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Mladší sestra #1

Mladší sestra I.

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Pan Watson je ovdovělý vikář s početným potomstvem - dvěma syny a čtyřmi dcerami. Nejmladší z nich, Emma, byla vychována v rodině své bohaté tety, a je tudíž vzdělanější a jemnější než její sestry Elisabeth, Margaret a Penelope. Když však ovdoví i zmíněná teta a uzavře nerovný sňatek z lásky, je Emma nucena vrátit se do otcovského domu. Setkává se tam nejen s hypochondrickým a milujícím otcem, ale i s bezuzdným hledáním manžela, jímž své okolí obtěžují Margaret a Penelope. Tíhne tedy k nejstarší sestře Elisabeth, nepříliš inteligentní, avšak upřímné a oddané zbytku rodiny...
V sousedství Watsonových žije šlechtická rodina Osbornových. Emma si získá nevítanou pozornost mladého lorda Osborna, zatímco Margaret doslova pronásleduje jeho bezohledného nohsleda Toma Musgravea. Ten se ovšem předvádí spíše před její švagrovou, urozenou a snobskou Jane, která přijela k Watsonovým na návštěvu, doprovázena manželem, hrubým Emminým bratrem Robertem. Blízké okolí však není prosto ani jiných mužů, a tak můžeme sledovat austenovské zahájení velké hry, při níž autorka i její následovnice pohybují figurkami na šachovnici děje s ironií i humorem.

190 pages, Hardcover

First published December 28, 2009

33 people want to read

About the author

Catherine Anne Austen Hubback

38 books4 followers
Catherine Anne Hubback (7 July 1818 – 25 February 1877) was an English novelist, and the eighth child and fourth daughter of Sir Francis Austen (1774-1865), and niece of Jane Austen.

She began writing fiction to support herself and her three sons after her husband John Hubback was institutionalized with a breakdown. She had copies of some of her aunt's unfinished works and, in 1850, remembering Austen's proposed plot, she wrote The Younger Sister, a completion of Jane Austen's The Watsons. In the next thirteen years, she completed nine more novels.

She emigrated to California, USA in 1870. In the autumn of 1876 she removed to Gainesville, Prince William Co, VA, where she died in 1877.

Source: Wikipedia

Catherine Anne Austen Hubback is the mother of author John Henry Hubback and the grandmother of Edith C. Hubback.

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Displaying 1 - 18 of 18 reviews
Profile Image for Alisha.
1,236 reviews141 followers
March 23, 2017
Jane Austen's niece Catherine (who was born one year too late to meet her) took the fragment The Watsons and reinvented it here. The first few chapters are paraphrases of Austen's original writing, and unfortunately they lose something in sharpness and wit. The same could be said of most of the book... it became just an ordinary, rather forgettable story instead of a clever satire. Even so, the characters and plot were interesting enough that I would have given it four stars had it been shorter. There was a wandering in the middle, to another setting and set of characters and problems, which just bogged things down.
Also, the resolution felt a bit too glossed over. I felt like if I managed to get through the hundreds of pages that came before, I should get a little bit more bang for my buck with the ending. And a caddish character drowns right at the end in a way that really only happens in Victorian novels... it's a bit heavy-handed.

The plot is about Emma Watson, a young lady who's just returning home to her family after mostly being raised by her uncle. She finds family members, some personable and some irritating, and she gets to know area families, including the noble Osbornes and the single clergyman Mr. Howard. Some people fall in love with her, so forth and so on, bad things happen, then good things happen.

Unfortunately this novel just doesn't sparkle.
Profile Image for Katy Booklover.
748 reviews4 followers
February 23, 2021
La sorella minore di Catherine Hubback è l’ipotetica conclusione del romanzo I Watson iniziato e mai concluso da Jane Austen. Sebbene la Hubback non abbia mai letto la bozza originale scritta dalla zia, ha cercato di portarla a termine ugualmente.

