Fantascienza - romanzo (276 pagine) - Più punk del cyberpunk c'è lo violento, duro, bastardo, senza argini, disperato come solo il futuro del mondo può essere.
Sumatra va contro le regole, la legge, l’etica e tutto ciò che è corretto sia politicamente che umanamente. Nel 2035 viene condannato a essere traslato nel 2095. Il mondo del futuro è marcio come quello che ha lasciato. Le scariche elettriche del suo controllore, le scopate che gli sono precluse, un lavoro asfissiante in fabbrica… il futuro è una prigione senza sbarre.
Sumatra però è qualcosa che travalica persino la realtà. È il sogno di un vecchio parroco? È un supremo potenziato? È solo un volgare maniaco sessuale a cui il caso ha dato gli strumenti per salvare il mondo? Il suo urlo è l’urlo dell’autore del romanzo. Un urlo contro l’ipocrisia di un mondo che sta mostrando il suo lato più crudele e cruento.
Con questo romanzo nasce lo Screampunk, un nuovo genere irriverente, bastardo, duro, violento, una ribellione contro tutto a partire dalla letteratura ombelicale, ripetitiva, timida e socialmente disinnescata. Lo Screampunk è il vero punk, senza limiti, bandiera di un linguaggio dall’umorismo dissacrante che mette in scena un urlo di dolore per un mondo ormai senza speranza.
Cosimo Argentina, scrittore e autore di opere teatrali. È nato a Taranto. Ha all’attivo numerosi romanzi di genere vario e saggi. Ha esordito con il romanzo Il cadetto (Marsilio 1999) che, riscritto nel 2017, è stato ripubblicato da Terrarossa col titolo Il cadetto redux. Tra i titoli più noti Bar Blu Seves (Marsilio 2002), Cuore di cuoio (Sironi 2004, Fandango 2010), Viaggiatori a sangue caldo (Avagliano 2005), Maschio adulto solitario (Manni 2008), Vicolo dell’acciaio (Fandango 2010 e Hacca 2022), Per sempre carnivori (Minimum fax 2013), Dall’inferno (Minimum fax 2022). Nell’ambito della fantascienza ha pubblicato la Trilogia della Torre (Le tre resurrezioni di Sisifo Re; Saul Kiruna, requiem per un detective e Donne contra demoni) (CN edizioni 2024). Inoltre nel 2025 ha pubblicato con World S.F. Magazine il racconto Memento stellae e con Robot il racconto L’Altrove. È presente in una trentina di raccolte di racconti fra cui Il Male (Granta – Rizzoli 2014). Con Screampunk nasce un nuovo movimento letterario.
Ho chiuso Screampunk e mi è servito un momento per tornare a respirare.
L’oscillazione tra “denunciare l’ipocrisia” e godere del proprio disgusto ha fatto impazzire la mia bussola etica e mi ha lasciato addosso un ronzio, come dopo un concerto troppo vicino alle casse.
Perché Sumatra, il protagonista, per tutto il romanzo non parla: rutta e rigurgita blasfemia, tracotanza e inconsapevole umorismo. È un uomo che si odia e che ti chiede di odiarlo mentre lo vedi agire fino alla fine del romanzo senza un arco morale.
È un’anima sbagliata per ogni tempo e dimensione.
Un essere che non trova casa né nel passato né nel futuro, troppo lucido per adattarsi, troppo guasto per salvarsi. Intorno a lui, un mondo apparentemente normale, dove la rivoluzione è diventata un passatempo da salotto e la ribellione una recita.
Lui no: non recita. È l’unico che non finge, e proprio per questo risulta intollerabile.
Argentina ci trascina in un futuro che non è davvero futuro, piuttosto uno specchio deformato del presente, con le sue istituzioni, i suoi ruoli, le sue ipocrisie ancora intatte.
I luoghi, i teletrasporti, i cyborg e i “gerenti” sono solo fondali sottili, ombre di un mondo che avrebbe potuto parlarci di più. È come se la distopia restasse in sottofondo, un brusio lontano, mentre la vera esplosione avviene dentro la testa del protagonista.
E lì, sì, qualcosa succede.
Tra una bestemmia e una battuta amara, si apre uno spiraglio di verità: la fatica di esistere quando non resta più niente da desiderare. Non è un libro facile né consolatorio. È un corpo a corpo continuo. Ti stanca, ti irrita, a tratti ti respinge, ma anche questo, in un panorama narrativo addomesticato, è un gesto.
Screampunk non vuole essere amato: pretende di essere sentito.
E quando lo chiudi, rimane la sensazione fisica di aver toccato qualcosa di ruvido, di imperfetto, ma vivo. Forse è questa la sua forza: ricordarti che la letteratura, ogni tanto, deve ancora sporcarti l’anima.
Non è un libro per tutti. E va bene così. Piaccia o no, Screampunk è un’esperienza che non si dimentica.
È la nascita di un nuovo genere? Cosimo Argentina trasporta Bukowski nel genere sci-fi di solito pacato e accademico. Parolacce, scene scomode e una fantascienza di rottura che oggi come oggi approda in un panorama letterario bisognoso di cambiamento. Bravo Argentina e spingiamo insieme lo screampunk... la fantascienza che da schiaffi in faccia al genere.