Premetto che è la mia primissima graphic novel della vita, quindi non sono abituata a così poco testo e così tante immagini. Forse proprio per questo motivo in alcuni punti ho trovato che il testo cadesse nel riduzionismo e nella semplificazione delle tematiche.
Ammetto che nel complesso l’ho trovato un po’ deludente perché mi aspettavo uno sviluppo di trama diverso, più approfondito soprattutto per quanto riguarda l’evento di Ifigenia che nominano di continuo ma che di base non viene mai effettivamente analizzato nello specifico, anche se si capisce cosa le succede, ma anche per la storia del legame tra le Nereidi e le donne personalmente avrei osato di più. Ho trovato, infatti, che ci fossero molti non detti che però non potessero essere compresi in altro modo e che quindi andassero esplicitati, e questo mi ha lasciata con un senso un po’ di inconcluso. Ho trovato lo sviluppo di trama un po’ dissonante con quanto era scritto nel trafiletto dietro la copertina, che promette certi eventi e certe spiegazioni che però poi nel fumetto vengono date per scontato e/o trattate superficialmente, per cui se il lettore non legge la trama dietro non è a conoscenza di alcuni dettagli a mio parere importanti. L’ho trovato nel complesso un po’ frettoloso e sinceramente mi aspettavo una componente mitologica più presente, invece anche qua non ho avuto ben chiaro effettivamente il perché e il per come delle Nereidi nell’effettivo, visto che si fanno da parte anche molto velocemente.
Tutto sommato comunque è un fumetto che funziona molto bene: potrebbe essere un’ottima lettura come primo approccio e introduzione al tema del femminicidio, del consenso e della violenza di genere per bambini/ragazzi dai 10-17 anni. Le illustrazioni sono fenomenali: ho apprezzato tantissimo il dettaglio di usare i vestiti anonimi tutti uguali per le donne adulte, le perle a simboleggiare le violenze che tutte purtroppo avevano, e il gesto poi di abbandonare quei vestiti/quelle costrizioni-imposizioni per nuotare finalmente libere di decidere per sé stesse.
E da appassionata di mitologia ho trovato molto bello e interessante il fatto di partire per parlare di questo tema dalle Nereidi e dalla storia di Teti che, purtroppo, accomuna quella di troppe donne ancora oggi.