Durante la lettura seguiamo passo, dopo passo, il riavvicinarsi di Emma alla sua famiglia.
Il personaggio di Emma mi è piaciuto molto perché l’ho trovato originale e ben caratterizzato. Essendo cresciuta con gli zii ha intrapreso un percorso formativo diverso rispetto ai suoi fratelli e sorelle. È dotata di una certa eleganza nei modi di fare che spicca in una realtà come quella di un piccolo villaggio.
Il suo atteggiamento può sembrare un po’ costante, tuttavia credo che sia dettato più che mai dalla volontà di non essere avventata. Sicuramente non ha problemi a dire quello che pensa, anche se lo fa con una certa grazia e compostezza. Ciò che emerge chiaramente è il suo buon cuore e la generosità che dimostra nei confronti del prossimo e della sua famiglia.
Un altro personaggio interessante è Mr. Edward Howard, è un giovane sacerdote molto gentile e educato. Come Emma ha un carattere deciso e un cuore d’oro, sempre pronto ad aiutare il prossimo. Tra lui ed Emma si crea un bel rapporto fatto di autenticità e scambio di opinioni interessanti. Sono molto curiosa di leggere il seguito proprio per capire se l’amicizia tra Emma e Edward diventerà qualcosa di diverso.

Un aspetto del romanzo che mi è piaciuto molto, è stato vedere il cambiamento nella vita di Emma e il suo cercare di adattarsi a una famiglia che, di fatto, non ha mai conosciuto. Si respira una certa aria di familiarità tra le pagine del romanzo. Essendo, questo, solo il primo volume, penso che non tutto su Emma e sugli altri Watson sia già stato rivelato e sono molto curiosa di sapere come evolveranno certe situazioni e certe relazioni. I personaggi che compaiono sono tanti, alcuni più importanti e altri che, al momento restano sullo sfondo. L’autrice è stata molto attenta a descrivere il rapporto che Emma sviluppa non solo con Mr Howard ma anche con Elizabeth e il padre.
Considerando che il romanzo è stato scritto nell’Ottocento lo stile di scrittura di Catherine Hubback è tipico della sua epoca, penso che sia stato fatto un enorme lavoro di traduzione e adattamento alla lingua italiana. Questo è un aspetto che mi preme sottolineare perché credo che sia importante che la traduzione di un libro appartenente a un’epoca lontana dalla nostra mantenga la propria autenticità. Maria Elena Salvatore ha fatto un lavoro egregio, secondo il mio punto di vista. Non sapremo mai cosa avesse in mente Jane Austen quando iniziò a scrivere I Watson, tuttavia sono convinta che Catherine Hubback abbia cercato di restare fedele allo stile della Austen, ma mettendo anche una grande fetta della propria personalità. Ovviamente non posso averne la certezza ma è l’idea che mi sono fatta leggendo il libro.
Ho trovato interessanti le descrizioni sugli usi e costumi dell’epoca. Il romanzo è ambientato in piena era Georgiana e, nello specifico, nel periodo della reggenza. Catherine Hubback è cresciuta nell’epoca vittoriana e sappiamo quanto diverse siano state queste due epoche. Per questo motivo sono convita che in Emma ci sia molto dell’autrice. Per esempio per quanto riguarda le idee sul matrimonio. Emma dichiara apertamente che, se mai si dovesse sposare, lo farà per amore e non per “dovere” o per soldi.
Vi consiglio di leggere La sorella minore se, come me, anche voi sentite la mancanza dei personaggi austeniani. Non vedo l’ora di sapere come si evolverà la storia di Emma e della sua famiglia.

