Ottimo libro per chi, come me, sente il dovere di combattere, a parole, i populismi beceri, e la loro risonanza nella società moderna. Spiega come affrontare dibattiti, come non cadere nei tranelli di chi fa di semplici slogan, e di slogan principalmente non veritieri, la sua arma principale.
Non essendo un giurista, ho trovato la seconda parte un po’ noiosa. Per quanto sia vero che il linguaggio utilizzato nella giurisprudenza debba essere chiaro, conciso il necessario, e il più possibile comprensibile a tutti (altrimenti cosa ci si aspetta dalla società civile?), i messaggi sono principalmente rivolti a giuristi, legislatori, avvocati…forse avrebbero avuto più senso due libri, uno “per tutti” e uno dedicato alla critica dell’attuale linguaggio giuridico?