A trentun anni Fabio Macaluso è un manager di successo, protagonista dell’avventurosa fase di avvio di una delle più promettenti startup italiane. Nello stesso periodo diventa il peggior nemico di se stesso. Prigioniero dei suoi pensieri, inizia una discesa agli inferi che lo condurrà al ricovero e alla disturbo bipolare. Oggi, posta la giusta distanza da eventi ed emozioni, ripercorre quella che non è solo la storia della sua malattia, ma di una presa di coscienza che avviene nella vita di ciascuno quando si guardano in faccia i propri limiti. Come si rinasce dalle ceneri, dopo che il mondo è andato in pezzi? Come si colma la voragine oscura in cui ti spinge la depressione? Come si convive con il ricordo delle azioni commesse quando la mente andava troppo su di giri? Un cammino più che accidentato quello di chi si scopre bipolare, perché l’esistenza stessa può coincidere con la malattia, divenendo drammatica finzione, in cui gli effetti del malessere si confondono con la causa e ci si sente instancabili, ottimisti all’ «“Stai male quando stai bene”, queste cinque parole racchiudono l’insidia del mio disturbo». Tra potenti flashback e toccanti riflessioni, l’autore racconta le fasi più dure e la leggerezza dei momenti autentici di condivisione, la ricerca del delicato equilibrio tra terapia e farmaci per affrancarsi dalle visioni distorte create dalla mente, i passi per riprendersi il proprio tempo e far prevalere gli affetti, senza per questo rinunciare alla libertà e alla curiosità intellettuale. Con coraggio e con la stessa intensità con cui l’ha vissuta, rilegge la sua esperienza illuminandola di nuova «Siamo fatti di il nostro edificio è più solido se ci avvaliamo delle nostre fondamenta, adattandole o ricostruendole dopo ogni crisi».
Un libro che ho letto in due pomeriggi. È una storia che cattura nella sua autenticità, nella sua umanità. Racconta le difficoltà che affronta chi riceve una diagnosi di malattia mentale, dallo sconforto alla speranza, gli ospedali e le terapie farmacologiche. E così anche la triste situazione del SSN italiano, che spinge a rivolgersi al privato, per chi ha la possibilità di farlo. Un aspetto centrale è l'importanza del sostegno sociale, e nel libro emerge con forza la presenza di famiglia e amici come risorse fondamentali nel percorso di guarigione. Lo consiglio, è un ritratto della realtà in cui si trovano tante persone intorno a noi.
Un libro autobiografico dove l'autore si spoglia a nudo Si parla del suo disturbo bipolare, di come é arrivato alla diagnosi scambiata prima per semplice depressione. È scritto veramente bene,mi è piacito davvero tanto, spiega nel dettaglio il suo malessere, i pensieri di un bipolare, gli "errori" che portano a queste malattie mentali. Ha dovuto cambiare molti medici perché chiunque lo passa, sa che viene rimbalzato da uno specialista all'altro, sa che nn si ha la pazienza di "aspettare" quindi si cambia di continuo psichiatra e anche il migliore é difficile da individuare nei momenti di crisi. L'autore parla anche dei suoi ricoveri, di come li ha vissuti, della disperazione che lo ha portato dal provare l'elettroshok alla "magia dei santoni" che affermano che chi ha malattie mentali é posseduto da spiriti maligni (🤦♀️🤦♀️ e purtroppo in quei momenti si crede a tutto) Il rapporto con il figlio, che durante un ricovero gli viene portato via perché dichiarato pericoloso da un giudice ignorante. Per poi arrivare alla guarigione e testimoniare che con le giuste cure si può davvero uscirne!