Viviamo in un'epoca in cui le emozioni sembrano aver perso il diritto di esistere per ciò che sono. La tristezza è subito etichettata come depressione, la rabbia come disfunzione, la gioia come qualcosa di sospetto o fuori luogo se non è nella «giusta misura». Siamo immersi in un clima di controllo emotivo in cui tutto deve essere limpido, prevedibile e conforme a una presunta normalità. Se un'emozione è poco chiara o troppo intensa, diventa subito intollerabile, per sé stessi e per gli altri. E non è solo questo. Perché le emozioni, oltre a dover essere «accettabili», sono diventate anche monetizzabili. Tutto intorno a noi punta a far leva su quello che proviamo per convincerci che, se ci sentiamo sbagliati, è solo perché ci manca qualcosa, e che ci basterà acquistarlo per stare meglio, trasportandoci così in un circolo vizioso di vuoti sempre nuovi da colmare. Questo libro nasce per sfidare questa narrativa, dicendoci che sentire non è mai un errore o qualcosa di nocivo. Le emozioni non devono essere aggiustate, né represse, ma comprese e vissute. Ognuna di loro, anche la più scomoda, racconta qualcosa di essenziale su chi siamo; la complessità dell'essere umano non è un problema da risolvere, ma una risorsa preziosa da riscoprire. Per questo, la domanda che tutti dovremmo imparare a porci e a porre, ascoltando però davvero la risposta, è tanto semplice quanto «Come ti senti?» In questo nuovo libro, Federica Carbone riflette sul perché oggi tendiamo a giudicare le emozioni, classificandole come «giuste» o «sbagliate», e cosa possiamo fare per riappropriarci del nostro sentire, vivendolo liberamente per essere davvero liberi.
Bel libro: scrittura scorrevole e capitoletti efficaci e ben strutturati, che terminano con una paginetta di esercizi ciascuno. Si parla di emozioni e di mindfulness. Si riflette tanto su di sé, forse si capiscono alcune cose, si piange un po' - o almeno, io ho pianto. Arriva a cinque stelle per scelta personale, perché sono guarita anch'io dal disturbo borderline di personalità. Durante gli anni più bui del mio disturbo mi aveva fatto compagnia l'altro libro di Carbone, 'Crisi tempestose'; adesso che permane solo un tratto e sono in recovery, questo. Non potevo avere di meglio: è esattamente un libro da recovery. Non sarei riuscita a leggerlo anni fa in ospedale, le urgenze erano altre, ma adesso che ho il tempo e la possibilità di fermarmi con me stessa, e riesco a restare e a guardarlo per qualche minuto, il mio dolore personale, è un libro veramente prezioso. Dà le parole che mancavano, e finalmente nella mia testa viene legittimato tutto quello che non si sapeva cosa fosse, e se fosse reale: che poi, questo delle parole magiche è appunto l'argomento dell'ultimo capitolo. Consigliato, per tuttə :) Vogliamoci bene <3
Ho preferito il suo primo libro, forse per il periodo della mia vita in cui l'ho letto. Questo è il suo naturale seguito. Libro che bisognerebbe far leggere a tutti i professori, a tutti i genitori e a tutti coloro che fungono da educatori