo nuevo.
- Me apetece una manzana. No una manzana tonta, abrillantada en serie en una fábrica de manzanas, sino una reineta que tenga exactamente el aroma que he aspirado hace un momento, en el prado: de piel amarilla, pero con algunas franjas más vivas, casi rojas, y un inicio de maca formando una delgadísima corteza gris. Estas manzanas, solo estas, cuando los dientes se clavan en ellas, crujen y se funden al mismo tiempo, entregando en el primer bocado la quintaesencia de su sabor. Ese ruido de los dientes que hieren una reineta madura, el salvajismo de una boca que ataca la carne de la fruta -Aurélia lo hacía como nadie-, ¡qué antídoto contra cualquier idea de muerte! Estaría salvado si Aurélia me tendiera una manzana.
Hubiera deseado que me concedieran tiempo para morir. No sé cómo explicarlo: tiempo para morir al igual que nos tomamos tiempo para vivir.
- La pena de Hélène será maciza y silenciosa. Llorará sola, durante mucho tiempo, amargamente, sin dejar que los demás vean sus heridas. Ella es la fianza principal de mi destino. Gracias a ella mi nombre seguirá siendo pronunciado (Pierre era, Pierre decía, Pierre hacía…), pues todas las mujeres que han amado a un hombre se convierten en su conservatorio y museo.
- Del mismo modo, cierto número de cosas morirán con mi muerte, mientras que los seres que más me aman permanecerán más acá de los infiernos. (…) En cambio, quemarán Rosebud, romperás mi sillón, el pequeño cuadro de mi despacho se llenará de polvo en un desván, flores, perfumes, cosas morirán porque conmigo muere la secreta afición que siento por ellas y porque solo para ellas soy irremplazable.
- Hace un rato, en la carretera, tenía que haberme tomado el tiempo de mirar con intensidad el agua y el viento, los árboles y aquel niño que corría por el lindero de un bosque y las rosas ante la granja. La falta de atención de los vivos resulta desconcertante. Rozan, pasan distraídamente. De hecho, solo vemos lo que se inscribe en el campo delimitado por las ojeras de nuestras momentáneas preocupaciones.


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Profile Image for Abc.
1,120 reviews108 followers
October 15, 2024
Per un caso fortuito mi sono ritrovata a leggere questo libro subito dopo Le campane di Bicêtre di Simenon.
Entrambi parlano di ciò che si prova quando all'improvviso tutto viene sconvolto da un incidente (come in questo caso) o una patologia come nel caso del romanzo di Simenon.
Dico subito che fra i due ho preferito decisamente Le campane di Bicetre perché l'ho trovato meglio sviluppato.
Qui ho riscontrato una vena di sottile ironia per la faccenda della lettera e di come il destino sembra prendersi gioco del protagonista, beffato proprio all'ultimo momento.
Ho trovato fin troppo minuziosa la descrizione dell'incidente e delle conseguenze fisiche riportate dal protagonista. L'immagine della calotta cranica mi si è stampata nella mente e francamente ne avrei fatto volentieri a meno.
Nel complesso comunque un buon libro che si legge in fretta.
Profile Image for Lionel Berthoux.
102 reviews2 followers
April 28, 2020
Un homme vit possiblement ses derniers moments après un accident d'auto. Le livre est centré sur ses réminiscences désordonnées. Le contraste entre l'instantané de l'accident et les souvenirs de toute une vie est un procédé intéressant. Le problème est que les divagations philosophiques, surtout dans la 2ème moitié, ne sont pas toutes intéressantes. Elles sont même parfois un peu prétentieuses. Mais le livre est efficace et se lit très vite (c'est en fait une grosse nouvelle).
Profile Image for François.
394 reviews
February 27, 2018
Prachtig geschreven boek over man voor, tijdens en na verkeersongeval.
Profile Image for Anton Segers.
1,320 reviews20 followers
May 1, 2021
Vooral voor wie de ijzersterke film zag heel herkenbaar: de deconstructie van het ongeval is knap gedaan, na een matige intro.
Profile Image for Memy.
23 reviews
January 14, 2023
È uno di quei libri brevissimi di cui non puoi scrivere, ma lo puoi solo consigliare. Un piccolo capolavoro!
Profile Image for Ines.
2 reviews3 followers
April 26, 2023
Une rencontre que seul le hasard peut rendre possible, un roman qui mets en opposition l’homme qui va vite et la douceur des choses de la vie, sur le manque de sens et la recherche du temps perdu.
Profile Image for Eliness.
20 reviews1 follower
February 20, 2025
Simple, efficace, prétentieux, court, universel - plein de petites pépites qui me plaisent là-dedans.
Displaying 1 - 30 of 38 reviews

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