Il futuro: secoli di tecnologia e di inquinamento sono stati risolti con una catastrofe naturale che ha spinto la razza umana alla semi estinzione. I sopravvissuti, arroccatisi nei pochi lembi di terra rimasti, hanno scoperto di non essere soli e di non avere a che fare con una natura inerme. Hanno trovato forze, presenti e consapevoli, in grado di offrire loro una tregua da ulteriori disastri climatici: è l'alba del Trattato, la fine della tecnologia, la fine della violenza sulla natura. Per alcuni, tuttavia, è anche la fine della civiltà. Anni dopo, questo patto tra umani e natura ha ancora bisogno di persone che lo difendano. Yan è uno di loro, nato sotto l'impronta delle regole del Trattato, cresciuto in mezzo alla natura, respinto dagli umani. Come lui ce ne sono tanti, Tramiti li chiamano, ed il loro compito è mediare tra le due fazioni ancora in lotta.
Recensione difficile oggi, dedicata a un romanzo che di semplice ha ben poco. Per prima cosa vi avviso che cercherò di essere breve, perché Syntechè si è rivelata una lettura sfiancante e voglio lasciarvi il mio parere in modo breve e chiaro, senza perdermi in chiacchiere inutili. Mi sono avvicinata a questo libro con grande curiosità, anche se la mole un po' mi spaventava - più che la mole, il font. Ma di questo parleremo dopo - e come avevo previsto mi ci è voluto parecchio tempo per finirlo. La trama è curiosa e davvero originale. Ho letto pochi romanzi ambientati in un futuro post apocalittico, quindi ero pronta a lasciarmi sorprendere da questo bel mattone, anche se non riuscivo bene ad inquadrarlo. Delusa o soddisfatta? Diciamo entrambe. Syntechè ha diversi punti positivi, come appunto una trama davvero particolare, quasi unica direi, e personaggi altrettanto interessanti. Mi è piaciuto moltissimo il modo in cui magia e Natura si mescolano diventando una sola cosa e dando spazio alla terra, agli animali, ai sogni e agli incubi. Il problema di questa lettura è che, se da un certo lato ne ho apprezzato l'unicità, dall'altro non sono proprio riuscita a gustarmela come avrei voluto. La pecca più grande è senza dubbio il formato del libro, a dir poco illeggibile. Fantastica la copertina, bellissime le illustrazioni nella prima e nell'ultima pagina e deliziose anche le falene in bianco e nero che decorano i capitoli, ma il font, mio Dio, è minuscolo. Così piccolo che leggere di sera mi è stato praticamente impossibile (un incubo per chi come me ha tempo per leggere solo di notte), senza contare che ho dovuto leggerlo cinque pagine alla volta, perché di più non reggevo.. mi veniva mal di testa ogni volta che lo aprivo e questo è davvero un peccato. L'impaginazione di un libro è importante tanto quanto il contenuto della storia, e Syntechè è stato penalizzato tantissimo dal mio punto di vista. Al di là di questo, l'ho trovata una lettura piuttosto piacevole, ma priva di emozione. I personaggi non mi hanno trasmesso quasi niente e di conseguenza è stato impossibile affezionarmi a loro, e la scelta di inserire un protagonista cieco, seppur originale, ha reso la storia un po' dispersiva, troppo concentrata sulle sensazioni e poco sugli eventi veri e propri che, forse, sarebbero risultati più interessanti. La trama in sé regge e ha un suo perché, ma ho avuto la sensazione che non seguisse un vero filo logico, molte cose sono poco approfondite, mentre altre sono descritte e spiegate in modo eccessivo e spesso non hanno utilità per il lettore. In generale l'ho trovato lento e pesante, almeno secondo i miei gusti, preferisco letture più scorrevoli e meno esagerate, soprattutto nella lunghezza e nelle descrizioni. Anche i capitoli a mio avviso sono eccessivamente lunghi e il fatto di non avere pause ne accentua ancora di più la lentezza. Interessante l'idea di inserire una coppia omosessuale nella storia, ma il tutto è stato gestito in modo troppo leggero per poter davvero coinvolgere il lettore e portarlo a riflettere sull'argomento. Mi rendo conto di aver scritto una recensione tremenda e pressoché inutile, ma io stessa non so esattamente cosa pensare di questo romanzo d'esordio.. sono davvero combattuta. Si è guadagnato la sufficienza perché l'autrice ha uno stile intenso ed è stata in grado di mettere insieme una storia complessa e al tempo stesso di trattare temi attuali come l'omosessualità, l'inquinamento e, in generale, il rapporto tra l'uomo e la natura, ma il risultato finale è stato - sempre secondo il mio gusto personale - troppo prolisso. Non posso negare che mi piacerebbe scoprire come prosegue la storia, anche se il finale non mi ha particolarmente soddisfatta, ma ora come ora l'idea di buttarmi su un altro mattone del genere non mi alletta per niente. Interessante e con delle ottime potenzialità, ma sono arrivata all'ultima pagina arrancando e con la voglia di terminare la lettura per potermi finalmente dedicare ad altro. Forse, semplicemente, questo tipo di romanzo non rispecchia abbastanza i miei gusti letterari, orientati su letture più leggere e scorrevoli.
