Sarà la volta giusta? Lucilla se lo chiede sempre, ma le cose non vanno mai come dovrebbero.
Dopo una serie di uomini sbagliati e tentativi di adattarsi pur di essere amata, incontra Enrico. Insieme vincono un bando per gestire una locanda in un “Comune polvere”, un paesino a rischio di spopolamento sulle Alpi Marittime. Sembra l’occasione ideale, finalmente. Milleduecento metri di altitudine. Quindici anime, più due. Peccato che una sia in ritardo.
Lucilla si ritrova sola, nel sogno di un altro e con un contratto che prevede la presenza di una coppia. Restare o fuggire? Fingere di essere in due o imparare a contare su se stessa?
Intanto le viene in aiuto la gente del luogo. Eliseo, il custode delle tradizioni locali; Nives, esperta di erbe e madre resiliente; un giapponese misterioso che comunica solo attraverso un traduttore simultaneo; Libero, architetto diviso tra la montagna e la metropoli, che con Lucilla sembra capirsi senza bisogno di troppe parole.
Ma nel cuore dell’inverno, con le tubature ghiacciate e i ricordi che bussano alla porta, emerge pian piano che ognuno custodisce un segreto, e che ogni vita, anche se in apparenza perfetta, ha luci e ombre.
All’arrivo della primavera, Lucilla inizierà a comprendere che, quando si tratta di trovare il proprio posto nel mondo, non ci sono scelte giuste o in città o in montagna, da soli o in coppia, è solo una questione di sintesi personale. Quale sarà la sua?
Raccontata con la grazia e la scrittura luminosa di Lorenza Gentile, un’incantevole storia di il momento in cui smettiamo di adattarci agli altri è molto spesso quello in cui iniziamo a vivere davvero.
Una locanda in un minuscolo borgo di montagna.
Una trentenne romantica rimasta sola con un sogno che non è il suo.
Una comunità pronta a correrle in soccorso.
Quand’è la volta giusta per diventare finalmente sé stessi?
Lorenza Gentile was born in Milan in 1988. She graduated from Goldsmiths University of London with a BA (Hons) in “Drama and Theatre Arts” and attended the “International Theatre School Jacques Lecoq” in Paris. Her first novel, “Teo”, is published in Italy (Einaudi, 2014), Germany (Dtv, 2015), Korea (Open Books, 2015) and Spain (Ediciones Siruela, 2016). “Teo” won the following awards: Rhegium Julii Opera Prima 2014, Premio Seminara Opera Prima 2014, Premio Khilgren Opera Prima 2015 and “Young Jury Award 2015” at Literaturhaus in Vienna. Her new novel "La felicità è una storia semplice" was published February 2017 in Italy by Einaudi Stile Libero.
Libro scorrevole e balsamico, di quelli che se sei in un periodo dove ti senti il cuore un po’ pesante ti fa bene. Raccontato in prima persona, è una lettura leggera, carina, non scontata e con concetti decisamente condivisibili e che ti fanno riflettere.
Molto comfort zone, molto cozy. Risponde a quel desiderio sopito di cambiare vita e andare a gestire una locanda in montagna ⛰️ Però... posso dirlo? Posso? Libero poteva rimanere in Arabia o dove si trovava lui. Il classico tipo di uomo che, se lo metti in montagna vuole andare via, se va via vuole tornare in montagna. Vuole tutto e non vuole niente. Lucilla stava molto meglio da sola, secondo me🌻
Nonostante la scrittura semplice e l'ironia che ha alleggerito la lentezza della lettura, ho trovato la trama poco coinvolgente e il finale scontato. Non mi ha trasmesso emozioni.
