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Dimmi che sei stata felice

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Aurora porta addosso le gioie e i tormenti di tutte le donne della sua famiglia, come una mappa silenziosa incisa sulla pelle. Finché, a quasi cinquant'anni, lungo il mare di Nuova Ostia incontra un varco di luce nella corazza che da sempre la tiene a distanza dal mondo. Se per Viola l'amore è una promessa di futuro, per Aurora invece è il disperato tentativo di riparare il passato. Maria Grazia Calandrone si rivolge a chi legge questo romanzo fin dal «dimmi che sei stata felice» è un'invocazione, una speranza. Una storia in cui la passione va di pari passo con il destino. Cosí come accade a chi, almeno una volta nella vita, ha amato per sempre.


Aurora nasce in un appartamento popolare a Roma Sud, mentre il Paese si prepara ad attraversare gli anni Settanta e il loro spegnersi nella strategia della tensione. Fin da ragazza accoglie il destino di una madre segnata dall'abbandono e il vuoto di un padre mai conosciuto. Del resto il passato sembra aver lavorato per lei da prima che la nonna, con la quale Aurora ha un rapporto d'amore profondo e privilegiato, era scampata per miracolo al bombardamento di San Lorenzo. E anche Aurora crede di essere viva grazie alla forza della propria madre. Tutt'intorno, nel frattempo, la città respira come un abbraccia, tradisce, intreccia destini senza mostrarli. Tanto che, per una di quelle casualità che la vita a volte ci riserva, un giorno Aurora ritrova fugacemente il padre e, poco dopo, s'innamora di un giovane poeta venuto da lontano. In cerca di pace, Aurora si trasferisce a Nuova Ostia, un luogo che sa essere anche feroce. Eppure è proprio lí che incontra la magnificenza del mare e Viola. Le due donne sono quasi coetanee, e una naturalezza istintiva le avvicina. La loro storia è totalizzante, ma dove Viola si abbandona, Aurora si ritrae. I sentimenti, però, sono una terra che si può abitare solo senza difese. Maria Grazia Calandrone attraversa ancora una volta la materia viva della memoria e della Storia, fino a una conclusione vertiginosamente lirica. Stavolta la voce levigata e diretta dell'autrice trova le parole per dire che essere fedeli a noi stessi può essere un vincolo troppo stretto. Soprattutto per le donne, che nei libri di Calandrone si trovano sempre davanti a una scelta da cui è impossibile tornare indietro.

373 pages, Kindle Edition

Published October 21, 2025

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Maria Grazia Calandrone

38 books79 followers

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5 stars
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42 (24%)
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65 (38%)
2 stars
35 (20%)
1 star
11 (6%)
Displaying 1 - 30 of 31 reviews
Profile Image for Olly90.
124 reviews78 followers
November 15, 2025
“Il mare, Aurora. Il mare, fa perdonare tutto”.

Maria Grazia Calandone è tornata, e ancora una volta ci regala una storia di un’incredibile bellezza all’interno della quale si alternano prosa e poesia, storia e memoria, amore e destino.

Tra le pagine del suo nuovo romanzo seguiamo la storia di tre generazioni di donne, Lidia, Angelica e Aurora (ed è proprio su quest’ultima che si concentrerà la seconda parte del romanzo).
Nata nel 1969 in un quartiere popolare di Roma Sud, Aurora cresce segnata dal dolore di una tragedia che macchiò la sua famiglia per sempre. Sua madre Angelica, quando ancora era solo una bambina, sopravvisse per miracolo ai bombardamenti avvenuti a San Lorenzo nel 1943 dove morirono invece i suoi due fratellini. Lidia, madre di Angelica e nonna di Aurora, dopo la perdita dei due figli (e successivamente del marito) visse una vita segnata da quel vuoto e da quell’abbandono che inevitabilmentecondizionó Angelica e successivamente Aurora.

