Rinchiuso nello Château des Fleurs alla mercé di Dorian, Kyle non è più sicuro che ciò che vede e sente sia reale. Le visioni di Beatrice Vale lo trascinano sempre più spesso in un angosciante e lontano passato, morto e sepolto insieme ai Primi, dal quale diventa ogni giorno più difficile uscire. L’unica costante in grado di riportarlo alla realtà è il dolore, quello dei pugni degli scagnozzi di Dorian e, ancor di più, quello di una delle poche verità che l’usurpatore è stato in grado di dirgli: Astrid St. Clair è colpevole.
Quando Emma riesce finalmente a liberarlo, Kyle si rende conto che sta per perdere totalmente il controllo. Mentre le visioni del progetto Echo segnano un conto alla rovescia inesorabile, il neo-londinese, sempre più lontano dal comprendere come funzionino e dove si trovi la Serra, deve mettere da parte la delusione verso Astrid e aiutarla a riprendersi il seggio, in una Parigi che si prepara alla guerra. Per riuscirci ed evitare che Dorian riduca il nuovo mondo in cenere, prima ancora che sia il ritorno della Piaga a farlo, avrà bisogno di tutto l’aiuto possibile. Affiancato da Thaddeus Shaw, suo capo e mentore della banda del Collettivo, e dagli Occhi della Corte dei Miracoli, l’unica cosa che potrà fare è continuare a seguire Astrid nel mondo reale, consapevole che lei sia la meno peggio.
Riuscirà a salvare le persone a cui tiene, Parigi e l’intero Continente? Ora che non può confidare nemmeno nella propria mente, assediata da visioni e ricordi non suoi, crederlo diventa sempre più difficile.
Oggi vi parlo di "Fiori di Cenere", il secondo volume della trilogia "Il Depositario dell'Eco" scritta da Carlotta Martello.
"Fiori di Cenere" riprende le fila della storia dove si era interrotto il volume precedente, "Il Depositario dell'Eco". Non vi svelerò, quindi, troppi retroscena sulla trama, vi basti sapere che Carlotta ha gestito l'intreccio di questo sequel in modo maturo e sopraffino. Nuove scoperte sul passato buio e sanguinoso del Continente, colpi di scena, intrighi politici, spionaggio, guerre all'orizzonte, fughe rocambolesche e qualche sprangata che non fa mai male. Ce n'è per tutti i gusti, non dovete fare altro che leggere subitissimo il primo capitolo della serie.
I protagonisti si confermano essere la ruota motrice della storia; Kyle e Astrid. Carlotta aveva posto delle ottime basi per lo sviluppo di Kyle e queste vengono ampiamente rispettate. Il neo-londinese diventa un personaggio cardine, molto più "grigio", un leader razionale capace di assumersi la responsabilità e il peso di scelte difficili. Il suo rapporto con Astrid è duplice. L'uno tiene all'altra, si vogliono bene e si sostengono a vicenda, tuttavia vivono anche conflitti, incomprensioni, disaccordi, dubbi sulle azioni e i pensieri altrui. E' un rapporto trasparente, sincero e vero, che ho apprezzato totalmente. Infine ,vengono introdotti nuovi attori secondari. Primo fra tutti Thaddeus Shaw, una sorta di "re dei ladri" dotato di un carisma e una personalità molto forti.
La penna di Carlotta si conferma di ottima fattura grazie a uno stile pulito, scoppiettante ed evocativo, che non si perde in fronzoli. I dialoghi sono ben architettati e godibili, mentre il ritmo della narrazione alterna fasi serrate a momenti più introspettivi. Vi divertirete!
Fiori di Cenere è un libro molto diverso dal Depositario dell'Eco. Se il Depositario era un'avventura dal ritmo serrato, con frequenti cambi di location e l'intreccio articolato intorno alla ricerca delle Chiavi, Fiori è invece un dramma politico, più introspettivo, più lento ma anche più profondo.