"La volta giusta è quando si riesce a trovare se stessi": questo è l'insegnamento che impara Lucilla, una trentenne che, alla ricerca del suo posto nel mondo, decide di mettersi alla prova scegliendo di gestire in solitaria una locanda in un luogo sperduto di montagna. Nonostante le difficoltà e le insicurezze la donna decide di non fuggire da questa nuova situazione e questa scelta la ripaga aprendole un mondo nuovo, ricco di esperienze ed opportunità, arricchito dall'incontro con persone squisite che l'accolgono e l'accettano. Mi piacciono molto le protagoniste dei libri della Gentile: sono fragili ma forti, insicure ma determinate, molto sensibili ed è facile per la lettrice immedesimarsi. È un romanzo emotivo e pieno di speranza. Lettura consigliata.
Lorenza Gentile non si smentisce mai! I suoi libri, le sue trame e i suoi personaggi sono una coccola per il lettore! Assolutamente all'altezza degli altri romanzi! Consigliato specialmente per quei pomeriggi in cui si avverte il bisogno di leggerezza e buonumore!!!
Ho letto tutti i libri di Lorenza Gentile, anche questo si conferma a livello degli scorsi. I suoi libri ti coccolano, fanno bene al cuore e alla mente. Lorenza sono una tua grandissima fan e spero un giorno di incontrarti!
Quando è davvero la nostra “volta giusta”? Ci sono libri che arrivano come una carezza, altri come una scossa. La volta giusta di Lorenza Gentile (Feltrinelli) è un po’ entrambe le cose: una storia che ti consola e insieme ti smuove dentro, ricordandoti che non sempre la “volta giusta” è quella che immaginavi.
Lucilla ha trent’anni e una vita fatta di compromessi, di piccole rinunce, di sogni che ha imparato a mettere in pausa per non deludere nessuno. Finché un bando per gestire una locanda in un minuscolo paesino di montagna non sembra offrirle un nuovo inizio. Ma quando il fidanzato che doveva partire con lei si tira indietro, Lucilla si ritrova sola, in un luogo sconosciuto, circondata da silenzio, neve e persone che la osservano con curiosità. All’inizio sembra tutto sbagliato — il freddo, le tubature ghiacciate, la solitudine — ma proprio lì, in mezzo a quel vuoto, Lucilla comincia a riempirsi di sé. Capisce che non è mai troppo tardi per essere autentici, per smettere di cercare l’approvazione altrui e per dire: “questa volta scelgo me”.
È questo che ho amato del romanzo: la delicatezza con cui Lorenza Gentile racconta la rinascita senza renderla mai stucchevole. Il suo stile è limpido, pieno di grazia, capace di restituire tutta la poesia delle piccole cose – un tè caldo, una finestra che si apre sulla neve, una chiacchiera con chi non ti conosce ma ti capisce al volo. C’è sempre, nei libri di Gentile, una luce che filtra anche nelle pagine più malinconiche. In Le piccole libertà la protagonista cercava un senso tra le strade di Parigi; in Le cose che ci salvano scoprivamo quanto siano importanti le persone che restano accanto quando tutto sembra crollare. In La volta giusta, invece, quella ricerca si fa più intima, più ruvida: la città lascia spazio alla montagna, e la libertà diventa silenzio, solitudine, responsabilità. È un passo avanti nella maturità narrativa di Lorenza Gentile: la leggerezza resta, ma si accompagna a una profondità nuova.
Lorenza Gentile ha il dono di raccontare con leggerezza le grandi domande della vita. In La volta giusta, più che altrove, riesce a fondere ironia e malinconia, creando un equilibrio raro. I temi che attraversano il libro sono tanti e profondi Il coraggio di essere autentici: Lucilla si accorge che, per anni, ha vissuto più per compiacere che per scegliere. Il trasferimento in montagna diventa un gesto di disobbedienza gentile verso le aspettative altrui. La solitudine come rinascita: l’isolamento, che all’inizio spaventa, si trasforma in spazio fertile. La montagna non è solo ambientazione, ma personaggio: austera, silenziosa, sincera.