La vita di queste tre donne procede incastrandosi perfettamente con la cronaca e con la storia italiana degli anni 70 fino ai giorni nostri quando Aurora, ormai adulta, decide di trasferirsi a Nuova Ostia dove, oltre al mare in tutta la sua magnificenza, incontrerà Viola.
Due anime opposte ma che si riflettono l’una negli occhi dell’altra.
Tra loro nasce fin da subito un legame totalizzante che è passione ma anche distacco, futuro ma anche e soprattutto passato, amore ma anche paura.
Due vite che s’incontrano, per volere del destino, già adulte, segnate dalle cicatrici e dai segni del tempo e che dovranno fare i conti con le gioie e i dolori che solo chi ha amato davvero nella vita conosce.
Due personaggi, Aurora e Viola, assolutamente indimenticabili.

“Dimmi che sei stata felice.
Dimmelo Aurora.
Dimmelo Viola”.

Un libro emozionante, delicato e impetuoso come solo il mare e l’amore sanno essere. E tra queste pagine, di mare e di amore ce né tantissimo.
Profile Image for Cristiana Denurra.
13 reviews
November 23, 2025
Premessa: sia Dove non mi hai portata che Magnifico e
tremendo stava l’amore mi sono piaciuti.
Questo no. E mi dispiace. Ma è un’accozzaglia di cose, un contenitore di fatti storici non indispensabili a contorno della storia dei personaggi, nozioni di medicina dozzinale anche queste non utili ai fini del racconto, politica, fatti di cronaca, tutto messo insieme con filoni nati e morti lì.
L’ho finito per dovere.
Profile Image for Laura.
13 reviews2 followers
November 13, 2025
Sarebbero due stelle e mezzo, e poi chissà come mai tutti i libri che finiscono per non piacermi o deludermi c’è qualcosa dentro di me, come una pulsione, un compiacimento autodistruttivo, che mi spinge a finirli alla svelta, me li rende quasi page-turners. Chissà a che capo sperduto penso di condurre la mia ricerca, e chissà poi quale ricerca, quale ricerca verso il brutto.
I difetti di questo libro sono molti e visibili, il più grossolano (e francamente ridicolo) il fatto che non si sia considerato che i medici hanno l’obbligo di unico impiego nel pubblico. Questa Aurora, insomma, di mattina fa la psicologa nella scuola dove il compagno lavora come bidello, di pomeriggio la psichiatra di turno al pronto soccorso di Ostia Nuova, e oltretutto, si scopre poi, esercita anche la libera professione, ha uno studio privato come psicoterapeuta (?). Mi correggano felicemente i giuristi se questo è possibile. E con buona pace degli antichi Egizi, che incominciarono a dividere la giornata in ventiquattro ore.
Senza contare l’abuso di professione, quando Aurora a scuola intuisce che il disturbo intestinale di un ragazzo potrebbe avere una causa ansiosa, ritrova poi il suddetto al pronto soccorso, stabilisce che non ha niente ma decide di tenerlo una notte in osservazione in gastroenterologia per aver modo di fargli un colloquio psicologico. E tutto questo, alla fine, per scoparsi la madre. Una spregiudicatezza che, se fosse volontaria (o se fosse almeno un po’ più insistita), sarebbe squisita, con un’aroma di nichilismo quasi Sitiano per la sfiducia verso qualsiasi codice etico o deontologico che sia. Ma non mi pare affatto volontaria.
In fin dei conti il problema di questo romanzo è proprio nei suoi risvolti involontari. Quando questi sfiorano il comico, allora lì mi dispiace. Mi dispiace perché è indubbio che C. sia una brava scrittrice, com’è indubbio che questo romanzo sia risultato, al di là dei suoi intenti, in una materia ingestibile sin dagli stessi personaggi, che paiono liquefarsi in un brodetto senza consistenza: non ce la facciamo a bercela.
Poi gli spiegoni sul contesto storico, sulla malavita, sull’amianto di Ostia che rovina la vita delle persone; la prosa che s’impenna in poesia alla quale siamo ormai abituati; la struttura completamente franta del romanzo per cui mi pare di aver trovato una sorta di dichiarazione di poetica alla p. 227; sono tutti elementi (tendenti al) modernisti che voglio avere la buona fede di dire consapevolmente impiegati; e però, in questo caso sfortunato, non tengono. Forse la prima ragione è ancora all’inizio: in una costruzione del personaggio che dev’essere rimasta nella penna.
Quand’è che C. fa uscire un libro di poesie?
Profile Image for Tiziano.
12 reviews
November 13, 2025
È un libro in cui la prosa si intreccia con la poesia, la cronaca e perfino con la divulgazione scientifica. Racconta l’amore e l’abbandono, la paura di essere felici, l’impeto e poi il timore di seguire le proprie pulsioni. È anche la storia di luoghi — Ostia soprattutto — belli e maledetti, dove le vite si sfiorano e si feriscono.

