Giannino è un uomo che da sempre si fa tante domande. Se le fa sul mondo attorno, se le fa su di sé e sul suo futuro. È convinto, Giannino, di non essere facilmente destinato a diventare un padre e un marito, perché è un uomo non tanto alto, ha problemi col sole e pure col mare, e la felicità per uno come lui non sembra una cosa affatto semplice. Eppure, quando Giannino incontra Rita, il futuro per loro si schiude come un fiore e si ritrovano di lì a qualche anno ad assistere alla nascita del loro bambino, Luca. Luca sembra un bambino bello e sano, dotato di tutto, ogni organo è al suo gambe, manine, occhi, naso, bocca. Sembra, insomma, che i due genitori abbiano compiuto il loro dovere e che non manchi proprio nulla. Ma quando un sacerdote arriva a visitare il nuovo arrivato, complimentandosi con i genitori, dice «Bene, ora che avete fatto un corpo, vi tocca fare un’anima.» I due si guardano sbigottiti, Giannino è confuso. «Non avevamo fatto già tutto? E soprattutto, cos’è e come si fa un’anima?» Da questa immensa domanda nasce il romanzo surreale, poetico e divertente di Giacomo Poretti, che si inoltra nel terreno spinoso della più misteriosa delle faccende. Ad assistere Giannino nella sua ricerca, le divagazioni ironiche e le riflessioni più strampalate sul reale, indagando millenni di civiltà e vita spirituale, di biologia e dimensione trascendentale, alla ricerca del più ineffabile tra gli organi che compongono l’essere umano.
Giacomo Poretti è un comico, attore, sceneggiatore e regista italiano componente del noto trio comico Aldo, Giovanni & Giacomo. Il 6 novembre 2012 è uscito il suo primo libro, intitolato Alto come un vaso di gerani.
Sotto l’aspetto ingannevole di un libretto agile e scorrevole, l'ultimo lavoro di Giacomo Poretti si rivela un raffinato esercizio di riflessione esistenziale. Lo stile, fedele all'autore, coniuga una leggerezza ironica a una densità di contenuti sorprendente, trasformando quello che potrebbe apparire come il divertissement di un comico in un vero e proprio trattato di filosofia del quotidiano. Il fulcro narrativo risiede in una frase detta da un sacerdote a due neogenitori: “Avete fatto un corpo, ora dovete fargli un’anima”. Questa sentenza non è solo l’incipit, ma il leitmotiv che attraversa l’intera opera, spingendo il lettore a interrogarsi sulla natura stessa dell’immateriale. Poretti, senza pomposità, esplora la metafisica, sollevando una questione cruciale: esiste l’anima? Se sì, a cosa serve? Il romanzo è un viaggio nell'interiorità di Giannino — alter ego trasparente dell'autore — stimolato dalla nascita del figlio Luca. Attraverso frammenti di vita domestica e dialoghi con la moglie Rita, la narrazione si sposta dal familiare all’universale. La comicità tipica del trio Aldo, Giovanni e Giacomo emerge qua e là, con il loro surrealismo e la loro sensibilità poetica. Il punto centrale si tocca quando Giannino si interroga sull'utilità dell'anima in un'epoca dominata dalla tecnocrazia. In un mondo che valida l’esistenza solo attraverso il filtro della visibilità, Poretti rivendica il valore dell’invisibile, dell’anima appunto. Ho vissuto quest'opera come un invito alla sosta e all'autoanalisi; un libro necessario per chiunque non tema di confrontarsi con domande scomode, confermando che la risata può essere il veicolo più efficace per indagare le profondità della nostra anima.
Libro a tratti tenero e dolce, ma principalmente incentrato su riflessioni sulla modernità che con l'argomento principale - l'anima - poco hanno a che fare. Tante riflessioni sul cambiamento dei tempi, sull'uomo moderno e quello "di un tempo", mentre le poche parti effettivamente dedicate all'indagare sull'anima sono spesso assurde e poco sensate. Non parliamo naturalmente dello stile di scrittura, lascia un molto a desiderare.
Avrei dato tre stelle e mezzo, ma abbasso a tre stelle per la seguente affermazione letta verso la fine: "Michael Jackson ci ha provato per quasi cinquant'anni a diventare bianco" È ormai risaputo che il suo non era un tentativo ma la conseguenza di una malattia alla pelle, e che lui è sempre stato fierissimo di essere nero. Non mi aspettavo proprio una caduta del genere.
Contro i 17 euro di prezzo di copertina, questo libro ne vale almeno la metà.
È la prima volta che leggo un libro di Giacomo Poretti, lo conosco da quando sono piccola e sono cresciuta con i suoi sketch. Il libro in se è davvero breve e la scrittura è davvero scorrevole. La storia parla di un uomo di nome Giannino che diventa padre; il giorno della nascita di suo figlio, un sacerdote si presenta in ospedale e dice a Giannino e Rita, sua moglie “Bene, ora che avete fatto un corpo, vi tocca fare l’anima”. Da questa domanda nasce il romanzo surreale, poetico e divertente, che si inoltra nel terreno spinoso della più misteriosa delle faccende. Consiglio questo libro, perché cerca una leggera scorrevole, divertente ma che ti fa anche riflettere.
Leggero e scorrevole, ma se non fosse così breve devo ammettere che probabilmente mi avrebbe stufata. Alterna riflessioni molto tenere e a cui è facile immedesimarsi a momenti, a mio parere troppo lunghi e calcati, in cui il protagonista si perde in sarcastiche critiche verso la modernità e la tecnologia, un po’ tanto da “boomer”. Dà un po’ l’impressione di essere uno spettacolo di stand up comedy mascherato da romanzo.
un flusso di coscienza, a tratti divertente, ma sempre profondo, con tante domande e sicuramente qualche risposta. scorrevole, vale la pena perché permette di ritagliarsi il tempo di pensare ad alcuni grandi interrogativi vertiginosi