Un giallo ambientato a Roma ispirato a un fatto realmente accaduto.
Di notte una donna si presenta in Questura, ha ucciso un uomo. È l'ex fidanzato di sua figlia, morta in circostanze sospette qualche mese prima. Non ricorda altro.
La donna viene accusata di omicidio, le indagini sono carenti e rischia di trascorrere il resto della sua vita in carcere.
L'avvocato Buonviso tenterà l'impossibile.
Dice di sé: «Da vent'anni vivo e lavoro a Roma. Nel bene e nel male questa è la mia città, amo tutto di lei inclusi i reati in violazione del codice penale che mi danno da vivere.
Quando non sono a studio, in tribunale o in carcere per organizzare la difesa di un cliente mi trovate in cucina. Mi definisco una buona forchetta, dai romani ho imparato a fare la carbonara e l'amatriciana come si deve, a loro ho insegnato a preparare riso, patate e cozze tagliando le patate larghe e sottili, e che polipo e polpo son due animali diversi e noi ci mangiamo il polpo. Non è poca cosa. Mi piace viaggiare, ma un viaggiatore non è chi ha fatto cento volte il giro del mondo, ma chi è riuscito a fare una volta il giro di se stesso. Nel mio lavoro un'unica cosa mi appassiona ancora come il primo giorno, ed è quando devo difendere un presunto omicida. L'omicidio è un istinto di morte vissuto per procura. Altrimenti perché si leggono i gialli?»
Questo è il secondo volume della serie dedicata all'avvocato Buonviso