Con il passare delle pagine, la poesia prende il sopravvento: talvolta abbellisce la narrazione, altre volte la appesantisce.
La scrittura di Calandrone è raffinata ma distaccata; sembra voler descrivere i sentimenti e gli stati d’animo con la precisione della poesia, ma finisce talvolta per allontanare il lettore invece di coinvolgerlo.

Tre stelle, perché è un libro che affascina per intensità e ambizione, ma che ho trovato difficile da attraversare fino in fondo.
Profile Image for Rossella Spina.
77 reviews1 follower
November 16, 2025
Maria Grazia Calandrone è tornata con la sua scrittura poetica che si intreccia alla storia e al romanzo.
Delicato, intenso e quanto mai realistico.
La storia di tre donne che vivono e sopravvivono alla storia, alle fragilità e all'amore.
Il titolo è un urlo di speranza per il lettore.
Profile Image for Marina D'Agnese.
133 reviews
February 28, 2026
NI'! Questo romanzo mi ha trasmesso emozioni discordanti, mi ha appassionato con la storia di Lidia, Angelica, Aurora, Viola, mi ha cullato con la scrittura poetica e immaginifica di M.G. Calandrone, ma mi ha anche infastidito con i frettolosi deragliamenti nella Storia e con quella stessa, corposa scrittura che si fa autoreferenziale e prolissa
Profile Image for Vanessa.
190 reviews10 followers
October 31, 2025
La scrittura di Maria Grazia Calandrone è sempre meravigliosa. Così poetica e così avvolgente. Una storia tutta al femminile dove la cronaca e frangenti di storia, si incastrano perfettamente con la vita romanzata delle protagoniste.
Forte e Delicato e allo stesso tempo.
Profile Image for Rachele Riccetto.
Author 24 books42 followers
February 27, 2026
Tre donne, tre generazioni, una sola famiglia, un po' tutta l'Italia: Lidia, Angelica e Aurora.
Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando i bombardamenti spezzano Lidia e la allontanano dalla piccola Angelica, agli anni '60 e '70, alla gioventù dai grandi sogni e grandi ideali, quando la storia d'amore di Angelica e Nicola ha vita breve ma infinita, e nasce Aurora, e un volo enorme fino ai giorni nostri.
Da Roma a Ostia, su un mare di cicatrici, fino al giorno in cui Aurora, chiusa contro il mondo, incontra Viola, e tutto cambia, ma il passato pesa sempre sulle spalle.

Un romanzo amaro, ma con gli spigoli mussati, ci accompagna in un viaggio frammentato, che salta nel tempo, che si ricompone con fatti di cronaca vera e terribile.

Calandrone ha costruito, per i suoi personaggi, una finestra dalla quale affacciarsi sul mondo, così che la realtà possa entrare di prepotenza nella sua storia, ed esserne parte attiva, come accade nella vita vera.

L'amore è al centro di questo romanzo, comprensibile già dall'invocazione del titolo, dalla supplica, dalla richiesta di pace: dimmi che sei stata felice e spero che il nostro amore ti sia bastato, perché l'amore, nella sua forma più pura, vuole solo la felicità, indipendentemente dall'abito che indossa.

E di amore ce n'è tanto tra queste pagine: amore per chi non c'è più, amore come un fulmine a ciel sereno, amore per una nuova vita, amore come abitudine, amore per chi parte, amore imperituro, amore che ci cambia, amore che ci spaventa.

