Bologna, 1779. La giovane contessa Beatrice Beltrami nasconde, tra le pareti della villa di famiglia, ben due segreti potenzialmente in grado di mettere a repentaglio la sua reputazione e cambiare per sempre il corso del suo Alexandre e una sconveniente passione per le erbe e gli oli a far di lei un’aspirante profumiera. Quando i mormorii minacciano di diventare veri e propri pettegolezzi, il conte Beltrami, padre della giovane, decide che è giunto il momento per quest’ultima di Beatrice parte così alla volta dell’elegantissima Parigi, accolta da una zia determinata a inserirla in società e farle contrarre un buon matrimonio. L’ingresso a Versailles si rivelerà destinale, intrecciando la sua vita a quella di due il misterioso Marchese Des Halles e la sovrana di Francia, Marie Antoinette, che scoprirà in Beatrice un’inattesa quanto fidata alleata.
Barbara Pirini è nata nel 1979 a Bologna, dove attualmente vive e lavora. Moglie e madre, le sue passioni più grandi sono il XVIII secolo e l’intramontabile figura di Maria Antonietta, regina consorte di Francia. La Rose Blanche è il suo primo romanzo e, insieme, la realizzazione di un sogno.
Bologna, 1779 Beatrice Beltrami vuole essere libera ed indipendente, cavalcare il suo cavallo Oliver e occuparsi del suo piccolo Alexander. Suo padre, tuttavia, ha deciso di introdurla nell’alta aristocrazia francese, ospite della zia Costanza a Parigi. Ma lei non può abbandonare Alexander, che suo padre si ostina a definire ‘suo fratello’, anziché “suo figlio”. Beatrice non partirà mai senza di lui. Prima della partenza si reca da Madonna Lucrezia, la “dama delle pozioni”, colei che le aveva insegnato ogni segreto riguardante olii essenziali e profumi. In nome della loro amicizia, le dona uno scrigno contenente boccette di ogni tipo di essenza, con una raccomandazione: “Usa il contenuto di quella scatola per profumare la vita della gente”. Parigi, 1779 A rallegrare la sua nuova camera parigina, Beatrice trova un vaso di rose bianche: “quelle rose bianche le ricordavano il suo amato padre e i suoi curati roseti. Le odorò e abbozzò un sorriso.” Per la giovane mamma e il figlio, incomincia la loro nuova vita nell’elegante palazzo nobiliare della zia, la Marchesa De Cheni. Il mondo fiabesco dei balli parigini non sembrano attrarre molto Beatrice, anzi li trova interminabili. Per cercare di calmarsi, prima di ogni evento, trova rifugio e conforto nei suoi olii essenziali: “La rosa, simbolo di bellezza e grazia, era il suo talismano segreto.” Prima di essere introdotta a Versailles, Beatrice doveva prendere lezioni di comportamento e imparare l’arte sottile della conversazione. Tutto ciò la annoiava. Il suo unico pensiero era Alexander. Nella Galleria degli Specchi, facciamo la conoscenza di una giovane e incantevole Marie Antoinette. Durante quel ricevimento, Beatrice rimane affascinata non solo da Sua Maestà, ma anche da un nobile: il Marchese Des Halles, al quale è misteriosamente legata. Un evento indimenticabile fu il ballo in onore del compleanno della Regina. Entriamo, anche noi lettori, nello sfavillante scintillio di corte. Marie Antoinette è deliziata dal profumo che Beatrice indossa e che ha creato lei stessa. Barbara ci fa conoscere un lato del carattere e della personalità della Sovrana di Francia che poco si conosce, offuscato dai pregiudizi e da un clima di disprezzo, che si è protratto per secoli, che la dipingeva “come frivola e insensibile”. Quando la profumiera si reca al cospetto della Regina, le rende omaggio porgendole una rosa bianca che, a Maria Antonietta ricorda la franchezza e la purezza della sua ospite. Si crea un legame di stima e amicizia tra le due dame che condividono le stesse preoccupazioni per i loro figli e per un amore che non poteva essere ostentato per i loro Cavalieri: il Marchese Des Halles e il Conte Fersen. Sua Maestà mette in guardia la sua giovane amica da quel mondo di intrighi e menzogne di cui era circondata a Palazzo. La rosa bianca suggella la gratitudine e l’amicizia tra la Sovrana e la profumiera. È una storia che parte da Bologna nel 1779, per giungere a Parigi e terminare a Venezia nel 1797. Leggendo questo libro sono stata avvolta dalla grazia della penna di Barbara Pirini. Le pagina sono inondate dalle fragranze preparate da Beatrice. Una storia che profuma di essenze e vibra di emozioni legate ai drammi e alle gioie della quotidianità di fine ‘700 che si intersecano con gli eventi tragici della Storia, di cui Marie Antoniette fu tristemente protagonista. L’ultima parte, quella veneziana, è davvero emozionante ed emerge la morale del libro: “non temere ciò che verrà. Hai già conosciuto il dolore. Ora conosci anche la pace.” Un esordio sfolgorante.
Devo ammettere di essere molto "di parte", io adoro i romanzi storici, mi sono avvicinata alla lettura con i classici di Jane Austen ed Emily Brontë, quindi potete immaginare la gioia che ho provato nel leggere questo gioiellino, ambientato tra l'altro nella mia epoca preferita.
La lettura é incredibilmente scorrevole ed i dettagli delle stanze, dei palazzi e degli abiti aiutano il lettore ad immergersi ancora di più nel periodo storico. La protagonista è stata per me fonte d'ispirazione, una donna forte e determinata, che non si piega alle convenzioni dell'aristocrazia e che fa di tutto per proteggere il proprio bambino.
"La rose blanche" non è solo un romanzo è un inno alla libertà e all'indipendenza, è una storia che parla di amore, amicizia, femminilità, In un mondo forgiato da uomini; È una lettura che riesce a ricostruire l'immagine di una donna bersagliata da critiche ed accuse, rendendo visibile il lato umano e sensibile che si nasconde dietro ognuno di noi.