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Ciò che Dio unisce

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Una coppia di fidanzati si sposa. E fin qui tutto bene. Dopo una festa bellissima i due raggiungono la loro nuova casa in collina - enorme, e isolata. Vogliono solo passare la prima notte di nozze insieme e la mattina dopo partire per un lungo viaggio intorno al mondo. Ma subito si accorgono che c'è qualcosa di strano: qualcuno ha preparato degli scherzi di benvenuto. All'inizio è divertente, ma con il passare del tempo la faccenda assume toni inquietanti. Si susseguono prove e indovinelli, e i due sposini iniziano a chiedersi: conosco davvero la persona che ho portato all'altare? Tuttavia Marta e Michele si sono appena fatti una promessa di amore eterno. E si sa: niente e nessuno può separare ciò che Dio unisce.

160 pages, Paperback

First published January 1, 2014

19 people want to read

About the author

Sacha Naspini

25 books88 followers
Sacha Naspini was born in 1976 in Grosseto, a town in Southern Tuscany. He has worked as an editor, art director, and screenwriter, and is the author of numerous novels and short stories which have been translated into several languages. Nives is his first novel to appear in English.

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Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,469 reviews2,441 followers
October 29, 2025
FINCHÉ MORTE NON CI SEPARI

description
”La guerra dei Roses”, regia di Danny DeVito, 1989.

Non è il Naspini di cui mi sono innamorato con Le Case del malcontento, sentimento rafforzato leggendo poi L’ingrato e I cariolanti, Ossigeno, Nives.
Qui la lingua è più banale, non ha quella ricchezza, quello spessore, la freschezza e la sorpresa di quelle pagine.
Qui si entra nel genere e ci si rimane, piuttosto appiattiti (La guerra dei Roses, ma per certi versi ancora di più il pessimo Il gioco di Gerald di Stephen King – meglio il film del libro).

E anche la struttura lascia alquanto a desiderare: due lunghissimi prologhi (40 pagine su 160) abbastanza inutili, un lungo spiegone finale (ben 25 pagine, dove si sarebbe apprezzato un maggior gioco di sottrazione), lasciano al nucleo della storia cento pagine scarse, una durata da racconto lungo.

description
”Parenti serpenti”, regia di Mario Monicelli, 1992.

L’alternarsi di punti vista, lui e lei, di nuovo lei e poi lui, non aiuta: raddoppia il racconto in più punti, ci obbliga a parteggiare ora per lui, Michele, ora per lei, Marta.
Un sano narratore terzo avrebbe reso il racconto più equilibrato, avrebbe rappresentato una sfida che mi sarebbe piaciuto Naspini accettasse: l’io narrante può essere una scorciatoia, una facilitazione che personalmente non sempre apprezzo.

I due sposi protagonisti restano davvero molto brevemente fedeli alla formula “nella buona e nella cattiva sorte”: al primo colpo di vento contrario, tirano fuori il peggio.
Che forse è davvero tutto quello che hanno.

description
”Il gioco di Gerald”, regia di Mike Flanagan, 2017.

Per il resto amicizie che in confronto i “parenti serpenti” sono angioletti.
Relazioni uomo-donna coniugate con pensiero da tronisti (se nel caso dei tronisti si può davvero parlare di ‘pensiero’).
Sentimenti che si esplicitano in umori di invidia, gelosia, rancore, rabbia, frustrazione, penetrazione, bava.
E su tutto una spesse coltre di cinismo.

Siamo davvero (diventati?) così?

description
”Amici miei”, regia di Mario Monicelli, 1975. Inimitabile, indimenticabile.
Profile Image for Post Scriptum.
422 reviews120 followers
September 10, 2016
Marta e Michele. Lei figlia del proletariato, lui di un padre che partito dal basso è diventato il “Toninelli” marchio di garanzia e professionalità.
Lei, cantante dei Paturnia, fa la stagista nello studio del Toninelli.
E lì, s’incontrano Marta e Michele. Prendono una birra, s’innamorano. Si fidanzano.
Arriva il gran giorno.
Al matrimonio c’è tutto il parentado. E gli amici. Quelli cari, quelli di sempre. Quelli che non lo dicono, ma pensano che: “Il matrimonio di un amico d’infanzia è qualcosa che ti manipola da dentro”. Rode forte.
Finita la cerimonia, l’ipertecnologica villa Marta attende la coppia. Per una notte. Poi ci sarà il viaggio. Intorno al mondo. Forse.
Villa Marta. Nido d’amore. Nodo malevolo.
Avete visto cosa succede cambiando solo una vocale?
Eh… la cenerentola rockettara e il principe coglione (licenza poetica, si badi bene). Che sfiga. Però aveva i lìlleri. Tanti.
Il niente che rimane, è avvilente.

Mi chiedo: tutte quelle sbrodolate sessuali servivano a raggiungere 160? Mi riferisco al numero delle pagine, non al Q.I. dei personaggi.
E poi quanta rabbia, quanta violenza. Sono elementi che appartengono al vivere, certo - e sono ben raccontati -, ma dovrebbero rientrare in una rosa di espressioni emotive multiformi. Perché anche il peggiore degli esseri umani è cedevole. Diversamente sarebbe un mostro. E il mondo non è popolato esclusivamente di mostri.
M’aspettavo altro. Forse troppo. Problema mio.

Ho pensato al Diario di Adamo ed Eva di Mark Twain. Ecco, a una cosa è servito. Quasi me lo rileggo. Twain.
Sono la solita orchessa. Lo so.

