Virginia pensava di essersi lasciata il passato alle spalle. Dopo una relazione tossica, l’amore con Minjun le aveva restituito speranza e felicità. Ma quando finalmente iniziava a credere nel loro futuro insieme, lui la lascia per un’altra. Da quanto tempo la tradiva? Fidarsi ancora diventa impossibile, e il dolore la spinge a ricadere nelle vecchie abitudini.
Minjun non è solo un idol, è l’uomo che ha promesso di proteggerla. Per salvare Virginia dall’ossessione di chi vuole ferirla, deve diventare la sua più grande delusione. Ogni bugia lo divora, ogni silenzio scava un solco che rischia di allontanarlo per sempre da lei. Nemmeno gli SRJ possono sapere la verità: le sasaeng potrebbero essere ovunque.
Tra Seoul e Bologna, Virginia cerca disperatamente di capire se l’amore di Minjun era reale o un’illusione; Minjun lotta tra il dovere di proteggerla e il bisogno di non perderla per sempre. Ma quando le bugie diventano un’arma, la fiducia non basta più. E nella caccia che li travolge, entrambi dovranno scoprire se il loro amore è abbastanza forte da sopravvivere al dolore, al tradimento e al peso della fama o se resterà solo il rimpianto.
“Caccia alla Volpe” è il capitolo conclusivo della serie contemporary romance Noona, un finale intenso, romantico e che vi terrà col fiato sospeso fino all’ultima pagina.
Classe 1989; bolognese, ma romagnola di adozione, dopo il diploma come dirigente di comunità si iscrive a Beni Culturali e si laurea in Egittologia col massimo dei voti.
Nella vita reale passa anni di vagabondaggi tra scavi archeologici, cocci polverosi, e traslitterazioni dal geroglifico, che scompone come rebus; in quella parallela esplora mondi e inventa storie grazie a D&D e qualsiasi altro gioco di ruolo possa venirvi in mente.
Tutti quelli che la conoscono si aspettavano l'esordio con un fantasy, o uno storico, invece lo fa con una saga romantica. Dopo la pubblicazione del suo primo romanzo, ha deciso di specializzarsi come editor e fornire consulenze come coach di scrittura ad altri scrittori in crisi di nervi come lei.
Come self-publisher ha pubblicato: "Puoi chiamarmi Noona", il suo primo romanzo, e "L'Eco del Silenzio".
Trovate i suoi racconti brevi nelle raccolte: "Musiké" di Giacovelli Editore; "Halloween da Paura" e "Racconti per viaggiatori" di Tempra Edizioni; "Racconti dell'Orrore" di Rudis Edizioni.
Ho appena chiuso “Caccia alla volpe – Noona vol. 3” di Barbara Ottani, e se non ne parlo subito rischio di annegare nelle lacrime (e nei sentimenti).
Tutto è iniziato quasi per caso, a novembre 2023, con un post dell’autrice che annunciava l’uscita del suo secondo romanzo. Spinta dalla curiosità – e completamente estranea al mondo del K-pop – ho deciso di dare una possibilità sia a Barbara che a questa storia. Mai scelta fu più azzeccata.
Fin dal primo libro sono stata travolta da un’ondata di emozioni che non credevo nemmeno possibile provare leggendo. “Puoi chiamarmi Noona” e “L’eco del silenzio” non sono stati semplici romanzi: sono stati un coinvolgimento totale, un legame che cresceva pagina dopo pagina. E ora, con “Caccia alla volpe”, quel legame si è definitivamente inciso nel cuore.
Non avevo dubbi: Barbara si diverte. Si diverte a far soffrire i lettori, ma soprattutto i suoi personaggi. Tra Virginia e Minjiun ne abbiamo viste davvero di tutti i colori, e il finale del secondo volume mi ha perseguitata per notti intere. Avevo bisogno di sapere, di capire, di arrivare a una conclusione… anche se sapevo benissimo che prima di concederci risposte l’autrice ce ne avrebbe fatte passare di cotte e di crude. E così è stato.
“𝑁𝑜𝑛 𝑚𝑖 𝑎𝑣𝑒𝑣𝑖 𝑑𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑒 𝑝𝑖𝑎𝑐𝑒𝑠𝑠𝑒 𝑚𝑜𝑟𝑑𝑒𝑟𝑒.”
In questo ultimo volume emerge in modo meraviglioso Do Seulgi, un personaggio che ho amato alla follia. Ho tifato per lui dall’inizio alla fine, senza alcun rimorso. Juju, che avevo già imparato a stimare nel secondo libro, resta coerente con se stesso, anche se qui non è al centro della scena: la sua presenza però continua a farsi sentire.
E poi c’è Minjiun. Dolce, piccolo Minjiun. Lo avevamo lasciato immaturo, impantanato in scelte sbagliate… e sì, all’inizio sembra non essere cambiato affatto (lo ammetto, ho brontolato parecchio). Ma capitolo dopo capitolo ci fa ricredere: cresce, prende posizione, tira fuori il carattere e diventa finalmente l’uomo che doveva essere. Le sue decisioni, questa volta, pesano davvero.
Virginia, invece, resta Virginia. Scapestrata, impulsiva, incapace di stare zitta o di pensare alla propria incolumità prima di agire. Ma è proprio questo il motivo per cui la amiamo: imperfetta, vera, viva.
Che altro dire, se non che Barbara Ottani è riuscita ancora una volta a fare breccia nel mio cuore. La sua scrittura è magnetica, intensa, capace di incantare e tenerti incollata alle pagine anche quando vorresti solo chiudere il libro per smettere di soffrire… ma non puoi.
Come nei volumi precedenti, all’inizio di ogni capitolo l’autrice inserisce una canzone, una scelta che ormai sento come una firma. Io, come sempre, ho letto ogni capitolo con la musica suggerita in sottofondo. E posso dirlo senza esitazioni: le emozioni si amplificano, diventano più vivide, più dolorose, più vere. In alcuni capitoli è stato così travolgente, come se parole e musica si fondessero in un’unica esperienza, rendendo impossibile restare distaccati.
“Caccia alla volpe” non è solo la conclusione di una storia: è un viaggio emotivo completo, che coinvolge cuore, mente… e persino le orecchie. E quando arrivi all’ultima pagina, ti accorgi che sì, hai pianto… ma ne è valsa assolutamente la pena.
Bellissimo. Ho seguito la storia di Minjun e Virginia dall'inizio. É una storia stupenda con un tocco di spicy che non guasta. Ho amato tutti i personaggi (beh forse non proprio tutti, perché Hyejin non é esattamente un personaggio che suscita sentimenti positivi). Mi piace molto la caratterizzazione dei personaggi e la scrittura è scorrevole e avrei voluto non finisse. Non vedo l'ora di leggere altri romanzi di quest'autrice.