I GIRASOLI DI REBECCAUna luce che non si spegne, un amore che continua a fiorire.Ci sono persone che, come i girasoli, cercano la luce con tutto il loro essere, anche quando il cielo è grigio e il sole sembra svanito. Rebecca era quella fragile e indomita, piccola scintilla che ha attraversato la vita con la forza e la grazia di un soffio di vento. Ha lasciato dietro di sé un sentiero di calore, di risate sincere, di ricordi che brillano come polvere d'oro.Questa è la sua storia, ma è anche la storia di chi resta. Di chi si aggrappa a un frammento di luce tra le ombre del dolore, di chi trova nelle piccole cose, una farina sparsa, un abbraccio spezzato, una canzone lontana, la forza di andare avanti.Un racconto intimo e struggente, nato dall'urgenza di trasformare la perdita in memoria viva, e la memoria in luce che illumina l'anima.Morena Terenzi, sorella e custode di questo amore eterno, scrive con il cuore in mano, intrecciando parole come fiori di girasole che si volgono al sole. I Girasoli di Rebecca è un inno al legame che nessuna assenza può spezzare, un viaggio delicato e potente dentro la forza di amare oltre il tempo e lo spazio.Un libro che accende il cuore, che parla di luce anche nelle notti più buie, che insegna a cercare sempre il sole, perché l'amore vero non muore mai.
L’ autrice con una scrittura lieve e delicata ci parla di sé e della sua famiglia. Lei, la maggiore di tre sorelle, ha voluto ricordare e farci conoscere sua sorella minore Rebecca. E lo fa raccontandoci vari episodi: di quando erano piccole nel villaggio di Solaria, della loro mamma Paola e di come chiamava le sue bambine: 🌻🌻🌻 “I suoi tre girasoli “ Morena riesce a farci conoscere e sentire la luminosa Rebecca che canta in spagnolo, ce la fa immaginare mentre cuce un vestito, mentre beve un caffè, mentre ride con la sua dolcezza infinita e sempre alla ricerca, anche correndo, di luce così come un girasole che cerca il sole. Un romanzo talmente fugace che si fa leggere velocemente e che in ogni singola parola “contiene” lei Rebecca la sua anima, il suo tocco, i suoi capelli, i suoi profumi, i suoi gesti la sua stessa essenza. Ma Morena non vuole farci rattristare, al contrario, lei il distacco lo chiama “viaggio” “Seguo il sole. Tornerò con nuovi colori” e ci fa percepire tanto amore, felicità, luce. Dovremmo imparare molto dalle sue parole, e cercare il nostro girasole che, pur se nessuno l’ ha piantato, cresce e ci cerca girandosi sempre verso di noi per donarci la sua luce. Rebecca c’è, basta solo saperla sentire! Consiglio questo breve racconto pieno di momenti di vita che si contrappone con prepotenza alla perdita delle persone care. Questa storia fatta di piccoli frammenti é per ricordare, così da non dimenticare mai chi abbiamo amato (chi amiamo!). “Alcuni restano anche dopo. Nei sogni, nei silenzi, in ciò che ci sfiora senza parlare. Rebecca è ancora qui, dove l’assenza non cancella”. Corriamo troppo e non riconosciamo piccoli segni che, chi ci ha amato, ci regala. Questo libro è da leggere e rileggere e cercare in lui qualche risposta a domande in sospeso. 🌻Il libro è arricchito da splendide illustrazioni
