Mauro Assante è funzionario dalla moralità irreprensibile, dall’esistenza prevedibile e nella quale sembra non esserci spazio per gli errori. Lavora per l’authority preposta al controllo sulla trasparenza delle banche e deve redigere una delicata relazione su un istituto di credito che ha ispezionato. Benché sia estate e la moglie e il figlio siano in vacanza in montagna, si trattiene a Roma proprio per consegnarla nei tempi stabiliti.
Iniziano a susseguirsi una serie di eventi strani, inspiegabili, come l’incontro con una bellissima ragazza che sembra aver sbagliato indirizzo, e che poi casualmente incontra in altre circostanze e il cui pensiero sembra non volerlo abbandonare.
Non lo vuole ammettere con se stesso, cerca di bandire dalla sua vita le emozioni, ma piano piano si insinua nella sua mente la possibilità di una relazione. Iniziano le bugie, e come dice Goldoni “le bugie per loro natura sono assai feconde: una ne partorisce cento”…
È un crescendo di eventi, indizi, ombre e sospetti terribili. Camilleri li mescola sapientemente, lasciando intravedere un filo conduttore, senza però svelare nulla, mantenendo alta la tensione fino alla fine.
Rispetto ad altri libri di Camilleri che ho letto, i protagonisti sono descritti con pochi tratti, essenziali, la descrizione fisica è ridotta all’osso, si fa quasi fatica a visualizzarli, non ci si affeziona loro … il loro compito è quello di muoversi nella vicenda, che assume il ruolo centrale del romanzo.