La nebbia avvolge Parco Te come un sudario quando il commissario Nicola Coviello viene chiamato sulla scena di un delitto destinato a scuotere la città. In questa Mantova in cui molti sembrano sapere qualcosa e nessuno dice tutto, la verità si nasconde come un riflesso sfocato sulla superficie dei laghi. E mentre la nebbia si dirada, il confine tra innocenza e colpa diventa sempre più sottile: vecchie ruggini riaffiorano e i testimoni si contraddicono. Nei cortili umidi e nei soffitti polverosi, ragni silenziosi tessono le loro tele, metafora inquietante di un gioco di inganni in cui ogni passo falso può rivelarsi fatale.
Ho amato questa storia. Mi è piaciuta la scrittura scorrevole, con tutte le venature non proprio "giallistiche". L'ironia e la maliconia umana di un personaggio molto veritiero. In generale, tutti i personaggi sono davvero ben caratterizzato. Mi è piaciuta l'idea di un'indagine iniziata, inconsciamente, già prima del crimine. E come è stata presentata. Il finale a sorpresa. Adorato. Spero che Mantova abbia trovato il suo commissario per lungo tempo. E attendo!