Quando si perde qualcuno che si ama, si può scegliere di lasciarsi sopraffare dal dolore, fino a esserne inghiottiti, oppure si può scegliere di farlo rivivere ogni giorno, tenendo vivo quell’amore e facendolo rifiorire continuamente nei piccoli gesti che ancora ne evocano il ricordo. Ci sono persone che illuminano la vita degli altri come il sole illumina la terra. Persone così speciali che persino i girasoli sembrano confonderle con l’astro luminoso. Rebecca era quella luce: allegra, creativa, capace di attraversare la vita con la grazia di un soffio di vento e la forza di un cuore indomito, lasciando dietro di sé calore, risate, sorrisi e ricordi che brillano come polvere di stelle. Questo breve romanzo, narrato con la delicata anima di una favola, non è solo la sua storia, ma anche quella di chi resta. In queste pagine, Morena Terenzi – sorella e voce narrante – custodisce e celebra quella luce, trasformando il dolore in un canto d’amore. Con delicatezza e autenticità, trasforma la perdita in memoria viva e la memoria in una luce che, come Rebecca, continua a brillare e a confortare. Ne nasce un racconto intimo e poetico, capace di toccare l’anima con immagini semplici e vivide: le ciliegie usate come rossetto, una canzone lontana, un abbraccio improvviso, il rumore del mare, le corse sulla sabbia, le risate al vento. Non c’è struggimento, ma dolcezza: la morte è narrata come un viaggio, un congedo sereno in cui Rebecca saluta con tenerezza le sorelle Morena e Noemi e la madre Paola, lasciando loro un’eredità preziosa di amore e speranza. Ogni pagina è un inno alla vita e all’amore. I girasoli di Rebecca è una favola dolce e luminosa, che insegna a cercare sempre il sole e a credere che l’amore vero continua a fiorire oltre il tempo e lo spazio.
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I girasoli di rebecca di Morena Terenzi Recensione di Anna Castellazzi
Pochi libri riescono a trasmettere amore, leggerezza ed empatia come quello scritto da Morena Terenzi. La curiosità di sapere lascia spazio alle sensazioni: profumi che sanno di casa, immagini di spensieratezza, anche se la storia non è affatto spensierata. Ogni dettaglio è filtrato attraverso un linguaggio che privilegia la bellezza e la luce. Il testo trasmette calore, amore e protezione. Lo stile dell'autrice mira a commuovere e a far sentire il lettore parte della famiglia. Morena parla della sua famiglia e di una sorella che non c’è più, ma lo fa con delicatezza e intensità, trasformando il dolore in un racconto sensoriale che invita a vivere nel bello, per mantenere vivi i ricordi di chi amava la vita e desiderava che qualcuno continuasse a farlo al posto suo. È una dichiarazione d’amore tra sorelle che non si spegne, ma cresce e si rinnova.
Il velo di nostalgia che accompagna ogni pagina non oscura la narrazione, anzi la rende più forte, e lascia emergere sempre l’amore e la poesia che scorrono tra le righe. È un libro che tutti dovrebbero leggere per ricordare chi si ama e chi si è amato.
Un libro che sa di leggerezza pur affrontando temi profondi, che si legge tutto d’un fiato, arricchito da disegni capaci di rendere tangibili emozioni sottili e preziose. Ringrazio Morena per aver condiviso con me questo scritto e mi auguro che venga letto da molti, perché questa non è solo una recensione: è un invito a lasciarsi accarezzare dalla bellezza di un libro speciale.
I Girasoli di Rebecca è una lettura che richiede un tempo diverso, uno spazio di ascolto che va oltre la semplice narrazione. Fin dalle prime pagine si avverte che non si tratta di raccontare una perdita, ma di restare accanto a ciò che continua a esistere anche dopo. La scrittura di Morena Terenzi nasce da un’urgenza autentica: dare parola a un dolore che non cerca spiegazioni, ma riconoscimento.
Rebecca attraversa il libro come una presenza viva, concreta, fatta di gesti, ricordi quotidiani, tracce che non svaniscono. Non viene idealizzata né trasformata in simbolo, ed è proprio questa scelta a rendere il racconto così intenso. Il dolore non viene mai addomesticato o reso più sopportabile per chi legge: viene condiviso con rispetto, lasciando spazio ai silenzi, alle pause, a ciò che non può essere detto fino in fondo.