Il cuore del romanzo sono senza dubbio i personaggi. Kyle è costretto a fare i conti non solo con l'eredità dei Primi che pesa sulle sue spalle, ma anche con quello che sa su Astrid, che lo porta a chiedersi se la conosce veramente. Il conflitto tra loro in questo libro è aspro, a volte frustrante (la voglia di prendere mademoiselle St.Clair per le spalle e scrollarla viene in diverse occasioni), ma è anche realistico e umano, e permette di scorgere qualche nuovo, toccante momento di vulnerabilità sotto l'armatura apparentemente impenetrabile di Astrid. In un periodo in cui siamo bombardati di personaggi femminili perfetti e di conseguenza piatti, che non possono sbagliare e devono sempre incarnare modelli moralmente ineccepibili, Astrid è una boccata d'aria fresca, scritta in modo sfaccettato e coraggioso. E da parte sua, Kyle cresce tantissimo, trovando una forza che non sapeva di avere e imparando a muoversi in modo sempre più sicuro nel mondo dei nobili e degli intrighi politici.
Se la caratterizzazione dei due protagonisti è ottima, i personaggi secondari non sono da meno: le ragioni di Dorian si fanno più chiare, Emma diventa un personaggio a tutto tondo e un membro inestimabile del gruppo, i nuovi arrivati Inès e Mathieu offrono due prospettive opposte sulla società di Parigi, ma è soprattutto Thaddeus Shaw che spicca su tutti. Divertente, irriverente, sempre con la battuta pronta e un asso nella manica, Shaw ruba la scena ogni volta che compare sulla pagina (e i suoi battibecchi con Astrid sono intrattenimento puro, pagherei per uno spinoff su di loro).
Dal momento che questa volta la trama si focalizza sul tentativo di riconquista del seggio dei St.Clair, usurpato con l'inganno e la menzogna da Dorian, ci troviamo ad esplorare la struttura politica e sociale di Parigi, il principale teatro degli eventi. Conosciamo i giochi di potere delle casate nobili, i segreti della Corte dei Miracoli, le ambizioni del misterioso Principato di Havel, e ogni aggiunta rende ancora più affascinante e dettagliato il mondo che avevamo iniziato a conoscere nel Depositario.
Lo stile è scorrevole e preciso come nel volume precedente, ma la scrittura è maturata su ogni livello, dalle descrizioni ai dialoghi, dai momenti introspettivi alla gestione dei personaggi. C'è una sequenza in particolare, verso la fine, dalla quale è fisicamente impossibile staccarsi grazie a un'eccellente costruzione della tensione.
Ora si attende il gran finale, che - considerato dove punta la bussola negli ultimi capitoli - si prospetta col botto.
Per me è molto difficile fare questa recensione, perché fiori di cenere lo aspettavo tantissimo, ma devo ammettere che purtroppo sono rimasta delusa. Il motivo principale è l'aspettativa, probabilmente, perché mi aspettavo un avanzamento sulla trama di Echo ma questo libro si è concentrato sulla plotline di Astrid. La domanda che mi sono fatta durante la lettura è stata: serviva riprendere il seggio per continuare a cercare la serra? Questa linea narrativa era necessaria all'economia della macro-trama? Il mio parere è che non lo fosse, o comunque poteva essere un arco narrativo che occupava... 