Il fallimento come svolta: il sogno che non va come previsto è ciò che la spinge a ripartire. Gentile sembra dirci che a volte è proprio da un piano che crolla che nasce una nuova verità. Il rapporto con la comunità: i personaggi del paese – Eliseo, Nives, Libero – incarnano un’umanità semplice ma profonda, fatta di silenzi condivisi, piccoli gesti e solidarietà. C’è un filo luminoso che attraversa tutto il romanzo: la gentilezza. Non quella superficiale, ma quella che accetta, che accoglie, che non giudica. Forse è questa la vera “volta giusta”: imparare a essere gentili con se stessi.
Chi ha già letto Lorenza Gentile riconoscerà subito la sua voce: quella scrittura limpida, empatica, che ti fa sentire dentro le pagine. Ma qui qualcosa cambia. In Le piccole libertà, la ricerca era ancora esterna: la protagonista lasciava tutto per cercare un senso in una nuova città. In Le cose che ci salvano, il focus era sugli affetti, sui legami che ci tengono a galla. In La volta giusta, invece, la ricerca diventa interiore e radicale: non si tratta più di fuggire o di affidarsi a qualcuno, ma di restare. Di affrontare il silenzio. Questo romanzo segna una maturazione nella scrittura di Gentile: la trama è più essenziale, ma le emozioni sono più vere, più spigolose, meno “romanzi da conforto” e più “viaggi di verità”. Ho amato il modo in cui Lorenza Gentile riesce a parlare di fragilità senza farne un dramma. Lucilla non è un’eroina, ma una donna comune che cerca la sua direzione — e in questo somiglia un po’ a tutte noi.
Mi è rimasta dentro una frase che non viene detta apertamente ma che sembra respirare tra le righe: “Non serve aspettare la volta giusta. Serve solo la voglia di esserci, anche quando non è tutto perfetto.”
C’è poesia nella semplicità del quotidiano, nella fatica di aprire una locanda in un luogo remoto, nel gesto di preparare una colazione anche se fuori nevica e il mondo sembra lontano. La volta giusta è un romanzo che non urla, ma parla sottovoce, e proprio per questo resta. Un libro per chi ama le storie che sanno di umanità, per chi ha bisogno di ricordare che cambiare strada non è una sconfitta, ma un atto d’amore verso se stessi. È la storia di una donna che, inseguendo un sogno condiviso, finisce per scoprire il proprio.
Come sempre una certezza! Una donna che abbandona tutto e di trasferisce in montagna per aprire una locanda. Un paese sperduto, pochi abitanti, ma tutti gentile e disponibili al aiuto. Si istaurano amicizie e legami forti.
Non mi aspettavo la svolta giapponese tra le montagne, ma il colpo di scena ci sta benissimo.
Lettura scorrevole e molto coinvolgente. Le lacrime nn mancano, soprattutto in qualche scena.
Finale non scontato. Una lettura molto consigliata!
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4,5/5 ⭐️ Ho centellinato le pagine di questo libro perché nella scrittura di Lorenza Gentile trovo sempre calma e profondità. Averlo lì sul comodino era una continua promessa di rifugio. Ho centellinato le pagine, dicevo, fino a stasera, quando ne ho bevute cento perché ormai volevo sapere. Anche se alcune cose erano un po’ ovvie, la sospensione dell’incredulità ha funzionato e parte del finale mi ha pure sorpreso.
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Io dico sì, ma forse perché è un libro arrivato al momento giusto della mia vita. Un po’ lentino non succedono robe pazze, piccolissimi colpi di scena, molta vita rurale.
Se stai cercando di capire perché hai sempre gli stessi pattern, se stai cercando di capire come interrompere i circoli viziosi, e soprattutto se vorresti il coraggio per farlo, Lucilla ti porterà piano piano a credere che ce la farai.
È un libro che infonde molta speranza nella vita e nelle persone. In alcuni punti la lettura è un po’ lenta e lo sviluppo della storia scontata ma, nel complesso, la lettura è leggera e piacevole. Molto carino il finale che spinge a credere che ci sia sempre “la volta giusta”. Consigliato.