Colpisce profondamente il modo in cui la perdita si trasforma in relazione continua. Non memoria ferma, ma dialogo che cambia forma, luce che non si spegne. Si sente che questo libro nasce da un atto di custodia più che di narrazione, da una scrittura che non invade, ma accompagna.
Anche le grafiche all’interno del volume contribuiscono a rendere l’esperienza di lettura ancora più completa: non semplici abbellimenti, ma respiri visivi che sostengono le parole e ne amplificano il senso.
È un libro che non chiede di essere giudicato o interpretato, ma attraversato con attenzione. Rimane addosso, continua a lavorare dentro, e ricorda che l’amore vero non scompare: trova semplicemente altri modi per restare.
Ci sono libri che non si leggono soltanto. Si vivono, si respirano, si sentono sotto pelle. “I Girasoli di Rebecca” di Morena Terenzi è uno di quei libri che arrivano silenziosi e poi restano, come una luce che continua a farti compagnia anche dopo l’ultima pagina. È una storia che nasce dal dolore, ma fiorisce nell’amore. Morena racconta la perdita della sorella con una dolcezza che disarma: ogni parola è un petalo di memoria, ogni capitolo una carezza per chi resta. Tra le pagine c’è una mamma che danza con la vita, tre sorelle legate da un filo d’oro invisibile e un campo di girasoli che diventa simbolo di ciò che non muore mai davvero. 💛 Questo libro insegna che l’amore non finisce. Che chi ci ha amato continua a camminarci accanto, nei dettagli, nei profumi, nei gesti quotidiani. Insegna a guardare verso il sole anche quando il cielo è grigio, a riconoscere la presenza anche nell’assenza, a credere che la vita, nonostante tutto, continua a fiorire. Leggendolo ho pianto, ho sorriso, ho sentito nostalgia e gratitudine insieme. È un libro che parla al cuore di chi ha perso qualcuno, ma anche a chi vuole imparare a vedere la bellezza nelle piccole cose. Una dedica luminosa alla vita, alla famiglia, ai legami che non si spezzano. ✨ “Chi porta luce, non va mai davvero via.” Ed è vero: Rebecca, in queste pagine, continua a brillare.
Di Rebecca non conosciamo la fine, ma solo il dolce, luminoso inizio… Rebecca e i girasoli…. I girasoli non sono un fiore scelto a caso dall’autrice, perché sono fiori che si muovono, cercano sempre il sole, la luce…. Come Rebecca, che lascia una scia di luce… Una luce che illumina il buio che ha lasciato dietro di sé, nei suoi familiari, in sua sorella che ha deciso di scrivere questo breve racconto per ricordare la figura della sorellina… Sospesa, mai completamente definita se non nel ricordo di chi l’ha amata… Una scrittura dolce e tranquilla, avvolgente e poetica, con emozioni che traspaiono in ogni pagina, in ogni istante di questa potente lettura… Una memoria che resta nella vita che continua, nella speranza e nei legami che si rafforzano nell’amore e nel ricordo di chi ci ha lasciato così tanto… É il dolore pungente, immenso, straziante dell’ inizio che si trasforma nella tranquillità del ricordo, perché chi ci lascia non ci lascia mai per davvero…. Si trasforma, come Rebecca, in una luce che illumina i nostri giorni, la nostra vita….
I Girasoli di Rebecca è una luce che non chiede di essere capita, ma sentita. Una luce che attraversa il dolore senza nominarlo troppo, lo accarezza, lo trasforma. Rebecca non è un’assenza che pesa: è una presenza silenziosa che resta, come il sole nei giorni in cui il cielo sembra dimenticarsi di noi.
La scrittura di Morena Terenzi è nuda e gentile. Non alza mai la voce, non forza l’emozione. Sta. Come stanno le cose vere. Ogni parola sembra nascere da un gesto di cura, da un amore che ha imparato a cambiare forma pur rimanendo intatto.
