💥 RECENSIONE 💥
LINFA NERA
DI ELISA BERTINI
Linfa nera è un libro che ti cattura fin dalle prime pagine, una ventata di aria fresca nel panorama del thriller psicologico, con due punti chiave molto ben precisi, Lena e la botanica forense.
Lena è una donna determinata e precisa nel suo lavoro tanto quanto fragile nella sua anima, il suo lavoro, la botanica forense è affascinante, caratteristico è molto peculiare, ogni minima traccia di frammenti vegetali, ogni foglia, fiore, polline sono dettagli fondamentali per capire cosa è realmente successo su una scena del crimine, soprattutto in quei casi dove gli indizi non portano a nessun risultato e si brancola nel buio, Lena con meticolosa attenzione decifra i segni che la natura lascia su un corpo e attraverso di essa capisce la dinamica del crimine, perché la natura non mente, ma per chi come lei sa ascoltarla può svelare tutti i segreti più oscuri.
Quando Lena viene chiamata a indagare sulla morte di Eva, una ragazza scomparsa e ritrovata nei pressi di Bloclei, un paesino sull'Appennino romagnolo, si trova di fronte a un caso che ha sconvolto l'intero paese e lasciato dietro di sé più domande che risposte. Ma c'è qualcosa di inquietante in questa vicenda: Eva somiglia stranamente a Lena, come se il destino avesse scelto proprio lei per risolvere il mistero. La somiglianza è così forte che Lena non può fare a meno di sentirsi coinvolta personalmente, e il caso diventa subito una sfida che non può rifiutare."
Questo romanzo corale è un affresco di personaggi complessi e ben definiti, ognuno con la propria voce e la propria storia. La "maschera", che opera nell'ombra, è un antagonista inquietante e ossessivo, che muove i fili della vicenda come un abile burattinaio. La sua ossessione per Lena è palpabile, e la sua particolarità - la cacosmia - aggiunge un tocco di disturbo alla sua già inquietante personalità. Ma anche Eva, la vittima, ha una voce, e attraverso i suoi pensieri e il suo diario, possiamo comprendere la sua vita prima della morte, la sua fragilità e la sua vulnerabilità di fronte all'odio e alla crudeltà di chi la circondava. La sua storia è un grido di dolore e di solitudine, che si contrappone alla determinazione di Lena di scoprire la verità."
Lena trova un solido appoggio in due figure fondamentali: il commissario Severi e l'antropologo Bevilacqua. Insieme, formano un trio dinamico e ben oliato, dove ogni pezzo si incastra perfettamente con gli altri. La loro sinergia è palpabile, e la loro diversità di approcci e competenze crea una miscela esplosiva di intelligenza e determinazione. Severi, con la sua esperienza e autorità, fornisce la guida necessaria, mentre Bevilacqua, con la sua conoscenza approfondita dell'antropologia, offre una prospettiva unica e illuminante. Lena, con la sua passione e la sua determinazione, è il cuore pulsante del trio, e insieme riescono a dipanare la matassa del caso e a scoprire la verità."
Questo libro è un vero e proprio viaggio sensoriale, che ti avvolge con la sua ambientazione suggestiva e ipnotica. Il bosco, con i suoi profumi intensi e la sua linfa pulsante, diventa un personaggio a tutti gli effetti, un testimone silenzioso che cela segreti e verità. La botanica forense, un tema fresco e innovativo nel panorama dei thriller, è un vero e proprio colpo di genio, che aggiunge un tocco di originalità e fascino alla storia. Personalmente, sono rimasta affascinata dalla profondità e dalla precisione con cui l'autrice ha trattato questo argomento, e spero che nei prossimi libri della serie possa essere ancora più approfondito e sviluppato. La mia curiosità è stata stimolata, e non vedo l'ora di scoprire cosa ci riserva il futuro di questa serie.
Un' ottimo esordio e non ho capito chi si celasse dietro la maschera, un punto in più per l'effetto sorpresa!