Recensione completa: https://virtualkaty.blogspot.com/2021...
Profile Image for Dana Loo.
767 reviews6 followers
June 25, 2021
Lungi da me fare paragoni con la ben più famosa zia, anche perché il manoscritto della Hubback nipote di Jane Austen e donna vittoriana, che ha voluto riprendere per poi portare a termine il famoso incompiuto I Watson, pare sia stato notevolmente manipolato per migliorarne la forma, anche se il plot in linea di massima non dovrebbe aver subito cambiamenti. Lettura tutto sommato piacevole, ma è solo il primo volume di tre che completano la storia, con una protagonista con bel caratterino...
Profile Image for Giulia ~ Thin.eyre.
30 reviews1 follower
May 8, 2021
Emma Watson è una giovane donna amabile, raffinata e di bell’aspetto. Viene cresciuta dalla famiglia dello zio in condizioni agiate, ma alla morte di questi viene mandata alla casa natale, dove condurrà una vita più modesta e si ritroverà a convivere con familiari molto diversi da lei. La sua buona indole e lo spirito di adattamento l’aiutano ad abituarsi facilmente a questa nuova vita, inoltre, nel padre e nella sorella maggiore troverà delle care compagnie.
Nonostante la riservatezza, la bellezza di Emma e i suoi modi gentili non passano inosservati e suscitano, al contrario, l’ammirazione di persone diverse per estrazione sociale e indole. Ciò causerà anche qualche invidia.

Se la trama vi è sembrata familiare, avete ragione a pensarlo, perché questo libro altro non è che la rivisitazione dell’opera incompiuta I Watson, di Jane Austen!
A terminare quello che sarebbe stato un altro grande classico di zia Jane, è nientemeno che la nipote stessa: Catherine Hubback. La Hubback riprende i primi cinque capitoli della zia e li porta avanti con il suo stile scorrevole e vivace, seguendo la direzione generale che l’opera avrebbe preso, almeno stando a ciò che l’autrice avrebbe appreso da Cassandra, sorella e confidente di Jane Austen.

Andrò dritta al punto, senza troppi giri di parole: questo libro l’ho adorato. È semplicemente delizioso, perfetto per chi non ne avrà mai abbastanza delle storie austeniane, per chi si imbarazza a rivelare quante volte ha riguardato tutti gli adattamenti o letto tutti i libri. È vero che lo stile è molto diverso da quello di Jane Austen, ma mi sembra abbastanza ovvio trattandosi di due persone non solo diverse, ma anche appartenenti a due società molto distinte fra loro. Catherine Hubback vive nell’800 e la sua eroina, nonostante le ovvie affinità con quelle della Austen, ha idee molto moderne.
Emma è un personaggio davvero interessante: è molto equilibrata, buona, ma dal carattere forte. Viene definita orgogliosa, ma a mio parere si tratta soprattutto di un forte rispetto per sé stessa, per questo motivo mi piace tantissimo. Non si vergogna delle sue condizioni umili e non si stupisce della ricchezza, conosce il suo posto nella società e lo rispetta, ma non è sottomessa. Insomma, un’eroina molto interessante che si rivela al lettore piano piano e che sicuramente riserverà tante sorprese. Non dico di più sulla trama o sugli altri personaggi perché se siete familiari con questo tipo di storie, capirete che gli avvenimenti in sé sono pochi, tutto sta nei dialoghi, nei giochi di sguardi, nelle parole non dette e nelle emozioni che tutto ciò comporta. Balli, visite in carrozza, pranzi… c’è tutto questo e molto di più.

Questo volume rappresenta la prima di tre parti, infatti la casa editrice ha scelto di rispettare la pubblicazione originale in tre volumi. Questa parte ha fatto battere il mio cuore da janeite e mi ha reso oltremodo curiosa per il seguito.

Consiglio vivamente questo libro, anche se raccomando di allontanare la tentazione di fare paragoni. È un’opera perfettamente godibile e ben scritta, da gustare per quello che è, non per quello che poteva essere nelle mani dell’inimitabile zia Jane.
Profile Image for Tania.
407 reviews19 followers
December 30, 2021
Quando si lascia un opera incompiuta, si ha la spiacevole sensazione di smarrimento. Possiamo elaborare mille ipotesi, creare fan fiction per soddisfare il nostro amore per il romanzo in questione. Ma nel caso dei Watson, che la cara zia Jane ha lasciato in sospeso, ci sono stati degli autori che hanno tentato di dargli una giusta conclusione, tra cui sua nipote, Catherine Hubback. Jane Austen ha lasciato il romanzo originale a soli pochi capitoli ma ha fatto sapere alla sua confidente, sua sorella Cassandra, come sarebbe andata la storia. Il testo originale non è mai arrivato nelle mani della Hubback ma dai racconti della zia Cassandra è riuscita a elaborare una trilogia sui Watson. Tutto ciò mi ha molto incuriosito e ho subito voluto leggere questo primo romanzo. Diciamo che non è come me lo aspettavo ma, nonostante i suoi difetti, è stato affascinante vedere un romanzo ambientato in periodo georgiano scritto da una donna del periodo vittoriano. Ne sono cambiate di cose in Inghilterra in quell'arco di tempo, poco ma sicuro.