Leggendo, si ha la sensazione di camminare dentro i ricordi di qualcuno con rispetto, come si entra in una stanza lasciata in ordine. È un libro che non consola nel senso comune del termine: insegna piuttosto a restare, a guardare la luce anche quando è sottile, a riconoscere che ciò che è stato amato non va perduto, ma continua a fiorire altrove.
Un libro pieno di sole. E di una presenza che resta. 🌻
“I Girasoli di Rebecca” di Morena Terenzi è una di quelle letture che arrivano piano, ma restano a lungo. È una storia che parla di amore, di memoria e di luce: quella che continua a brillare anche quando tutto sembra spegnersi.
Rebecca non è solo un personaggio — è simbolo di forza e dolcezza, di chi attraversa il dolore e sceglie di fiorire comunque. La scrittura di Morena è poetica e delicata, capace di trasformare la nostalgia in gratitudine e la perdita in speranza.
🌻 “Chi porta luce, non va mai davvero via.”
Un libro che abbraccia, consola e fa riflettere. Lo consiglio a chi cerca una lettura vera, intensa e piena di umanità.
💛 Grazie a Morena Terenzi per avermi dato l’opportunità di leggere e recensire questa storia così luminosa e sincera.
Un breve romanzo poetico o meglio un diario d'amore. Ogni pagina è un'emozione che la scrittrice è riuscita a trasmettere in ogni singola parola. La storia raccontata è molto delicata come dice pure lei nell'ultima parte. Nel leggerlo se pur breve ho dovuto interrompere varie volte perché mi sono emozionata, mi veniva da piangere come se un filo di connessione si fosse attivato fra me e la scrittrice, se pur non la conosco di persona. Per arricchire il tutto ci sono pure delle bellissime immagini ad accompagnare ogni singolo capitolo. Degli inserti ben inseriti con piccoli versi di collegamento oltre ha delle bellissime grafiche per ogni singolo titolo. Se vi volete emozionare consiglio di leggerlo.
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Ci sono storie che non nascono da un'idea, ma da un vuoto troppo grande da contenere". Ho appena finito di leggere I Girasoli di Rebecca di Morena Terenzi e mi sento come se avessi ricevuto un lungo abbraccio. Non è solo un libro, è un atto d’amore per una sorella che non c’è più, ma che continua a fiorire ovunque. L'autrice ci porta a Solaria, tra canzoni in spagnolo, profumo di mare e il coraggio di una famiglia che ha imparato a "danzare con la vita" anche quando il ritmo cambia all'improvviso. Mi porto a casa una lezione preziosa: "Chi vede la luce nelle piccole cose, illumina il mondo intero". Un libro delicato per chiunque stia cercando un modo per trasformare l'assenza in una presenza luminosa.
Libricino molto molto bello che ha fatto commuovere sicuramente, racconta una storia vera ma in chiave gioiosa e per niente drammatica. Ho apprezzato un sacco lo stile di racconto dell’autrice e la sua luce anche nei momenti più “bui”. Non risulta per niente noiosa anzi, quello che vuole esprimere è l’andare avanti con il sorriso sul viso senza mai abbattersi. Mi è piaciuto un sacco e fatto riflettere 💕💕
è un libro che nasce da un atto d’amore. Morena scrive per sua sorella, ma soprattutto per non dimenticare. Ne viene fuori un racconto luminoso e fragile insieme, che non cerca spiegazioni né risposte, ma si concentra su ciò che resta: i ricordi, i gesti piccoli, le immagini che continuano a vivere anche quando una persona non c’è più.
Rebecca era la più piccola, la più sbarazzina, la più viva. Una figlia, una sorella, un’anima capace di attraversare il mondo troppo in fretta, lasciando però una scia di luce dietro di sé. Questa è la sua storia, ma è anche — e forse soprattutto — la storia di chi rimane. Di chi deve imparare a convivere con l’assenza, trasformandola lentamente in memoria.
