Certa che le lettere di Louise siano il tentativo di ricordare e di tenere sempre vivida la memoria di quanto è stato, non capisco però perchè pubblicarne una raccolta se poi sono quasi identiche tra loro.Per carità, fa anche tenerezza leggere delle giornata di Louise, vivere con lei la voglia di ricevere lettere dai propri parenti, scoprire la nuova vita da deportata ebrea...ma davvero le lettere sono tutte uguali (!!)
Nella seconda parte, invece, abbiamo solo documenti in cui vengono riportati solo ed esclusivamente numeri.. numeri di deportati ebrei francesi e non. E anche qui non ne capisco la scelta editoriale.
L'ultima sezione è decisamente quella più interessante: qui ci viene raccontata la testimonianza della mamma di Louise nel momento in cui sono state entrambe catturate dalla polizia e deportate. Sembra donare uno spiraglio di luce durante la lettura vuota di questa raccolta di.... parole e numeri, e nient'altro.
La mia critica è dunque unicamente mirata alla scelta editoriale, che forse ambiva a voler creare un secondo "Diaro di Anna Frank" senza averne i contenuti?