Il reverendo Watson è un vedovo che vive a Winston ed è padre di sei figli, due maschi e quattro femmine. Alla morte di sua moglie, si trova in difficoltà a crescere la prole ma in suo aiuto giunge un facoltoso parente che decide di adottare la più piccola delle figlie, Emma. Quest'ultima viene cresciuta amorevolmente dai suoi zii, senza mai mancarle nulla, ma la morte dello zio e l'abbandono da parte della zia, la riporta alla vecchia vita di campagna al fianco di un padre malato e di una sorella gentile e premurosa. Un giorno, ha l'opportunità di partecipare a un ballo e lì fa la conoscenza dell'impudente quanto affascinante Tom Musgrave, della nobile famiglia Osborne, del cordiale Mr Howard, della sorella vedova di quest'ultimo e di codesta figlio. La bellezza e la grazia di Emma attireranno l'attenzione di pretendenti tra cui Lord Osborne che cerca di conquistarla con ogni mezzo possibile. Peccato che la ragazza non sia interessata a lui e, per quanto ricco, non voglia assolutamente sposarsi senza amore.

In Emma Watson ho visto la risolutezza di Elizabeth Bennet. Lei è una donna dai modi raffinati che si ritrova ad ambientarsi in un ambiente a lei estraneo. È diversa dalla sua famiglia, è stata cresciuta negli agi, e questo le causa problemi nel suo ritorno alle origini. I pretendenti per il suo cuore non le mancherebbero ma solo uno sembra piacerle sia nei modi che nell'aspetto e spero di leggere di più su di lui in seguito.

Lo stile antico della Hubback non è male ma a tratti ho trovato la storia noiosa. L'autrice interpreta a modo suo la trama creata da sua zia e ne entra a far parte come una specie di voce narrante. Qualche volta si rivolge al lettore spiegando alcuni aspetti dell'epoca in cui vivevano i Watson che differiscono con quella in cui viveva lei. Questo primo volume non mi è dispiaciuto però lo reputo piuttosto 'fiacco', senza niente di veramente interessante, ma spero che nei prossimi volumi ci sia più sostanza.

Profile Image for Lyanne Quay.
340 reviews
September 24, 2024
Come nasce un’intesa profonda

Dalla vostra Lyanne Quay di Un Conte per Tiranno!

