Devo confessare che, prima di leggere la biografia, mi sono chiesta se l'avesse davvero scritta Roberta o si fosse affidata a un ghostwriter. Una volta letto, direi che è tutta farina del suo sacco con qualche (legittima) aggiustatura di un editor.
Lettura semplice e diretta, non indulge in dettagli tecnici o superflui ma racconta una storia in toni familiari, che spingono a sfogliare le pagine fino ad arrivare al presente. Non da Pulitzer di sicuro, ma un ottimo intrattenimento per curiosare nella vita di Roberta che ha deciso di aprire qualche timido spiraglio della propria storia senza mai autoincensarsi o sbrodolarsi nei propri successi, ma anzi mantenendo grande lucidità, coerenza e realismo - e senza mai giudicarsi né nel bene né nel male, cosa che ho molto apprezzato.
Questa biografia, malgrado non fosse affatto il suo scopo né la sua direzione principale, è una vera celebrazione del femminismo nella sua accezione migliore, ben distante dalla fuffa di vacua propaganda e tentativi fallimentari che infestano librerie, televisioni e social.
La storia di Roberta parla di una donna che non perde tempo a seguire slogan, autocelebrarsi solo per il fatto di essere donna e cercare consensi, ma agisce e fa in modo di raggiungere i propri obiettivi con dedizione e temperanza, senza trovarsi scuse né chiedere permessi.
Un esempio migliore da seguire rispetto a molti altri.