UNA BREVE PREMESSA, TOTALMENTE SALTABILE CHE PARLO DI ROBA MIA
Allora, io sono mezzo afantasiatico. Che è poco più di un neologismo, ma non vi dico con che cazzo di sollievo l'ho accolto quando ho scoperto che non era una roba solo mia, ma che ci stava un mucchio (relativamente parlando) di gente come me che non riesce a immaginarsi visivamente le cose. Cioè, se mi dite di immaginarmi una mela, non è che mi viene in mente 'sta mela rossa o verde o che so io. Mi viene in mente boh, nulla, il concetto di mela. Una roba nebulosa, delle ombre massimo. Quindi, tipo, leggendo un libro non è che mi immagini veramente le cose che succedono come se fosse un film (e questo in effetti va a spiegare perché non me ne importi nulla se i personaggi di un film sono diversi da quelli che immaginavo io - non li immaginavo proprio). La lettura funziona, per me, ovviamente, più a un livello corporale che visivo. Le immagini si tramutano in sensazioni. Ecco, per esempio, l'afantasia che c'ho è maggiormente visiva. Odori e sensazioni mi viene da immaginarli piuttosto bene. Anche durante la lettura. Quindi, leggere un libro, di nuovo: per me, è un'esperienza sensoriale più che prettamente visiva. E' come essere in una terra di ciechi.
E immaginate di essere convinti che boh, per tutti è così fino a tipo due anni fa. Cioè, voi quando leggete vi immaginate veramente le cose? Ma quanto siete strambi?
SAMUELE SPOSTATI, FACCI VEDERE IL LIBRO
Scompartimento n.6 è un lunghissimo viaggio da Mosca a Ulan Bator, in Mongolia, attraverso la Transiberiana. In particolare, è l'incontro fra una ragazza finlandese, di cui non sappiamo il nome e che non sentiremo mai parlare, e un carpentiere russo. Ora, ovviamente, fondamentale è l'incontro fra le due culture, fra le due personalità, soprattutto quella tanto irruenta, emotiva, istintiva del russo, che passa gran parte del viaggio a bere, ruttare, piangere e imprecare - ma anche cercare di scopare e raccontare le sue scopate -, tanto è riflessiva e intima la ragazza. D'altronde, tanto lui parla, tanto lei è silenziosa. Il fatto che lei non parli mai, ci permette quasi di identificarci totalmente con lei, di essere un viaggiatore lungo la Transiberiana con lei.
La cosa che però colpisce di Scompartimento n.6 è che ti fa fare veramente la Transiberiana, su questo treno che si ferma nei posti più sperduti di Cristo, tutti uguali (e la scrittura lo sottolinea), tutti ben oltre il limite della civiltà. Non ci sta romanticismo nella scrittura di Rosa Liksom. E' una scrittura potente, che abbonda di aggettivi e di descrizioni. Ma senza mai andare verso il lirismo o la miticizzazione di quei luoghi. Sono posti che puzzano. Sono posti feroci. Sono posti in cui la gente è incattivita dal dover stare attaccata alla vita con i denti senza poi manco ben capire perché dovrebbero tenerci tanto, a 'sta vita. Ma, se non ci sta lirismo, romanticismo, miticizzazione, non ci sta nemmeno disgusto o disprezzo. La ragazza è profondamente innamorata della Russia, senza nemmeno sapere come mai. Ed è giusto che sia così. L'essenza, la realtà, la percezione di un luogo ci viene data soltanto se è possibile abbracciarlo completamente. Cioè: se 'sta città puzza di copertone bruciato e olio motore, come posso percepirla, viverla, amarla veramente se non ne sento il vero odore? Se dico che sa di pane sformato o di pioggia? Parliamoci chiaro: tu per amare una persona, o un luogo, o qualsiasi cosa, devi saper dire che comunque quella persona, quel luogo è comunque uno stronzo. Ed è questo quello che fa Liksom.
No, anzi, fa di più: ti descrive quei luoghi, con una precisione e una crudezza spaventosa, finché non sei lì, accanto a lei a compiere 'sto viaggio, ad ascoltare le storie di 'sti disperati, mentre l'URSS sta crollando e la povertà si piglia il mondo, e finisci con il provare un amore fortissimo e profondo verso quei posti e quelle persone. Non nonostante la loro crudeltà e la loro ferocia. ma proprio perché sei riuscito a percepirle.
CONCLUSIONE CHE RIPIGLIA LA PREMESSA
Ecco, io di 'ste descrizioni non è che c'abbia visto molto per il discorso di prima. Però ecco, a livello sensoriale, olfattivo, è una roba straordinaria. Quindi, boh, sinceramente penso che se voi avete quella roba superfiga di vedere le cose, ci scappa fuori un viaggio niente male.