La storia di Lucilla potrebbe essere la storia di tutti noi, in cerca del proprio posto del mondo, in cerca di noi stessi. Una storia di rinascita, dove la protagonista impara finalmente a bastare a se stessa, a credere in se stessa e a rivoluzionare la sua vita. Lucilla si affida alla vita, al cambiamento e quando abbiamo il coraggio di fidarci, di lasciarci andare è proprio in quel momento che la vita ci sorprende e ci ricorda quanto siamo capaci, quanto ancora c’è da scoprire, imparare, amare. Di questa storia così ricca di saggezza e consapevolezza, ho amato tutto: tutti i compagni di viaggio e la nuova famiglia che Lucilla trova in quel paesino sperduto di montagna, lontano da una vecchia vita che non le assomiglia più! Alla fine questa meravigliosa protagonista ci regala la regola della felicità più preziosa di tutte: la vita è solo nostra, ci deve somigliare, dobbiamo alzarci al mattino e dire: “Oggi inizia una nuova giornata che mi sono scelta.” Circondati da persone che ci amano esattamente per quello che siamo. ❤️❤️❤️
" -Solo perchè una cosa non la vedi non è detto che non ci sia. - Penso che vale anche il contrario. Non è detto perchè solo perchè una cosa la vedi, ci sia. Come l'amore tra due persone. Io credevo di vedere Enrico, e invece Enrico non c'era. Non l'Enrico che mi ero immaginata. E di certo non c'era l'amore".
Lucilla si ritrova in un minuscolo paesino nelle Alpi marittime: ha vinto un bando per la gestione di una locanda con il suo compagno. Ma quando lui si tira indietro, è costretta a fare i conti con la sua solitudine. E a scegliere, finalmente, per sè.
Le storie di Lorenza Gentile sono delle carezze. Il paesaggio cambia, i temi rimangono. Le protagoniste sono donne fragili, che riescono grazie al contesto a tirar fuori la loro forza e il loro coraggio. Lucilla si definisce ripetutamente "un 6-", mai abbastanza, inadeguata e sempre in discussione. Si è sempre definita in base a ciò che non sa fare e si è modellata sugli interessi degli uomini che ha incontrato. In questo romanzo, accompagnandola a raccogliere funghi e spaccar legna, assistiamo alla sua riscoperta grazie alla comunità montana, un "alveare" di persone buone che l'accolgono senza giudizio.
Lo stile è fluido, i personaggi ben delineati nella loro profondità: ognuno ha la propria storia, desideri, un passato spesso ingombrante da lasciar andare. E' un libro coccola, che regala una sensazione di calore, speranza, purezza. Ho apprezzato questa lettura e la consiglio a chi è alla ricerca di una storia che ti avvolge con il suo calore come una copertina. Per i miei gusti, a volte ho trovato troppo melensa la scrittura e sono rimasta un po' delusa dal finale.
(Piccolo spoilerino) Lucilla in montagna realizza di potercela fare da sola, di non aver bisogno di passare da un uomo all'altro. Nel finale, certo, lei sceglie di non seguire Libero come ha sempre fatto in passato, ma poi comunque lui ritorna... tutto un po' scontato e troppo facile. Avrei voluto che la realizzazione di Lucilla stesse semplicemente nel gestire la locanda con Nives, senza inserire per forza l'happy ending in amore. Senza Libero la storia non sarebbe stata incompleta, a mio avviso, avrebbe anzi lasciato una sensazione di maggiore realtà. Poi, capisco e giustifico la scelta dell'autrice allo scopo di coccolare il lettore fino alla fine, ma avrei preferito un finale più coraggioso.
Ci sono libri che raccontano storie così semplici che nella loro semplicità lasciano al lettore tantissimi spunti di riflessione.
