L'amica delle lucertole di Salvatore Niffoi è un romanzo denso di fatti, belli e brutti e di emozioni che hanno la capacità di coinvolgerti fino a renderti parte viva delle vicende. Corunas, il villaggio protagonista della storia, è una creatura di pietra e silenzio, un labirinto di vicoli dove il passato non è sepolto, ma attende come un predatore.
In questo stagno di tempo immobile, il ritorno di Remedia Urriache è la pietra scagliata che increspa la superficie, destinata a scatenare un'onda di marea che travolgerà ogni omertà. La sua non è solo una ricerca delle origini, ma è un affronto alla paura, ai segreti e alle violenze celate nella vita di sua madre Celestina Bonosia.
Una verità che non riguarda solo il singolo ma un'intera comunità. Una terra arcaica che parla, sussurra e tace mentre dipinge con l'egoismo di chi non chiede mai scusa, le vicende ancestrali a cui viene sottoposta Celestina, amante delle lucertole, spirito libero e passionale la cui esistenza è stata un atto di ribellione contro la soffocante ipocrisia di un mondo patriarcale.
Una storia che fa sorridere e riflettere, ben scritta, popolosa e popolata da uno stile carnale, fisico, ma pieno di meraviglia, di metafore e di figure retoriche che rendono il linguaggio una melodia lontana e incredibilmente vicina, capace di incantare. Ma fate attenzione, ciò che è più bello, a volte fa anche tanto male. Più si entra nel vivo della storia, è più si soffre a contatto con i tanti personaggi e i loro vizi, segreti, malefatti. Una storia che parla di anime pure, che si sporcano, ma che sanno anche come rinascere e distaccarsi da un passato cupo e scuro, per conquistare una libertà tutta loro, una libertà vera, dicendo addio a un mondo di fantasmi e accendendo finalmente la luce sul futuro privo di menzogne.
Recensione completa sul blog.