1/4 del libro, per poi continuare con l'obiettivo principale del protagonista - che è Kyle. Parlando di Kyle (ma in realtà di tutti i personaggi) non l'ho visto cambiato, cresciuto dal libro precedente. Se già nel primo avevo iniziato a soffrire il suo monologo interiore, in questo secondo libro mi ha proprio esasperata, perché tornava ciclicamente sugli stessi pensieri, in modo ossessivo (magari è un termine forte) e questo non mi ha fatto empatizzare con il personaggio, anzi, me lo ha fatto venire a noia. Ho notato anche che la narrazione, oltre ai personaggi secondari facessero in modo di dipingerlo come uno stupidino , fino ad arrivare al momento in cui si riappacifica con Astrid e da lì improvvisamente gli vendono riconosciuti dei meriti, ma sempre grazie all'influenza degli altri personaggi. Parlando di Astrid, ero interessata alla rivelazione sul suo conto a inizio libro, ma non essendoci il suo punto di vista e non avendo modo di esplorare la sua interiorità non è riuscita a prendermi del tutto. In più il suo crimine è stato... perdonato? da Kyle con molta leggerezza, senza che lei si sia dimostrata DAVVERO pentita o abbia dato modo di credere di voler fare ammenda. Non l'ho vista "umana" come Kyle la descrive e soprattutto Kyle, per il personaggio che è, non avrebbe dovuto perdonarla o comprenderla con questa semplicità. Tra i due non ho notato un rapporto in crescita, anzi all'inizio di questo libro li ho visti regredire, tornare a uno stadio della loro relazione pari a quello del primo volume se non peggio, per poi riavere un rapporto... decente dopo un momento di pericolo (i personaggi hanno una plot-armor di titanio, non ho temuto nemmeno mezza volta per loro) che li ha fatti riavvicinare.
Gli altri personaggi non mi hanno entusiasmata granché: Shaw dovrebbe essere quello sveglio ma le sue considerazione sono basiche , l'unico tratto delineato di Emma è .
A livello di scrittura, mi è sembrato che ci fosse la tendenza a espandere le scene (Kyle va da punto A a punto B, Kyle cammina per un corridoio ecc), con informazioni di contorno superflue, rendendole interi capitoli, quando potevano essere uniti insieme ad altri avvenimenti in un solo capitolo. Questo ha rallentato la lettura e il ritmo in generale di tutta la narrazione. La cosa che a mio parere riuscita molto bene è la resa dei ricordi di Beatrice, quelle sequenze mi destabilizzavano come destabilizzavano Kyle e questo aspetto mi è piaciuto molto. In conclusione spero che questa recensione arrivi all'autrice per quello che è: un parere, in tutta onestà, ma solo un parere. Soprattutto perché leggendo i ringraziamenti ha detto che è riuscita a realizzare il libro che voleva ed è stato apprezzato da molte persone e di questo sono contenta, avrei voluto essere in quella frangia di lettori :'). Non ho alcuna intenzione di demolire il suo lavoro, anzi attendo il terzo volume della saga, perché a Kyle mi sono affezionata (come ti affezioni al collega di uni che non sa mai niente e poi prende 30 a ogni esame) e non vedo l'ora di sapere come si evolverà e si concluderà la questione di Echo!
4,5 stelle. Nei primi capitoli ci sono un sacco di frasi cliché; ma, a parte ciò, me lo sono goduto un mondo. La menomazione di Thaddeus Shaw è trattata con normalità (e grazie ad Astrid per le parole sensate sulla questione); il cambio tra i pensieri di Kyle e quelli di Beatrice è stato reso MAGNIFICAMENTE; c'è il giusto saliscendi di tensione. E lo slow burn, per quanto sia solo dal punto di vista di Kyle (che tra l'altro ha solo 18/19 anni, quindi... aiuto 😂) è abbastanza soddisfacente. Carlotta è migliorata e si vede; spero che la reazione di noi lettori riesca a rendere meno terribile il percorso passato per scrivere. Leggeremo i prossimi sviluppi!
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5 stelle anche per questo, mi è piaciuto molto anche se per motivi molto diversi dal primo della serie. È un libro molto più introspettivo e molto diverso, non c'è più lo spirito di avventura del primo libro nonostante anche qui ci siano un paio di viaggi, il percorso interiore dei personaggi è predominante.