Lucilla è una ragazza che nella vita si è sempre dovuta un po’ plasmare per piacere agli altri. Le sue relazioni non vanno mai bene, accade sempre qualcosa che non va come vorrebbe. Incontra Enrico, e con lui vince un bando per gestire una locanda in un “comune polvere” a milleduecento metri di altitudine. Ma anche qui qualcosa non va e e si ritrova da sola, o forse non proprio, perché gli abitanti del comune le offrono sostegno e vicinanza.
« E io che pensavo che qui in montagna si rallentasse,» dico a Eliseo, constatando la lunghezza della lista. «In montagna non si va mai di fretta, ma non ci si ferma mai. C'è una bella differenza. È la fretta che ti frega.»
«È tempo di cambiamento per tutti, ma nessuno sembra davvero pronto. Forse pronti non lo si è mai, ma tanto non serve. E come respirare: non ci pensi e succede.»
Ed è proprio nel trovarsi a doversi dar da fare da sola che Lucilla impara a bastarsi e ad amarsi. Riesce a comprendere la forza che si racchiude dentro chi ha un obiettivo che sia suo. Certo, sostenuta da chi crede in lei, ma anche questo nella vita conta: circondarsi di anime affini. E alla fine ci si salva.
«Forse, salvarsi da soli è l'unico modo per salvarsi davvero.»
Lucilla conosce Eliseo che è il più anziano di tutti e che con le sue parole racconta la vita. Nives che conosce la natura e la utilizza nella vita di tutti i giorni, un turista giapponese che sembra sempre triste e Libero che lo è di nome ma non sembra di fatto.
«Ma la prima regola," dico, "la prima regola per vivere felici cent'anni...Qual è?" Un sorriso brilla in mezzo alla sua barba vichinga. Mi appoggia una mano sulla spalla. "Eh, quella è segreta. Ciascuno ha la sua. Tocca a te trovarla.»
Il nuovo libro che è un inno all’accettarsi, all’amarsi, allo scegliersi ogni giorno e vivere al meglio ogni nostro attimo.
I romanzi di Gentile riescono sempre a farmi sentire in pace con il mondo come solo una morbida copertina e una tisana sanno fare, proprio come se fosse un abbraccio. La volta giusta non è stato da meno in questo e vedere lentamente non solo Lucilla rinascere, ma anche chiunque la circondasse, è stato importante nel ripensare al potere che le relazioni hanno su di noi. Menzione speciale alla pecora Abside, vorrei proprio un giardino solo per averti!
In questo momento ho terminato il libro beh, che dire, l'ennesimo capolavoro! Coinvolgente, appassionante mi sono mille volte immaginato il posto, il fascino della montagna, il significato vero di "famiglia" , della piccola comunità, tutto veramente magico e commovente, complimenti davvero! ❤️
La protagonista dovrebbe essere un' incasinata ma simpatica Fleabag? Non funziona. È di un'ingenuità fatua che rasenta la stupidità. Tutto banale e prevedibile, a tratti in modo imbarazzante, sia il susseguirsi degli eventi che i dialoghi. La scrittura non mi piace, virgole a caso tipo: "vi indico io, dove andare a cercare". Ma perché? Mi rattrista e mi fa arrabbiare spendere soldi per libri del genere.
A Dios pongo por testigo de que nunca volveré a caer en estos deslices. A toro pasado, leída y engullida (para anestesiarme) la frivolidad de esta novela romántica de medio pelo, estereotípica y previsible hasta la saciedad (uno espera 77 páginas, una tras otra, que se produzca el hecho desencadenante que desde la primera línea se sabe que va a pasar, como ejemplo), era evidente que no me tenía que dejar llevar por la recomendación de la vendedora de La Feltrinelli. En fin...
A volte le parole non sono sufficienti per trasmettere quello che ha lasciato una lettura, quindi proverò a raccontarvi le sensazioni che ho provato tra le pagine di La volta giusta.
