Diventa quello che ecco la promessa iscritta alle porte della modernità. Ma cosa succede quando nessuno riesce piú a diventare se stesso? Il mondo per il quale siamo stati preparati non esiste piú: ora è il tempo della delusione, delle promesse non mantenute. Della classe disagiata come destino dell'Occidente e della rivoluzione che la scuote. Questo libro è la guida per attraversare i nostri tempi difficili. E uscirne migliori? Adesso non esageriamo.
Un decimo della popolazione mondiale consuma nove decimi delle risorse del il problema è che quel decimo siamo noi. E allora come mai la conquista della felicità pare sempre piú lontana? L'idea di un ascensore sociale, che doveva elevare ognuno sopra tutti gli altri, si è rivelata per ciò che è: un errore logico e un inganno ideologico. In una società in cui tutto è permesso ma nulla è possibile, dobbiamo imparare a convivere con la certezza che nessuno diventerà mai se stesso. Un decennio dopo aver sconvolto la sua generazione con un libro di culto, Raffaele Alberto Ventura torna a raccontare la «classe disagiata». Lo fa mostrandone le origini - nella letteratura, nella filosofia, nel cinema, da Amleto a Fantozzi - e indicandone l'orizzonte tutt'altro che roseo. Perché nel frattempo la situazione non è affatto migliorata, anzi, e classe disagiata lo siamo tutti (o quasi). La storia umana alterna fasi d'illusione e fasi di disillusione, che inevitabilmente sfociano in qualche rivoluzione, dalla quale le civiltà escono radicalmente trasformate, talvolta distrutte. Accantonate le aspirazioni, falliti i buoni propositi di resilienza e troppo irrigiditi dall'angoscia per farsi bastare una seduta di yoga, segmenti sempre piú ampi della classe media occidentale vengono sedotti dal demone della rivolta. Ve li immaginate i disagiati che fanno la rivoluzione? Dovreste, perché è già iniziata.
Libro che completa (e rende di fatto superflua) la lettura di "Teoria della classe disagiata". Per chi già conosce l'autore questo saggio è una piacevole conferma: troviamo il suo solito modo di procedere che utilizza prodotti culturali, perlopiù cinematografici o letterari (Interstellar, Inside Out, Metropolis, Amleto, i drammi di Ibsen) come punto di partenza per meglio esemplificare le sue teorie. Pur muovendosi tra riferimenti colti, Ventura riesce sempre a rendere agile il suo ragionamento, senza appesantire troppo il lettore e anzi (nel mio caso) facendogli venire voglia di approfondire alcuni dei testi citati. Testo da leggere per chiunque voglia farsi un'idea (per nulla consolatoria) di come vanno le cose oggi nel mondo, e per capire da dove arrivi quel misto di colpa e rabbia che proviamo per la nostra condizione.
Superfluo. Teoria della classe disagiata era concepito molto meglio. Quest’opera è un’accozzaglia di riferimenti, senza aggiungere nulla di rilevante alla ricerca. Evitabile.
Il "sequel" di Teoria della classe disagiata, che con l'usuale tessuto di rimandi alla filosofia e di riferimenti pop a cinema e letteratura (dall'Ottocento a oggi, s'intende) spiega la "lotta di tutti contro tutti" (vedi altro suo libro precedente) cui la creazione delle aspirazioni individuali - dall'illuminismo a oggi, passando per l'alfabetizzazione di massa - ci ha condotti. Un po' depressivo, come prevedibile, ma un utile bagno di consapevolezza. Nota a margine: curioso come l'impaginazione sia inframezzata da blocchi di citazioni dal libro medesimo, come se si stesse leggendo un post on-line.
una guida su come la classe più istruita abbia finito per essere la più disagiata, non solo in uno dei Paesi col maggiore mismatch tra professione svolta e istruzione posseduta, ma in un Occidente che presenta le stesse caratteristiche di irraggiungibilità della felicità un po' ovunque. Il libro è condito anche da riferimenti storici e filosofici, e tuttavia non mi pare aggiunga moltissimo di altro a varie considerazioni già note...
Un saggio crossover, che esamina l'illusione (necessaria al capitalismo) che le singole aspirazioni siano realizzabili, unitamente alla delusione della classe disagiata, altamente istruita, ma senza lavoro né riconoscimento sociale, con individui che devono diventare sé stessi senza alcuna speranza di riuscirci. Dopo aver vanamente inseguito il mito della felicità, per non cadere nel nulla dovranno elaborare quello dell'infelicità.
Cristallino, impietoso, lucido. Tutto ciò che serve sapere per essere ben equipaggiati ai tempi che corrono. Ventura scrive con una conoscenza del presente tali da far pensare che venga dal futuro.
Versione espansa e arricchita della Classe Disagiata. Moltissime citazioni e riferimenti colti, però appunto non aggiunge molto se si è letta la Classe Disagiata!