È anche piuttosto lento, nella parte centrale soprattutto con l'introduzione della Corte dei Miracoli e Astrid e Kyle che si separano vengono mostrate delle cose che non riuscivo a capire perché fossero importanti, ma una volta finito il libro e avuto il quadro completo ho capito perché. La parte centrale è quella che mi ha presa meno, l'inizio invece mi è piaciuto un sacco: tutta la parte con Kyle e Dorian (dove si viene a sapere di più di quest'ultimo, proprio quello che volevo dopo il primo libro), Kyle che evade con Emma (!!) e torna a Nova Londra...ADORO questa città, peccato che ci possano stare poco. La rivelazione su Astrid non me l'aspettavo ed ha contribuito a sfaccettarla ancora di più. Belli anche Teddy ed Emma, soprattutto lui divertentissimo.
È un libro che si prende tanto tempo per mostrare tutto e si focalizza tanto sui personaggi e questo mi è piaciuto molto: questa storia mi ha presa soprattutto per i personaggi, Kyle (che è il mio preferito) e Astrid in particolare, e la leggo soprattutto per capire che cosa succederà loro. Ma anche la trama principale ha il suo perché: durante le parti con Beatrice Vale continuavo a chiedermi perché la tecnologia dei Primi fosse simile alla nostra (quindi più avanzata) mentre quella dei tempi del libro è più "primitiva", quindi spero di ovviare a questo mio dubbio nel terzo libro (sigh). Sulla scrittura di Carlotta Martello ho da dire solo complimenti: il primo era scritto benissimo e questo non è da meno a mio parere. È proprio brava a definire tutti gli ambienti, i pensieri di Kyle, quello che prova o far vedere tramite lui gli altri personaggi o ancora le sequenze con i ricordi della dottoressa Vale che arrivavano all'improvviso e questa cosa era descritta molto bene.
La mia parte preferita è stata (ovviamente) il ballo (Thaddeus Shaw, ti adoro, ma non potevi aspettare 10 secondi per aprire quella portaa!!!). Sto manifestando per Kyle una vita da Comte consorte dove tutto quello che fa è starsene tranquillo in laboratorio a costruire le sue cosine (se lo merita, poverino, dopo tutto 'sto casino).
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Fiori di Cenere riprende esattamente da dove si era interrotto il Depositario, con Kyle ostaggio di Dorian allo Chateux a Parigi e Astrid in fuga a Nova Londra, entrambi costretti a fare i conti con le conseguenze delle loro scelte. Vecchi (il buon caro Taddeus Shaw) e nuovi alleati (Emma e i membri della Corte dei Miracoli) saranno al fianco della nostra coppia preferita per cercare di restituire ad astrid il suo seggio in una parigi sull'orlo della guerra.
Fiori, più del suo predecessore, è guidato proprio dai suoi meravigliosi personaggi ed è profondamente diverso, pur mantenendo la stessa familiarità che fa sempre sentire a casa. L'avventura adrenalinica lascia il posto alle vicende sociali e politiche, agli intrighi e alle relazioni umane in un'atmosfera che mi ha riportato a Sei di Corvi, che è fra i miei romanzi preferiti.
I personaggi sono caratterizzati meravigliosamente (nota di merito per thaddeus shaw che meriterebbe uno spin off per quanto è acuto, sagace e sarcastico), così come i dialoghi. La trama è più matura e riflessiva, ma il ritmo rimane serrato e le pagine scorrono via veloci, lasciando con la voglia di proseguire.
Tanti ancora i misteri sui Primi e sul futuro del Continente, che non sono più al centro della vicenda. Le premesse per il capitolo conclusivo della trilogia non potevano essere migliori.
Di solito i libri di mezzo finiscono per essere dei riempimenti, dei momenti di passaggio, ma non è assolutamente il caso di Fiori di Cenere.
Complimenti, quindi, sia a Carlotta per aver scritto questa piccola perla steampunk, sia a Lumien e alla squadra coinvolta per l'ennesima meravigliosa edizione.