É proprio vero che la montagna fa respirare davvero, e lo si percepisce anche a distanza di km, sfogliando questo libro, tanto é vivido il contesto narrativo in cui si muove la protagonista, Lucilla.
Lucilla che mette molta ansia e insicurezza nel suo spasmodico atteggiamento di chiedere e chiedersi sempre conferma di tutto.
Lucilla che fa anche un po’ arrabbiare perché si fa trasportare dalla corrente in modo passivo: va dove la portano, senza veramente sfruttare le occasioni, ma anzi lasciandosi travolgere da mondi, e persone, che non le appartengono.
Fanno, però, più infuriare i suoi ex, i modi in cui la lasciano e soprattutto i modi con cui la trattano.
E poi c’é la locanda abbandonata di un paesino quasi del tutto disabitato che é un luogo, ma anche un personaggio; la locanda nata per accogliere ma che respinge con i suoi ambienti da rifare, i mobili da sistemare e camino e tubi che non sembrano funzionare.
Ci si trova spaesati, ma allo stesso tempo affascinati.
Ogni stagione, in cui il romanzo é suddiviso, racconta qualcosa di nuovo della montagna, di Lucilla, di chi legge.
L’inverno, e in particolare le pagine dedicate al Natale, é stata la parte più profonda e toccante: ho pianto.
E adesso sono vuota, perché dopo tutta questa giostra (non a caso) di emozioni, come si fa a produrre un giudizio semplice e conciso? Non si può! E quindi vi lascio col mio caleidoscopio caotico di sensazioni, con la speranza che abbia abbastanza senso da farvi avvicinare a questa storia che di significato ne ha davvero tanto! (Bonus: l’autrice é una persona splendida, di una dolcezza indescrivibile).
Recensione presente nel blog www.ragazzainrosso.wordpress.com “Non saprei dire quando, esattamente, ma ho deciso. Me ne sono sempre andata, questa volta resto.”
I paesini di montagna hanno il loro fascino soprattutto su chi non è abituato ai ritmi di vita lenti, al rapporto molto stretto con la natura, ad apprezzare l’umanità. Certo, bisogna raggiungere il compromesso di rinunciare a qualche comodità e ad abituarsi a non avere costantemente il telefono agganciato alla rete.
Lucilla si ritrova, suo malgrado, da sola a vivere un importante cambiamento di vita. Quello che, infatti, doveva essere un percorso di coppia culminato con la gestione della piccola locanda in montagna, diviene ben presto una scalata verso la propria indipendenza e riscoperta di sé.
Purtroppo con la protagonista non sono riuscita a instaurare molto feeling. Personalmente l’ho trovata molto insicura, incapace di sfruttare le occasioni, relegata nel ricordo degli ex che l’hanno lasciata in modi assurdi. Man mano che la narrazione prosegue assisteremo alla sua lenta metamorfosi, lì dove dovrà fare tutto da sé imparerà a tirar fuori una determinazione che mai avrebbe creduto di possedere.
Lo stile della prosa è fluido, anche se il ritmo è piuttosto lento e a volte ho avuto la sensazione di arrancare. Molto originale è la suddivisione dell’opera in quattro parti corrispondenti alle quattro stagioni (si inizia in estate e si finisce in primavera) che contribuiscono a mostrare come cambia il paesaggio montano e quali attività sono proprie del periodo.
Un romanzo che sicuramente mette voglia di fare una gita in montagna per allontanarsi dai ritmi della città. Una lettura che insegna ad apprezzare ogni più piccola cosa o emozione.