Dopo aver letto la trama di Syntechè, ho subito voluto leggere questo romanzo. Confesso che il numero delle pagine mi ha un po' spaventata, ma la curiosità era davvero tanta e così l'ho richiesto alla Eifis - casa editrice che ho scoperto da poco ma che mi ha dato la possibilità di leggere libri diversi dal mio solito genere. Vorrei, inoltre, ringraziarli ancora una volta per avermelo spedito. Prima di iniziare a parlarvi della trama voglio spendere qualche parola sull'aspetto esteriore del romanzo. Come, ad esempio, la rilegatura ben fatta, curata, davvero bellissima da vedere. Sfogliando le pagine, però, sono entrata in crisi: le parole erano scritte così piccole che ci ho messo ben due lunghi mesi per portarlo a termine, non senza alcune difficoltà, oltre al fatto che non c'è nessuna suddivisione nel testo all'interno dei capitoli, tanto da renderlo visivamente poco attraente. Devo, inoltre, segnalare alcuni errori di battitura/revisione.
Torniamo adesso alla vera e propria recensione. Sfortunatamente, vi confesso che il libro in sé non mi ha fatto impazzire. Prima di tutto avrei tagliato almeno 150/200 pagine per rendere la lettura più agevole e snella anche se lo stile di Carla Saltelli mi è davvero piaciuto. A mio modestissimo parere il libro risulta essere troppo lungo tanto che, una volta finito, non ho potuto trattenere un sospiro di sollievo. Parlando della storia, l'idea di fondo è originale e ben strutturata.
Siamo in un futuro in cui l'uomo ha sfruttato la natura spingendosi oltre ogni limite e la natura lo ha ripagato con una vera e propria catastrofe, portando il mondo ad assottigliarsi: non ci sono più i vasti e immensi territori di una volta, ma poche isole sparse qua e là a formare degli arcipelaghi. Gli umani, allora, sono costretti a stipulare un Trattato con la Natura, che nel caso in cui venga violato, ha diritto a distruggerli. L'uomo è costretto a vivere senza tecnologia e a un ritorno "alle origini". La storia del nostro protagonista, Yannis, un bambino nato da una naufraga morta subito dopo essere arrivata sull'isola, è ambientata in una delle isole greche rimaste, Syntechè. Dopo essere stato adottato e cresciuto da Kera, Yan cresce sentendosi diverso da tutti gli altri, che lo guardano con sospetto. Il protagonista è un Tramite, ovvero uno dei pochi che ha il compito/onore di trattare con la Natura, che la Saltelli incarna in creature.
Anche se l'idea di partenza era una base distopica, la storia prende pian piano una vena più fantasy, soprattutto quando si viene a contatto con la Natura. Personalmente non sono riuscita ad affezionarmi a nessun personaggio, nemmeno a Yannis. All'interno del romanzo, l'autrice ha inserito una coppia che lei stessa definisce "non convenzionale", ovvero una coppia omosessuale. La parentesi della storia d'amore è trattata con sensibilità, portando un graduale cambiamento sia nei personaggi sia nella coppia nel corso del libro. Un altro tema importante del libro è senza dubbio il tema dell'ambiente: il messaggio che l'autrice con questo romanzo vuole inviare è quello di riflettere sulle azioni che facciamo sul quotidiano, che possono intaccare la natura.
Il libro è il primo di una trilogia e il secondo sta per essere completato. Penso che non leggerò i seguiti, non perché questo volume non mi sia piaciuto, ma perché mi aspettavo un romanzo più improntato al distopico che al fantasy, genere che mi piace ma del quale non sono una grandissima fan. Auguro comunque un grande in bocca al lupo alla Saltelli perché ha un modo di scrivere davvero molto originale ed è una scrittrice da tenere d'occhio.
In conclusione consiglio il libro a chi ama il distopico unito al fantasy e per tutti i lettori con una vena ecologica.