Amore che sogna un futuro, e amore che non riesce a sfuggire al passato.

Un ritmo quasi sempre alto, anche senza la necessità di infiniti avvenimenti, ma grazie allo stile di Calandrone, poetico sempre, alto e ricercato, anche in tutte le parti in romanesco, denso e serrato, perché la vita è densa, intensa, sia fuori che dentro.
Siamo troppo abituati a scritture piatte e modeste, quando dovremmo sempre ricercare stili alti e fastosi, sempre ricercare la poesia nella vita.

Recensione completa sul blog:
https://legolegimus.altervista.org/di...
Profile Image for Flavia Maria Todisco.
38 reviews3 followers
March 20, 2026
L’unico dono che abbiamo è la possibilità di amare in questa vita.
Quando le parole si usano così bene da sentirne il peso e la leggerezza allo stesso tempo, senti risuonare la quotidianità di vite che assomigliano alla tua e a quella di tutte le altre persone.
Sentirsi così simili a quelle dinamiche, a quell’amore, a quella vita ci rende umani e questo libro ce lo ricorda perfettamente in ogni segno di interpunzione, anche in quello che manca (volutamente).
Il mio primo libro dopo una perdita, non poteva capitarmi di meglio per addolcire una ferita tanto grande.
Grazie a questa autrice strepitosa, una scoperta incredibile.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for gaiareadingbooks.
130 reviews4 followers
February 2, 2026
Forse non bello quanto Magnifico e tremendo stava l’amore, ma io non capisco perché non si parli di più di questa scrittrice. Io sono ossessionata dalla sua penna elegante ed emotiva.
2 reviews
January 15, 2026
Ho avuto la sensazione di aver letto due libri diversi e un po' slegati. Il primo è un affresco non scontato della storia romana dalla seconda guerra mondiale agli anni di piombo, fino alle speculazioni edilizie e alla mala di Ostia. Il secondo, invece, è la trama vera e propria, che nella prima metà resta marginale per poi riemergere nella seconda con una storia d’amore raccontata con una prosa a tratti troppo poetica e barocca per i miei gusti, che resta per questo distaccata dal reale. Solo nel finale ritrovo l’emotività della Calandrone che tanto apprezzo. Nel complesso, pur avendo trovato degli spunti interessanti, nessuno dei due "libri" all'interno di questo romanzo mi ha convinta del tutto.
Profile Image for Francyy.
694 reviews73 followers
February 11, 2026
Mi è davvero difficile valutare questo libro e scrivere cosa ne penso. La Calandrone è una delle mie scrittrici preferite in assoluto, pur non amando la poesia come genere letterario né ho apprezzato la scrittura che ha dato un valore aggiunto ai due precedenti libri che reputo davvero belli (anzi da vincere lo Strega). Ho quindi comprato a svarione cosa questo, come faccio sempre quando l’autore mi piace, ma qui ho fatto fatica, perché per me c’è “troppo”: troppa poesia, troppi personaggi scollegati, troppe storie e troppa storia, troppe parentesi al punto che si ha la certezza che parentesi non siano, troppi salti temporali. Ovviamente ci sono pagine che mi hanno appassionata e catturata, come la lite fra Viola e Aurora verso la fine, scritta talmente bene che ho udito le loro voci sempre più alterate mentre leggevo. Sono contenta di averlo letto, questo a prescindere dalla fatica che ho fatto
Profile Image for Daniela Montella.
Author 2 books19 followers
January 9, 2026
3 e mezzo.
Il primo terzo del libro è spettacolare, intenso, coinvolgente, bellissimo. Il secondo è molto interessante, sposta il focus e costruisce qualcosa di diverso. L'ultima parte è quella che, secondo me, pecca di più: l'ho trovata frettolosa e troppo veloce. Personalmente avrei voluto un "respiro" in più. Non mi ha convinta.