📚 Un’altra lettura terminata. Questa volta si tratta del nuovo romanzo di Lorenza Gentile, ambientato tra le amate Alpi Marittime. ⛰️ Lucilla è una giovane donna in cerca di sé stessa. Dopo tante storie sbagliate, accetta insieme al fidanzato Enrico di riaprire una vecchia locanda di montagna, sperando che questo nuovo inizio sia la svolta. Ma… non sarà un percorso facile. Personalmente, questo romanzo mi ha parlato un po’ meno rispetto agli altri della Gentile. Ho trovato Lucilla a tratti troppo “vittima”, intrappolata nella convinzione di dover per forza stare con qualcuno per non restare sola. Solo quando inizia a credere davvero in sé stessa, ho ritrovato qualcosa di Selene e Gea, protagoniste dei romanzi precedenti, che tanto ho amato. ✨ ✨Ritroviamo anche qui alcune figure guida – come Eliseo e Nives – e una presenza maschile che rappresenta quell’amore profondo e autentico, sempre cercato, ma mai davvero incontrato fino ad ora. 💛 Una storia di crescita, solitudine, consapevolezza.
📖 Punteggio: ⭐️⭐️⭐️,5/5
L’avete letto? Cosa ne pensate di Lucilla e del suo percorso? Vi ritrovate in alcune sue fragilità?
a nostra protagonista è Lucilla, una donna che sta per vivere un cambiamento abbastanza importante. Alle spalle si porta delle relazioni sbagliate e una brutta abitudine… quella di adattarsi per essere accettata. Dopo poco incontra Enrico e insieme vincono un bando per riaprire un’attività di una vecchia locanda alle Alpi Marittime. Tutto sembra andare per il verso giusto quando Lucilla inizia ad avere un brutto presentimento verso il suo fidanzato e dopo poco avrà la conferma e la dura verità.
L’ambientazione è un piccolo borghetto quasi spopolato sulle montagne, l’autrice lo descrive in modo carino e a tratti anche divertente quando poi fa riferimenti alle poche persone che ci abitano.
L’autrice mette alla luce la rinascita, la scoperta e la forza. E ci spiega anche che non ci sono scelte facili da fare che siano giuste o sbagliate, ma scelte che ci fanno vedere ciò che siamo o che saremo. Molto bello anche come vengono spiegati i personaggi secondari, ogni uno di loro con le proprie caratteristiche e punti di forza.
La scrittura è piacevole, leggera, ben dettagliata con un ritmo solo un po’ lento, è un libro che fa compagnia e da tempo di riflettere. E anche per noi ci sarà la volta giusta… basta essere noi stessi…
“E sono felice, sì, anche se mi manca qualcosa. Ma questo, almeno, l’ho imparato: posso sentirmi a posto nell’incompletezza, contenta nella tristezza, solida nelle folate di incertezza.”
Un libro che, nella sua apparente semplicità, custodisce una profondità capace di toccare corde delicate dell’animo. La scrittura, dolce e limpida, scorre con naturalezza e riesce a raggiungere il cuore senza mai forzare, come un abbraccio lieve che arriva proprio nel momento giusto. Ogni pagina lascia qualcosa: un pensiero, un’emozione, una piccola ferita o una luce inattesa.
È una storia che rimane, che continua a farti compagnia anche quando hai chiuso l’ultima pagina. Un viaggio intimo, che parla sottovoce ma lascia un’eco potente.
Assolutamente consigliato a chi cerca un libro capace di emozionare con delicatezza e autenticità.
Anche questa volta Lorenza Gentile ha fatto centro! Questo libro è decisamente spettacolare; nella sua semplicità colpisce nel segno esattamente come gli altri dell’autrice, ma ritengo che questa volta sia più speciale. Non saprei ben dire perché, però ha quel tocco in più che lo mette in cima alla lista dei suoi libri. La storia emozionante, coinvolgente, con un lieto fine ma allo stesso tempo un po’ inaspettato, tutto coronato da personaggi che sono presentati a regola d’arte, quasi percepibili irl (in real life). Un uso sapiente del lessico per donare a noi lettori un prodotto unico, veramente ben riuscito, che sarebbe degno di farci un film! Vi consiglio di leggerlo, perché vi lascerà veramente qualcosa dentro, tant’è che ho salvato anche alcune frasi veramente significative.