Roma, V secolo avanti Cristo. La Città Eterna non è ancora un impero, ma una fragile Repubblica assediata dalla fame, dalle guerre e dall’eterna lotta tra patrizi e plebei.
Nel cuore di questa crisi si staglia la figura di Marco Furio Camillo, l’uomo che la Storia ricorderà come il “Secondo Fondatore di Roma”. La sua giovinezza, i suoi legami familiari, i primi insegnamenti politici e militari si intrecciano con una società in bilico tra la grandezza e la rovina.
L’ombra di Spurio Melio, ricchissimo cavaliere, minaccia di trasformare la disperazione del popolo in un colpo di Stato. La carestia diventa il terreno fertile per congiure, tradimenti e sogni di tirannide. Nel Senato, nelle piazze, nelle domus patrizie e nei vicoli della Suburra, ogni parola e ogni gesto possono decidere il destino della Repubblica.
Tra discorsi infuocati, complotti notturni e riti sacri che scandiscono la vita romana, la narrazione porta il lettore dentro la Curia, nei mercati affamati, nelle case dei senatori e nei granai segreti degli usurai.
Camillo, ancora giovane, osserva, impara, cresce. La sua voce non è ancora quella del comandante, ma già i segni del destino lo spingono verso l’ difendere Roma, proteggerne le istituzioni, guidarla fuori dall’abisso.
Con rigore storico e ritmo narrativo, il romanzo restituisce la Roma del IV secolo a.C. in tutta la sua grandezza drammatica e umana, tra passioni, ambizioni e la continua lotta per la sopravvivenza.
Un affresco potente e vivido che racconta non solo la nascita di un eroe, ma anche la fragilità e la forza di una civiltà che avrebbe cambiato il mondo.