P.S. Se siete di quelli che fanno scherzi agli sposi (e in generale), la prossima volta pensateci bene. Il risultato potrebbe essere diverso, molto diverso da quello che v’aspettate. Messaggio ricevuto?
Amen.
Profile Image for Mosco.
454 reviews44 followers
August 4, 2017
troppo lungo il prequel: a oltre il 30% delle pagine il libro non era ancora iniziato e la noia incombeva inesorabile. E troppo lungo anche il sequel, le spiegazioni dettagliate al millimetro di come quella banda di decerebrati ha preparato lo "scherzo". tutto ciò diluisce la sensazione lasciata dalla parte più interessante, quella noir: Non si deve spiegare proprio tutto tutto tutto, secondo me. Anche il concentrarsi finale sulle motivazioni più o meno comprensibili degli amici, perché? Sono i due protagonisti a infilare la testa nel sacco da soli.
Fra l'altro, Sacha, hai scritto apposta "i più forti sembrano i ragni, che hanno già immortalato nei loro bozzoli un bel numero di coccinelle e altri esserini non bene identificabili"?
Profile Image for Lia Valenti.
836 reviews57 followers
January 10, 2021
Uno scherzo che si tramuta in tragedia!
Questo libro è noioso nella prima metà, l'autore si perde nelle troppe
descrizioni e nei ricordi, non è certo il Naspini dei Cariolanti.
Si riprende a metà libro, da lì si inizia a riconoscere la mano di Naspini.
Una coppia di sposi e degli amici che più stupidi e invidiosi non si potevano trovare.
Finale amaro.
Profile Image for Ettore1207.
402 reviews
August 3, 2017
La prima parte di questo romanzo, preparatoria e piuttosto noiosa, ci trasporta in mondo triste di giovani e meno giovani senza idee né ideali, e molte pagine pagine sono dedicate a malignità, gelosie e amorazzi. Poco spazio viene dato all'ambientazione ed alla psicologia dei personaggi. La seconda parte, con gli sposini ben sistemati nella tecnologica Villa Marta, risolleva un po' il romanzo. Se non altro, succede qualcosa. La cascata di scherzi criminal-tragico-demenziali ai danni della coppia è congegnata in uno strampalato Gioco della conoscenza, con bigliettini da caccia al tesoro e varie invenzioni annesse. Qui, con una certa dose di suspense, esplodono in Marta e Michele (entrambi evidentemente psicolabili) le tensioni fino ad allora latenti che ci conducono allegramente verso un tragico e inatteso finale. Se voleva essere un noir feroce, non centra il bersaglio.
Lo stile, che non mi è piaciuto, è "giovane" e forse è quello più giusto per lo scenario di questo libro. O per venderlo. Non so. Invece so per certo che alcuni passaggi sono, diciamolo eufemisticamente, un po' crudi e volgari. Sarebbe stato meglio mitigare questa violenza verbale, facile ed inutile, abbassando le luci e velando l'obiettivo. Sarebbe stato più educato e avrebbe giovato. Non è necessario avere idee all'antica, da mutande con la trina, per essere infastiditi da alcune frasi e situazioni disseminate nel libro. Oggi l'eccesso è successo (anche commerciale) e Naspini l'ha capito. Io sono all'antica e sto con la saggezza popolare: "il troppo stroppia".
Nell'ultimo capitolo, per bocca di un amico si spiegano gli interrogativi ed i misteri rimasti aperti in questa strana vicenda. Almeno qui Naspini dimostra di giocare lealmente.
I personaggi sono tutti francamente antipatici, ad eccezione di Raniero, il padre della sposa.
Se leggere significa ampliare la capacità di conoscere e di capire il mondo, se leggere è cultura, allora quest'opera di Naspini per me vale zero. Se invece leggere è puro passatempo, allora la seconda parte merita 1 stellina. Ciononostante, ricorderò questo romanzo non certo per il suo valore letterario, ma come si ricorda una barzelletta divertente. In questo caso, una tragedia divertente.
Profile Image for La Baldu.
40 reviews2 followers
December 26, 2022
Letto in due giorni (anche se l’avevo iniziato tempo fa) perché scrittura ultra veloce e scorrevole, ma trama inquietante. Sono rimasta scioccata. Una sorta di flusso di coscienza di una coppia appena sposata che si ritrovano in una vicenda ricca di malintesi che porta alla pazzia… sono ancora scossa 😳
Profile Image for Enrico Valdinocci.
156 reviews
June 12, 2022
Ero partito con grandi aspettative perché consigliatomi da un'amica con le precise parole "ha in finale inaspettato", che detto da un agrande lettrice ha un valore.
Mi sono invece trovato davanti un libro carino nell'intreccio (anche se non originalissimo, diciamolo), che ti fa sperare in finale originale e non scontato, per poi darti esattamente quello. Alla fine non siamo in "I soliti sospetti", non ci sono colpi di scena finali, ma tutto si risolve nel modo più banale possibile. Capisco il volere analizzare il rapporto di coppia, con le sue ombre e i suoi silenzi che portano alla rovina, ma lo si poteva costruire meglio. Fatto in questa maniera resta solo l pesantezza di uno spiego e lunghissimo, alla fine del quale ti aspetti la grande rivelazione che non arriva mai.
Peccato, occasione sprecata.
Profile Image for Simone S.
369 reviews2 followers
March 3, 2020
Un giochino, un libro con un'idea semplice che (forse) viene un po' troppo tirata per i capelli verso il finale...
Profile Image for The ghostly reader.
57 reviews11 followers
March 11, 2016
Sempre belle botte sullo stomaco con Naspini. 4* e 1/2 solo perché I Cariolanti è difficile da spodestare. Un frammento di La guerra dei Roses, ma senza Danny De Vito a stemperare questo "nero che va bevuto alla canna." Naspini è un genio. Meglio: è un Autore nato.
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