Abbiamo tutti una sveglia interiore. Alcuni la chiamano coscienza, altri ansia. Io lo chiamo battito.
A ventotto anni, Leo si trova a raccontare a un’aula di studenti le storie che gli hanno cambiato il ritmo. L’infanzia passata a rincorrere il tempo. Un orologiaio burbero che gli mostra il valore della lentezza. La scoperta che l’intelligenza non basta per amare. Le crepe nella famiglia, nelle amicizie, e persino dentro se stesso.
La Bottega dei battiti perduti è un romanzo di formazione per chi ha sentito la vita come un meccanismo complicato, per chi misura tutto ma a volte dimentica di sentirlo. Una storia narrata come una lezione – o forse una confessione – in cui ogni scelta, ogni silenzio, ogni emozione, consuma un po’ di quella misteriosa energia che chiamiamo vivere.
È un libro per chi cerca il significato nei dettagli, per chi pensa troppo e sente forte. E per chi, ogni tanto, si "Sto davvero battendo al mio ritmo?"
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scorrevole e originale, lo stile mi è piaciuto nonostante fosse semplice. mi hanno colpito molto gli ultimi capitoli perché c'è stato un graduale miglioramento a livello di contenuti, poi qualche frase mi è rimasta anche impressa. per quanto fosse breve sono riuscita a empatizzare tanto con il protagonista e la sua storia. si potevano evitare degli errorini e approfondire di più alcuni aspetti, ma comunque è una buona base per migliorare ancora di più. (il capitolo 13 nel cuore :, )