Eccoci qua, grazie a Daniela Colaiacomo ho scoperto un'autrice e una casa editrice molto interessanti. L'autrice è la nipote di Jane Austen e nel 1850 riprende un romanzo incompiuto della zia, dalla Austine solo abbozzato cinquant’anni prima con cura particolare per l’impostazione dei personaggi. La Hubback lo porta a compimento in tre volumi pubblicati a puntate come si usava un tempo.
La casa editrice italiana ha, lo dice espressamente, voluto riproporre quell'approccio al romanzo, pertanto ad oggi sono usciti solamente i primi due volumi e per il terzo non si sa. Stiamo parlando della Vintage editore, un gruppo di traduttrici professioniste più o meno pugliesi che fanno uno splendido lavoro: selezionano testi davvero valevoli e li traducono meravigliosamente. Per le cover hanno fatto una scelta stilistica che non mi piace, pur essendo io una che sperimenta, ma non fatevene condizionare perché si dedicano a settori della narrativa per noi molto interessanti.
Moltissimi romanzi Vintage sono romance, e molti sono ad ambientazione britannica e storica, regency e vittoriani. Bene e veniamo a questo La Sorella Minore, un’eroina al cui sguardo lucidissimo e spietato si rivela la grossolanità delle persone quando non sono conciliate con se stesse, con il proprio posto nella società e con i propri veri sentimenti.
A osservare tali miserie umane è Emma, allontanata dalla famiglia alla nascita, a causa della morte della madre, e cresciuta in seno a quella senza figli di un parente baronetto, perciò educata come una signora. Quando il baronetto muore e la moglie coglie il destro per coniugarsi con un giovane, Emma resta senza nulla e rientra nella famiglia d'origine. Qui, studia le sorelle e i fratelli sconosciuti, il loro entourage, i vicini aristocratici.
La quieta accettazione della propria condizione e il contatto con le proprie vere emozioni danno a Emma la mano vincente nel trovare riscontro proprio là dove la propria famiglia poco discreta ha fallito. Certo Emma è anche bella, bruna com'è, ma è sopratutto gentile e ciò le conferisce una distinzione e un allure cui gli uni cadono vittime e gli altri si ribellano astiosi. Paziente e determinata, più sagace che buona in realtà, è facile parteggiare per Emma e godere di come i suoi spasimanti attraverso giri di parole tortuosi facciano trapelare la propria devozione e di come lei sia abile nel corrispondere o ritrarsi senza scoprirsi. La sottigliezza delle relazioni e dei dialoghi rendono questo romanzo a puntate un vero gioiello. So per certo che Amalia Frontali, Rebecca Quasi e Amanda Blake lo apprezzerebbero molto.
Profile Image for Martina Sartor.
1,233 reviews41 followers
June 27, 2025
Per capire questo libro, bisogna partire da Jane Austen: la Austen iniziò a scrivere "I Watson" nel 1803, ma dopo la malattia del padre, abbandonò la scrittura del libro che rimase incompiuto. Quest’opera incompiuta venne comunque pubblicata, dopo la morte di Jane, dal nipote James Edward Austen-Leigh nel 1871. Nel frattempo un’altra nipote, che non aveva avuto accesso al manoscritto originale, ma che ne aveva più volte ascoltato la lettura da parte di Cassandra, sorella di Jane, pubblicò nel 1850 "The Younger Sister". La nipote era appunto Catherine Hubback e questo è il primo dei 3 volumi che dovrebbero comporre la serie, così come venne concepita dalla Hubback. In questo primo volume l’autrice riprende la storia raccontata dalla zia nell’opera incompiuta e la porta avanti secondo alcune idee di cui Jane aveva parlato con la sorella Cassandra. La storia si svolge in epoca Regency: la giovane Emma Watson, la più giovane di 4 sorelle e 2 fratelli, torna a casa dopo la morte di un amato zio che l’aveva allevata e abituata a un tenore di vita ben diverso da quello di casa. Assistiamo quindi al reinserimento di Emma in un ambiente a cui non era abituata, dove il padre si è lasciato andare dopo la morte della moglie e dove l’unico scopo delle sorelle è trovare un marito possibilmente ricco per sfuggire alla povertà latente, cercando quindi di inserirsi comunque nella high society del luogo. Un tipico romanzo alla Jane Austen quindi, dove la descrizione di ambienti, modi e usi di società (vedi l’intrattenimento con giochi di carte nelle serate mondane) si fondono bene con la descrizione arguta dei personaggi. La nipote Catherine riprende abilmente i temi cari alla zia Jane, dando un tocco più fresco e moderno allo stile, poiché scrive una quarantina d’anni dopo, quando siamo già in epoca vittoriana. L’eroina Emma, che inizialmente sembra sussiegosa ed altezzosa, essendo stata cresciuta in un ambiente più elevato socialmente rispetto alle sorelle, si rivela invece il personaggio più positivo e con più carattere:
“Preferirei fare qualsiasi cosa piuttosto che sposarmi per denaro” osservò Emma. “È così sconvolgente. Preferirei essere insegnante in un collegio.”
Anche Emma si trova ben presto a dover fare i conti con l’amore e con gli ostacoli che si frappongono fra lei e i suoi desideri. Ma di questo si parlerà soprattutto nel volume seguente.
Profile Image for Diletta Nicastro.
300 reviews1 follower
May 23, 2024
'La sorella minore' è il primo libro dell'omonima trilogia scritta da Catherine Hubback per portare a termine l’incompiuto più celebre di Jane Austen: 'I Watson'. La particolarità di questi romanzi è che a scriverli è stata la Hubback, che altri non è che la nipote di Sir Francis Austen, fratello maggiore di Jane. Sebbene Catherine non abbia mai conosciuto la prozia (che morì nel 1817, l’anno prima della nascita), era in ottimi rapporti con l’altra prozia: Cassandra, l’amata sorella di Jane.
Questa vicinanza non solo ha portato la giovane Catherine a conoscere caratteristiche e personalità dell’autrice di 'Orgoglio e Pregiudizio', ma le ha permesso di ascoltare dalla voce di Cassandra i primi capitolo de 'I Watson' e, soprattutto, il modo in cui Jane aveva immaginato il continuo della storia (interrotta nel 1805 dopo la morte del padre).
Questa opera, uscita prima ancora che venisse pubblicato nel 1871 il manoscritto originale della Austen, rappresenta quindi qualcosa di unico e irripetibile.

