2049. Roma non è più solo rovine e cartoline: è una città mutante, dove i plastani fotovoltaici producono energia, i droni profilano chiunque e gli animali domestici comunicano tramite un’app. Ireneo Pini, tecnico biomedicale al Sant’Eugenio, stampa nasi, unghie e polmoni di ricambio, ma sul terrazzo condominiale coltiva un’anomalia: la Poa, un’erba fluorescente che sfida il monopolio dell’AImministratore, l’Intelligenza Artificiale che governa Roma come un Imperatore spogliato di carne e ridotto a puro codice. In una città dove la luce è un prodotto e il sole è stato privatizzato, una pianta che brilla, senza fili, né bollette è un atto di ribellione. Ma la Poa cresce e si diffonde, tra serre urbane e guerrilla gardening. E ogni idea, se si sviluppa abbastanza, diventa incontrollabile. Chimeriade è un romanzo solarpunk di resistenza urbana, dove il futuro non si subisce: si coltiva.
Francesco Verso (Bologna, 1973) is a multiple-award Science Fiction writer and editor. He has published: Antidoti umani, e-Doll, Nexhuman, Bloodbusters, Futurespotting and I camminatori (made of The Pulldogs and No/Mad/Land). Nexhuman and Bloodbusters have been published in Italy, US, UK and China. I camminatori will be published by Flame Tree Press as The Roamers in Spring 2023. He works as editor of Future Fiction, scouting and translating the best SF from 12 languages and more than 30 countries. He’s the Honorary Director of the Fishing Fortress SF Academy of Chongqing. He may be found online at www.futurefiction.org.
La storia di "Chimeriade", ambientata nella Roma del 2049, si sviluppa a partire da un presupposto molto interessante: la transizione ecologica e la transizione digitale sono diventate la nuova frontiera del capitalismo. Le fonti energetiche rinnovabili, le coltivazioni e l'architettura ecosostenibili sono state privatizzate, monopolio di multinazionali e intelligenze artificiali fredde e oppressive, mentre la tecnologia viene utilizzata in modo disumano. Il potere energetico e tecnologico è nelle mani di pochi e il cambiamento tanto atteso non è avvenuto: il prodotto è diverso ma il produttore è sempre lo stesso. L'ambientazione e l'atmosfera create da Francesco Verso sono suggestive e inquietanti, l'autore ha dato vita a un ritratto del futuro verosimile e immaginifico. Uno stile di scrittura scarno, diretto e scorrevole che spinge il lettore verso domande scomode sia sul presente sia sull'immediato divenire.
"Chimeriade" è un profondo e complesso manifesto Solarpunk. La lotta e la rivoluzione iniziano dal basso e non sono movimenti individualistici o parte di una massa caotica. Il fulcro di tutto è la comunità, una comunità piccola e tecnologicamente ecosostenibile, fondata sull'inclusione, il coinvolgimento democratico e paritario, il rispetto per ogni forma di vita, la cooperazione e l'altruismo. Tutti hanno il diritto di essere ascoltati e vivere in armonia, non solo l'essere umano ma anche gli animali che, nel 2049 immaginato da Francesco Verso, sono in grado di dar voce ai loro pensieri e alle loro necessità. L'idea di una collettività ristretta, riconoscibile e composta da individui solidali tra loro, dove ognuno si impegna al massimo con il poco che ha a disposizione per raggiungere un obiettivo comune, potrebbe rappresentare la soluzione alle sfide della nostra epoca. Pensando all'indifferenza e alla mancanza di empatia che caratterizzano la società di oggi, il passo più difficile sarà lo sviluppo di una mentalità comunitaria. Una strada non facile, ma che deve essere perseguita.
Finalmente dopo 7 anni un nuovo romanzo di Francesco Verso. E che romanzo! L'autore ha proseguito sulla traccia lasciata dalle sue opere precedenti ("Pulldogs: I camminatori" in particolare) ma ha "ibridato" il suo testo con l'influsso di altre voci narrative (Clelia Farris ed altri/e). Il risultato è qualcosa di veramente differente da altri testi SF che ho letto recentemente. Sono presenti moltissime tematiche solarpunk, provenienti da altre culture ed altre lingue, come ci si può legittimamente aspettare dal "Marco Polo della SF italiana" e contemporaneamente editor di FutureFiction, la CE più attenta in assoluto alle voci di altri continenti. Il testo dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che la SF di qualità è anche italiana e può trovare legittimamente posto nei quartieri di Roma, senza andare a scomodare altri luoghi. Consiglio di rimandare la lettura dell'introduzione a dopo la lettura del testo, per non ridurre l'impatto emozionale con la scrittura: partite dal glossario e poi lasciatevi calare nella realtà prossima ventura (ma molto prossima).
Rivedete gli spazi urbani, concepire un livello di integrazione tra umano e algoritmo, carne e microchip, pensiero e byte: fino a che punto si è ancora umani? C’è un limite alle possibilità offerte dalla tecnologia oltre il quale si cessa di esprimere i tratti dell’umanità e si assumono invece quelli di un Dio capriccioso, irragionevole e sadico?