Valeria Messalina fu una delle donne più temerarie e discusse dell'Antica Roma. Ricordata dagli antichi per la sua lussuria sfrenata, era astuta, intelligente e di grande carisma. Moglie dell'imperatore Claudio, sposato a soli quindici anni, visse nei palazzi di potere dell'impero, condizionando la politica del tempo. La sua fama di meretrix augusta, formula coniata da Giovenale, nasconde volontariamente il vero cuore tragico della sua seppe esercitare influenza e potere in un mondo che non concedeva spazio alle donne, e pagò l'ambizione dimostrata con la damnatio memoriae - per ordine del senato, quindi, furono distrutte le statue erette in suo onore e fu cancellato il suo nome. Nel romanzo è Lavinia, ancella prediletta, a illuminare la sua vita. Resa muta da un trauma infantile, Lavinia è custode silenziosa di segreti e dissolutezze, e accompagna Messalina dall'infanzia fino all'età adulta. Ormai anziana, Lavinia si rifugia a Stabiae, l'odierna Castellammare di Stabia, dove davanti al meraviglioso golfo di Napoli si abbandona ai ricordi, ricostruendo il ritratto intimo e struggente di una delle figure più affascinanti e controverse dell'epoca romana. Daniela Musini restituisce al lettore un vivido affresco della Roma imperiale del I secolo d.C., caput mundi di un impero smisurato e teatro di intrighi, fasti e congiure. Messalina, romanzo di grande presa narrativa e ricco di dettagli storici e descrizioni, racconta una figura grandiosa, opulenta, capace di districarsi tra complotti e sfrenatezze di corte, e testimonia la sua resistenza al tentativo, secolare, di ridurla all'oblio.
Ho letto questo titolo grazie al GDL dedicato alle autrici italiane di cui faccio parte. Non avevo mai letto nulla di questa autrice, né altri titoli ambientati in questo periodo storico, ma uno dei propositi di questo 2026 era di provare ad uscire dalla mia comfort zone ed esplorare nuovi generi e sono felice di averlo fatto. Ma cosa ne penso del libro?
Messalina di Daniela Musini è un libro che mi è piaciuto molto più di quanto mi aspettassi (credevo avrebbe potuto annoiarmi, invece non è andata così) e mi ha fatto imparare molte cose sul periodo in cui è ambientato, l’Antica Roma e sulle persone che hanno vissuto in quell’epoca.
È scritto molto bene, ho trovato la storia scorrevole e interessante, ma molte delle informazioni storiche sono state inserite tramite le conversazioni tra i personaggi e questo che le ha fatte suonare un po’ strane, facendo apparire le conversazioni un po’ forzate e poco realistiche, dal momento che i personaggi che raccontavano queste cose già le sapevano e se le stavano ripetendo a vicenda introducendole così a noi lettori. Pensavo di essere soltanto io ad aver questo problema, invece a quanto pare è una cosa che abbiamo notato in più persone durante la lettura con il GDL. Rimane però l’unico “difetto”, che non mi ha fatto apprezzare meno ciò che la storia narra.
I personaggi sono stati ben caratterizzati, dagli imperatori, alla protagonista, alla narratrice stessa. Messalina si dimostra una giovane donna ambiziosa e vendicativa, che è arrivata a compiere diverse azioni discutibili per assicurarsi il potere, punire chi le ha fatto qualche torto o per soddisfare i propri desideri personali. Lavinia, la sua fidata ancella, muta a causa di un trauma e dal cui punto di vista è narrata la storia, è invece una donna pacata, che ama fortemente Messalina e desidera il meglio per lei. Vediamo come durante la storia si preoccupi moltissimo per la sua domina, sperando che torni a comportarsi in un modo meno pericoloso e autodistruttivo e come nel “futuro”, ormai anziana, ancora pensi a lei con affetto, ricordandola mentre ci racconta la sua storia.
Infine, avendo accompagnato la lettura anche con l’audiolibro, ci tengo a dire che la voce narrante è stata perfetta, piacevolissima da ascoltare, e mi ha aiutata molto in questo periodo un po’ di blocco. È stato bello anche, nei capitoli finali, avere la partecipazione dell’autrice stessa, l’ho trovata un’aggiunta davvero carina. Proverò sicuramente a leggere altri suoi libri in futuro. ✨
Valeria Messalina una donna diventata leggenda nella storia di Roma, nonostante la sua breve vita. Donna acuta, intelligente, affascinante; moglie dell'Imperatore Claudio, ricordata anche per la sua lussuria. Una donna che non passava inosservata. Un romanzo storico ammaliante, proprio come Messalina; Daniela Musini delinea una figura storica,a tratti in versione romanzata, con eleganza e pathos. Affiancando un' ancella che illumina e racconta la sua vita con devozione dall'infanzia. Un'antica Roma fatta di intrighi e potere, dove la donna non gode di considerazione,ma forse Messalina rappresenta l'eccezione, evidenziando il suo carattere ambizioso, proprio come la madre con la quale ha sempre avuto un rapporto conflittuale. La donna più bella e invidiata dell'Urbe. Costretta in un matrimonio non voluto, ma accettato con tranquillità guardando le opportunità di diventare la matrona più in vista dell'Urbe. Messalina Imperatrice consorte a soli 16 anni, ma la tragedia sarà sempre in agguato nella sua vit. Messalina,ormai ha dato un erede al suo consorte, ora può dedicarsi ai suoi piaceri e davanti agli occhi delusi e piangenti della sua fidata ancella diventa l'oggetto del desiderio in un infimo postribolo, fino a quando la vendetta si fa voce. E da lì una vita in declino fino ad arrivare alla "damnatio memoriae"e un furore di scalpelli cancellò il suo volto, mutilò sculture... Un romanzo memorabile, un affresco frizzante a tratti poetico di una Roma Imperiale del I secolo d.C., scenario di intrighi, congiure e lussuria ⭐⭐⭐⭐⭐
1.5 Una grande delusione. Nel cercare di essere il più fedele possibile alla storia di Messalina, l'autrice ha prodotto un romanzo sterile in cui le vicende "accadono" e basta: un approccio perfetto per un saggio ma non per un romanzo. Questo va a cozzare con il personaggio fittizio di Lavinia, dove l'autrice avrebbe potuto prendersi più libertà narrativa quando invece anche per Lavinia l'amore per Messalina accade e basta da un giorno all'altro senza spiegazioni e senza nulla che lo facesse presagire. Inoltre, il metodo narrativo dei dialoghi tra personaggi fittizi in stile coro del teatro greco per portare contesto storico su Roma mi è sembrato molto artificioso e più adatto a un'opera teatrale che a un romanzo.