Complessivamente ho apprezzato moltissimo questo romanzo, che, sebbene non raggiunga i livelli della Austen, ne richiama lo stile e lo spirito.
Consigliatissimo a tutti coloro che sono appassionati di zia Jane, perché è raro trovare una perla del genere.

Per la recensione completa visita il mio blog: https://dilettanicastro.blogspot.com/...
Profile Image for Eleonora.
206 reviews2 followers
March 23, 2021
Parto con il dire che è sempre bello poter rileggere queste grandi scrittrici. Questo romanzo è davvero una scoperta per me. Si parla di Catherine Hubback, nipote di Jane Austen. Tutti conosciamo l’inizio dei Watson, io l’ho amato nonostante risultasse incompleto. Inizialmente si fa un po di fatica a distaccarsi dalla scrittrura dell’Austen ma poi risulta facile. Io amato la caparbietà di Emma, il mio personaggio preferito. Non si è mai piegata alle lusinghe o alla richezza. Tutti avevano solo oggi per lei, e come biasimarli, ma il dolce Howard ha rapito il mio cuore con la sua onestà. Devo dire che tutti i personaggi vengono messi in risalto per i loro difetti infatti è molto difficile amare la famiglia di Emma. Elizabeth molto carina ma sempliciotta, Margareth egoista e cattiva, il fratello e la moglie litigiosi e scontrosi, poi incontriamo Tom Musgrove vanitoso e maleducato, Lord Osborne insistente ma anche vighiacco visto che riusciva solo a fissare la povera Emma ma no a fare un discorso concreto. Le uniche persone apprezzabili sono state Mrs Willis e Charles, molto disponibili e gentili, e Miss Osborne che nonostante la ricchezza non la ostenta mai. Bello, bello, bello! Lo consiglio
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Profile Image for Books&Thistle.
105 reviews11 followers
July 22, 2025
Signora Hubback, é stata un po' una delusione.
Chiunque tenti di seguire le orme di un altro, invece di dare libero sfogo alla propria voce, é destinato al fallimento. Ed é proprio ciò che è accaduto qui.
L'autrice, nipote di Jane Austen, ha ripreso i primi capitoli de I Watson, opera incompiuta della zia e, seguendone i racconti sulla trama carpiti da Cassandra Austen, ha deciso di completare l'opera.
Ed é stato un grave errore. Perché? Beh, perché lei non é Jane Austen. Non basta un legame di sangue per dare vita a storie e dialoghi che travalicano il tempo e lo spazio, e che sanno rapire e fare divertire ancora dopo 250 anni.
I personaggi risultano piatti, i periodi pieni zeppi di incisi che accorciano il respiro, i dialoghi affettati. Una noia mortale, tanto che, sebbene questo primo volume si tronchi a metà della storia, non ho alcuna intenzione di leggere il prossimo.
La scelta di Vintage editore di usare un font che ricordasse quello di una macchina da scrivere, personalmente, mi ha reso la lettura molto difficoltosa.
Insomma, non vedevo l'ora di poter passare oltre.
Profile Image for Sonia  (Le_sorelle_dinchiostro).
334 reviews3 followers
October 31, 2022
Oggi vi parlo del primo libro della nipote di Jane Austen “La sorella minore I” edito da Vintage Editore che ringrazio per la copia.

