Il romanzo mi ha riportato indietro nel tempo e nello spazio ai racconti strazianti e crudi di mio nonno Giovanni che ha vissuto la guerra da ragazzo e ha visto con i suoi occhi la devastazione e sentito la fame e il senso di incertezza che attanagliava l'animo degli italiani in quel periodo buio. E al mio bisnonno Dante, padre dell'altro mio nonno, Loris, che ha scritto la sua ultima lettera a sua moglie nel 1943 e non è più tornato a casa, leggendo mi sono ricordata quelle lettere e il "viviamo alla giornata, moglie mia, spero solo nel domani", sentendo un pugnale nel cuore. Questa storia è stata un viaggio nel passato che mi ha fatto immedesimare nella vita della famiglia Giolai, all'inizio spensierata e gioiosa e poi sempre più terribile e provata dall'ansia e dal dolore causati dalla guerra. È romanzo potente e delicato, con una scrittura scorrevole che riporta il dialetto siciliano e con descrizioni magistrali che mi hanno trasportata tra le campagne profumate di una Sicilia lontana. Hortensia è un concentrato di sicurezza e intelligenza, dolce e sensibile verso gli altri, con una famiglia comprensiva e amorevole che la supporta in ogni situazione. Mario, forte e gentile, con coraggio ama Hortè e la difende da ogni male. Questi due circondati da tante personalità ed emozioni diverse sono i protagonisti indiscussi del libro e letteranno fino alla fine per il loro amore che li unirà per sempre, nonostante tutto. In conclusione, è un libro che innalza il coraggio femminile e l'importanza della cultura e della forza delle donne italiane durante la Guerra e che consiglio a chi ama le saghe familiari intense e autentiche. Ricordatevi di annusare l'olio al rosmarino prima di ogni capitolo, così da immergervi completamente in questa emozionante storia!
Questo libro è un viaggio attraverso la Sicilia di inizio seconda guerra mondiale, ci racconta le difficolta che affrontavano le famiglie e le paure per quello che si sentiva e che speravano non arrivasse mai da loro. Questo libro è potente, riesce a scatenarti molte emozioni, a farti capire molto bene la situazione che vivevano quelle famiglie, che nonostante le difficoltà, trovavano sempre un modo per sopravvivere, non c’era una seconda opzione, non c’era una seconda scelta tante volte, c’era solo il rigoroso rispetto delle regole e il dover valorizzare una persona che a loro stava solo togliendo, e nonostante tutto questo poter trovare comunque serenità in un momento gioioso con la propria famiglia. Questo libro l’ho adorato, ha saputo far scatenare in me emozioni molto forti che pochi libri hanno saputo scatenare, è riuscito a farmi piangere in un mezzo pubblico, è riuscito a spaventarmi con la chiamata alle armi, è riuscito a farmi entrare talmente tanto nelle sue pagine da poter comprendere appieno e condividere le emozioni dei personaggi e capire perché nonostante il cibo scarseggi, il lavoro di fatica non sia mai abbastanza e la paura e l’angoscia la facciano da padrone, l’amore che si può trovare nella propria famiglia diventi la chiave per affrontare i tempi duri. Mi ha insegnato come persone che hanno vissuto questa situazione possano rischiare di perdere molto più di quello che hanno e proprio per questo si instaura un rapporto di fiducia e solidarietà tra loro. Mi ha ricordato quanto posso essere fortunato, mi ha ricordato di apprezzare anche le piccole cose, sicurezze, legami… perché ho la fortuna di poterli avere, ho la fortuna di poter scegliere, cosa che troppe volte viene data per scontata. Il finale è riuscito a lasciarmi quella sensazione strana nello stomaco che solo i grandi libri sanno lasciare. È uno di quei libri che ti resta nel cuore e nella mente per qualche giorno quando finisci di leggerlo e hai bisogno di un po’ di tempo per passare ad altro. In questa storia c’è molto grigio che viene illuminato da delle piccole lucine, i piccoli momenti. Ma c’è una persona che riesce a portare la luce in tutto questo grigio, ovunque lei vada.