Resta un libro scritto benissimo: Maria Grazia Calandrone ha una capacità rara di fondere prosa e poesia e farti immergere in immagini pazzesche.
Profile Image for LaCiociara.
75 reviews1 follower
May 17, 2026
«I sentimenti, però, sono una terra che si può abitare solo senza difese.»
La prosa di Maria Grazia Calandrone è inconfondibile, il suo è uno stile narrativo che sa fondere poeticità e narrativa, vita quotidiana e finzione narrativa, concretezza e liricità. Chi già ha avuto modo di avvicinarsi ai suoi lavori sa bene che ella è capace di passare da uno stile narrativo scarno, quasi giornalistico (come in “Magnifico e tremendo stava l’amore”) a uno stile più onirico e metaforico proprio di quella poesia che da sempre le appartiene (vedasi “Dove non mi hai portata”).
Un cortile popolare, Roma. È una mattinata assolata come tante, i bambini giocano a palla mentre le bambine saltano la corda cantilenando nomi di frutta. Il romanesco irrompe nella quiete, il passato bussa alla porta. È una comunità che parla e che ci ricorda di quei tempi in cui gli abiti e gli oggetti vari venivano tramandati di fratello in fratello, le madri chiamavano urlando dalle finestre, i giochi più semplici si susseguivano tra mille varietà alimentate dalla fantasia.
Ed è proprio il registro narrativo mixato con pagine dove a fondersi in perfetto equilibrio sono cronaca, poesia, amore, pubblico e privato, che rendono “Dimmi che sei stata felice” un titolo da leggere e gustare un poco alla volta.
Conosciamo così l’amore maturo tra Aurora e Viola, un sentimento complesso tra due donne che hanno tirato su le proprie difese per abitare insieme quella terra così indeterminata e inspiegabile dei sentimenti. La storia viene descritta con passione e delicatezza, è narrata senza retorica ma con sincera naturalezza, è delineata nella sua più ampia dicotomia che oscilla tra luce e scompiglio in una Ostia che fa da sfondo con simbolica forza.

«[…] C'è una crepa in ogni cosa, ed è da lì che entra la luce.»

Altro grande punto di forza di “Dimmi che sei stata felice” – e più in generale dei vari romanzi della Calandrone –, è l’attenzione e la minuzia nella ricostruzione storica. Notevole e accurato è il lavoro di ricerca che accompagna ogni scritto insieme all’altrettanto lavoro di ricostruzione temporale e sociale che va dalla Roma devastata dalla guerra ai non di meno violenti anni di Piombo, sino ai riferimenti della cultura popolare e i problemi sociali della Ostia più recente.
Fin dalle prime pagine, il lettore si trova immerso nei luoghi, nelle voci e nelle vite dei personaggi, partecipando alle loro passioni intime e alle inquietudini collettive che attraversano la storia. Questo coinvolgimento nasce nonostante — o forse proprio grazie a — la struttura frammentaria iniziale, che può disorientare ma contribuisce a creare un ritmo originale. Allo stesso modo, la varietà di stili, lungi dall’essere un ostacolo, diventa un tratto distintivo che arricchisce e rende unica l’esperienza di lettura.
Il risultato è quello di un libro che scuote le emozioni, che sa far leva su sensazioni diverse, che commuove e regala sorrisi spontanei. “Dimmi che sei stata felice” si inserisce con coerenza nel percorso narrativo dell’autrice, chiudendo – o proseguendo – idealmente un cerchio. Dopo aver indagato il legame madre-figlia, le radici personali e storie segnate da violenza, libertà e ricerca di giustizia, torna qui a raccontare la famiglia e l’amore. Lo fa però con una consapevolezza nuova, più profonda: quella di uno sguardo maturo, capace di restituire sfumature e complessità senza rinunciare all’emozione.
Un testo che conferma con forza la voce dell’autrice nel panorama letterario italiano, una voce capace di coinvolgere, emozionare e lasciare il segno, senza deludere le aspettative.
Profile Image for Simona~ pagine_e_inchiostro.
713 reviews14 followers
May 7, 2026
Dimmi che sei stata felice è una storia multigenerazionale che parte da lontano: prima seguiamo la nonna di Aurora, sopravvissuta al bombardamento di San Lorenzo, poi sua madre, segnata dall’abbandono e da una vita ostica, infine Aurora stessa, che porta dentro di sé le ferite delle donne che l’hanno preceduta.
La sua vicenda attraversa Roma negli anni ’70, fino al trasferimento a Nuova Ostia, in cui il mare diventa libertà e possibilità. Lì, Aurora incontra Viola, una donna destinata a incrinare le sue difese in favore di un amore intenso, complesso, forse impossibile.

