“Nelle pagine che seguono è contenuta […] una riflessione sul potere delle parole e dunque sulla responsabilità, spesso trascurata, che comporta usarle. Si scriva una sentenza, il testo di una legge o un romanzo.”
Gianrico Carofiglio, classe 1961, barese di origine, è scrittore, saggista, con alle spalle una carriera in magistratura (è stato Sostituto procuratore presso la direzione distrettuale antimafia di Bari); nel 2008 è stato eletto al Senato della Repubblica per il Partito Democratico.
Nel 2002 ha pubblicato Testimone inconsapevole, il suo romanzo d’esordio.
Il libro à animato da un intento condivisibile: riflettere sul potere delle parole e sulla responsabilità che comporta usarle, soprattutto nello spazio pubblico. In questa nuova edizione, in gran parte riscritta, Carofiglio dichiara di voler rispondere a quella che definisce la “nuova grammatica della manipolazione”, fatta di slogan, semplificazioni aggressive e stimoli emotivi progettati per disattivare il pensiero critico.
“Una grammatica fatta di slogan ripetuti fino all'ipnosi, di frasi costruite non per dire qualcosa ma per scatenare reazioni emotive (pro o contro non importa) e disattivare intelligenza senso critico, capacità di reagire con efficacia”.
Le premesse sono forti, e spesso anche convincenti. Il saggio insiste sulla necessità di un linguaggio chiaro e preciso - nella giurisprudenza, nella legislazione, nella pubblica amministrazione - opponendosi a quella “antilingua” che Calvino aveva già identificato come strumento di potere e di opacizzazione.
Nonostante quanto enunciato, il libro si concentra quasi esclusivamente sulle storture del linguaggio giudiziario, burocratico e normativo, lasciando uno spazio molto ridotto all’analisi dei meccanismi manipolativi della comunicazione politica contemporanea, che pure ne costituirebbero il cuore più urgente.
Si legge senza fatica e contiene osservazioni corrette, ma raramente spinge oltre ciò che il lettore già sa o intuisce.
Più che un vero manuale di autodifesa, resta una raccolta di buoni principi, ragionevoli ma poco incisivi.