Entrando in queste pagine sembra di varcare la soglia di Solaria, un luogo che ha il sapore dei ricordi veri. Qui incontriamo Paola, la madre, e le sue tre figlie: Rebecca, Noemi e Morena. Non ci sono descrizioni fredde o distaccate, ma immagini vive, quotidiane, che rendono Rebecca incredibilmente presente. L’autrice racconta ciò che amava, le sue abitudini, i dettagli che la rendevano unica: i capelli spettinati, le canzoni in spagnolo, il mare, i sorrisi improvvisi. E poi ci sono gli aneddoti, come quello tenero e nostalgico del rossetto creato in modo improvvisato, che racchiude tutta la spontaneità e la creatività di una ragazza piena di vita.
Il libro non racconta la perdita in sé, non spiega come Rebecca venga a mancare. E forse è proprio questa la sua forza. Il dolore non viene esibito, ma attraversato con rispetto, lasciando spazio alla luce più che all’oscurità. È un racconto che non urla, ma sussurra, accompagnato da illustrazioni delicate che arricchiscono la narrazione e la rendono ancora più intima.
Una frase, più di tutte, resta impressa: “Chi porta luce non va mai davvero via.” È il cuore pulsante di questo libro. Perché I girasoli di Rebecca non è solo un ricordo, ma un gesto di resistenza contro l’oblio. È il tentativo — riuscito — di trasformare il dolore in memoria e la memoria in qualcosa che continua a brillare.
Un libro toccante, sincero, necessario. Un libro per chi resta, per chi ama, per chi ha perso e continua a portare dentro di sé la luce di chi non c’è più. 🌻
Oggi torno da voi per parlarvi di questo libro 📖 e cioè 𝑰 𝑮𝒊𝒓𝒂𝒔𝒐𝒍𝒊 𝒅𝒊 𝑹𝒆𝒃𝒆𝒄𝒄𝒂 di Morena. Questo libro, nonostante sia il ricordo di Rebecca , una persona (in questo caso una figlia e una sorella) andata via troppo presto, vuole essere un inno alla vita. Un inno a vivere appieno ogni momento della nostra vita, di fare tesoro di tutti i nostri momenti con le persone che amiamo, si anche i più banali. Saranno proprio quei ricordi a tornare da noi nel momento del bisogno, un ricordo che non ti aspettavi di avere ✨
In questo breve racconto scopriamo chi era Rebecca come persona, ma anche chi era per le persone che l’amavano 💕. Persone che lei non ha mai lasciato del tutto, perché alla fine le persone che abbiamo amato sono sempre lì con noi, in un profumo, in una canzone, in una foto… Vivono nei nostri ricordi, nei momenti che gli dedichiamo.
Nel post vi lascio alcune citazione prese dal libro, ne ho selezionate poche perchè altrimenti non mi sarebbero bastato un post 😅✨ Per questo vi dico di dedicare qualche ora del vostro tempo alla lettura di questo racconto e scoprire i pensieri che Morena condivide con noi .
Grazie ancora a Morena per avermi fatto conoscere Rebecca e per avermi ricordato che ogni attimo è prezioso e che chi se ne va, in realtà non è mai troppo distante 💕
Una storia piccina scritta da un’autrice con un cuore grande che ci porta a conoscere cos’è l’amore per la propria sorella e il dolore per la sua perdita. Rebecca viene paragonata ad un girasole, alla costante ricerca della luce con la voglia di affrontare la vita con gioia e serenità. L’autrice ci porta passo passo in scorci della vita quotidiana di Rebecca e la sua famiglia, piccoli momenti di felicità rubati. Il lettore termina questo racconto portandosi con sé un piccolo petalo di girasole; un prezioso testimone di quanto la vita sia fugace ma bella.
Ringrazio l’autrice per aver condiviso con me la storia sua e di Rebecca.