La Calandrone costruisce un romanzo in cui amore, destino e memoria si intrecciano continuamente. Ho apprezzato molto le digressioni storiche, che non restano mai semplice contesto, ma diventano parte viva della vicenda, quasi una storia parallela che si fonde con quella dei personaggi.

Lo stile dell’autrice è, come sempre, riconoscibilissimo: un mix tra poesia e prosa, attraversato da riflessioni sulla vita. Tuttavia, rispetto a Magnifico e tremendo stava l’amore, che ho preferito di gran lunga, questo romanzo mi ha convinto meno. Ho faticato con l’uso frequente del dialetto romano nei dialoghi e, a tratti, ho trovato la scrittura un po’ dispersiva e compiaciuta della sua componente lirica. La struttura ne ha risentito, risultando a tratti frammentaria.

Resta comunque una lettura intensa, tra protagoniste femminili difficili da dimenticare e una voce autoriale forte, capace di raccontare l’amore come ferita, destino e possibilità di salvezza. Un’opera dall’equilibrio instabile: luminosa in alcune intuizioni, ma non sempre coesa nel suo insieme. Non è la Calandrone che ho amato di più, ma conserva una forza innegabile.
Profile Image for Berta.
47 reviews1 follower
November 20, 2025
no es para nada ni mi estilo ni mi tipo de libro. en una extensión tan limitada trata de narrar el desarrollo y crecimiento de 3-4 personajes que se pueden considerar principales, y a la vez aborda múltiples problemas estructurales y hechos históricos y políticos, lo que al final deja con la sensación de que no consigue ni una cosa ni otra (ya se sabe el dicho: quien mucho abarca poco aprieta). por tanto, el resultado es una mezcla sin mucho sentido ni lógica, ni conexión en ocasiones, de acontecimientos reales con la evolución intercalada (y en mi opinión, torpe y forzada) de la historia de las protagonistas. a ello se suma que en algunos capítulos trata de introducir lo que yo creo que la autora pretende sea poesía, pero con un estilo y técnica que se podría definir entre casi infantil y de influencer medio.
por tanto, le daría un 2,5, porque a pesar de todo lo negativo en cierto modo engancha y es una buena manera de conocer determinados eventos de la historia italiana y romana en particular que tuvieron y han tenido un impacto notable en la población obrera. a ello se suma también la humanidad de las personajes, que te permite empatizar y reconocer sus experiencias como algo cotidiano y cercano. en resumen, es para leer en un momento que estés buscando algo que no exija demasiado y quieras simplemente pasar el rato sin mucha complicación.
Profile Image for Annalisa Maiti.
152 reviews1 follower
March 11, 2026
Quattro stelle perché comincia benissimo. Il bombardamento sul quartiere di San Lorenzo e la storia miracolosa di una piccola sopravvissuta, Angelica. Angelica che si innamora, la mamma traumatizzata. Questa piccola storia nella storia é da salvare. E c'è un dialogo struggente e una serie di scene piene di luce.
Poi il romanzo si perde in una lingua troppo letteraria. La poesia di Calandrone, cosí fertile in altri libri, qui diventa uno svantaggio che crea distanza narrativa e rende le scene rarefatte, difficili da seguire. L'amore tra le due donne - al centro del romanzo - é un po' fuori fuoco, le discussioni tra di loro poco credibili.
"Dimmi che sei stata felice" é un romanzo, a mio avviso, dispersivo, con momenti altissimi e un capitolo finale sconcertante di cui non ho proprio capito la funzione.
Detto questo, ascoltare la voce vera di Maria Grazia che legge l'audiolibro mi ha dato kili di pura gioia.
14 reviews
December 17, 2025
«Manca il tuo sguardo al mondo, il tuo modo di non vedere nulla, il tuo vedere sempre il mondo dietro il mondo, quel sogno dei vent'anni che ora mi pesa dentro come un feto».

«Adessi io questo mondo, questo mondo di adesso, mica lo capisco. C'è violenza, c'è rabbia, la gente non è più amica, ha paura [...]. Adesso la gente vuole solo silenzio, Aurora mia. Ma che ce fa, co' tutto 'sto silenzio...».

«Dev'esse colpa mia che sei così, so' io che nun t'ho fatto capì che pòi esse amata».

«Come fai a sentire così? Come fai a sentire così le cose? A sentirti così?».

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14 reviews
February 7, 2026
Allora. Inizio molto bello: la storia di una famiglia, in particolare delle diverse figure femminili che si succedono con il passare delle generazioni.
Poi confesso che per me prende una piega strana: denuncia della situazione delle case popolari nella Roma degli anni 60/70, dell'inquinamento sonoro ed atmosferico. Tutto molto importante ma nel contesto ho fatto fatica a tenerlo insieme alla storia.
Sul finale migliora molto: si vede la metamorfosi di una storia d'amore, di caratteri diversi e di menti diverse.
Profile Image for Madeda.
25 reviews
January 7, 2026
Rispetto a "Magnifico e tremendo stava l'amore" ho trovato questa lettura abbastanza contorta e scialba nello stesso tempo. Trovo apprezzabili i contenuti di inchiesta inseriti all'interno della narrazione ma troppo lunga e nemmeno così funzionale alla storia la relazione tra Aurora e Viola. Non ho colto il significato del capitolo finale dedicato alle rime sulle pecorelle di KalaMaria. Non ho dubbi ci fosse un significato metaforico ma non l'ho colto.
8 reviews
March 31, 2026
Primo libro che leggo di MGC. La prima parte, in cui conosciamo 3 generazioni di donne scorre veloce, forse anche con un po’ troppa fretta. Arriviamo alle
vicende di Aurora e da qui in poi ho perso il filo. Nella seconda metà c’è un’accozzaglia di cose tra poesia, cronaca, vicende di mafia, una storia d’amore convoluta, capitoli confusi e una serie di versi in rima per concludere il tutto. Non mi sono affezionata a nessuno dei personaggi e ho dovuto fare uno sforzo per finirlo
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Sara Lullia Budroni.
38 reviews1 follower
November 16, 2025
"[...] pe' sentimme reale, me manca lo sguardo suo. Lo sguardo di chi ama."

"Spero che il nostro amore ti sia bastato
per tutta la vita, che tu davvero
non sia stata mai sola, mai più. Viola sta nella pupilla di Aurora come prima che tutto iniziasse. Un sorriso di donna nell'ambra.
Dimmi che sei stata felice. Dimmelo, Aurora. Dimmelo, Viola.
Io ti ho amata ogni giorno per sempre"
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Roberta.
229 reviews15 followers
February 7, 2026
Nei libri di Maria Grazia Calandrone c’è sempre qualcosa che mi tocca nel profondo, forse sono le storie così vere di umanità variopinta che l’autrice mescola con incredibile sapienza a fatti storici raccontati con un piglio asciutto ed efficiente. Comunque sono libri che mi lasciano sempre la sensazione di qualcosa di caldo nel petto…
Profile Image for giulia.
182 reviews
December 23, 2025
Sei così invalidata da te stessa da invalidare ognuno che ti ama.

p. 295
Profile Image for Giulia Sicuro.
380 reviews12 followers
April 3, 2026
prima metà letta in un pomeriggio, poi piu che concentrarsi sulla storia, è tutto un arizogogolo di stile , in alcuni punti anche eccessivo secondo me. quindi non mi è piu piaciuto. peccato
Displaying 1 - 30 of 31 reviews