Ebbene si, avete letto bene.
Il libro che presenterò oggi è stato scritto dalla figlia del fratello di Jane e prosegue il suo romanzo rimasto incompiuto I Watson. Quindi amanti di zia Jane orecchie aperte!

Catherine Hubback iniziò la sua carriera da scrittrice per contribuire al sostentamento economico della famiglia dopo il crollo nervoso del marito John Hubback che ne causò l'internamento.

Nel 1850 la Hubback riprese l'opera della zia e la “completò” dando alle stampe The Younger Sister (La sorella minore) portando avanti la storia abbandonata dalla zia ricalcando lo stile e i dettami della propria epoca.

La Vintage Editore è la prima casa editrice italiana ad aver tradotto nel nostro Paese questo romanzo, pubblicandolo secondo la sua scansione originaria, ovvero in tre parti.

La storia vede protagonista Emma Watson, cresciuta con gli zii a causa delle scarse disponibilità economiche della sua famiglia. Quando lo zio muore e la zia si risposa, Emma è costretta a tornare a casa dei genitori a lei estranei.

Qui vivrà col padre ormai malato e la sorella Elisabeth la quale gli diventa molto cara, diversamente dalla sorella Margareth troppo civettuola per i suoi gusti e il fratello e la moglie che reputa decisamente invadenti.

Essendo cresciuta lontana da casa, nel quartiere nessuno la conosce e dopo aver partecipato ad un ballo, Emma viene subito notata per i suoi modi graziosi e garbati che la portano ad essere benvoluta da tutti. In particolar modo Emma si contenderà le attenzioni di tre giovani che sono in egual modo interessati a lei.

Tra passeggiate, balli e chiacchiere in allegria questo primo volume della storia di Emma Watson mi ha appassionata molto e ora sono molto curiosa di proseguire con i prossimi volumi.

Ho amato molto lo stile narrativo e se anche voi amate i classici austeniani allora questo libro fa per voi!
Profile Image for Gilda Cortese.
15 reviews
December 22, 2022
È stata una lettura piacevole . Ovviamente non è stata fluida e scorrevole, ma essendo una traduzione di un libro della letteratura classica non poteva essere diversamente.
Profile Image for Daniela Di Pierro.
94 reviews5 followers
August 1, 2022
Catherine Hubback, nipote della più celebre Jane Austen, riprende in mano il romanzo incompiuto della zia e cerca di regalare al lettore le stesse vibrazioni della pena austeniana.

L’esperimento è in parte riuscito: nei primi cinque capitoli l’autrice ripercorre, narrandoli a modo suo, i primi cinque capitoli dell’opera originale (I Watson, per l’appunto). Il seguito è tutto frutto del suo ingegno.

E se l’autrice è stata brava a ricomporre l’aria che si respirava nell’epoca vittoriana, con i suoi balli, i passatempi e anche le atmosfere, quello che manca, e che differenzia la scrittura della Hubback da quello della Austen, è quella sottile ironia con la Austen prendeva bonariamente in giro l’alta società inglese.

Il tentativo c’è ed è apprezzabile ma non all’altezza (e purtroppo il paragone diventa inevitabile).

Comunque sia il lettore si trova davanti un romanzo ben formato, piacevole da leggere e molto scorrevole. Merito, soprattutto, della traduzione effettuata dallo staff della casa editrice. Pare, infatti, che la versione originale inglese sia parecchio arzigogolata e non propriamente scorrevole (sarà forse questo il motivo per cui non era mai stata tradotta?).

Il risultato è notevole e lascia il lettore in attesa del seguito (che dovrebbe essere pubblicato a breve).

La sorella minore di Catherine Hubback è il romanzo perfetto per gli amanti del genere. Ma, soprattutto, per chi come me è amante di Jane Austen e si è chiesto, in più occasioni, cosa ne sarebbe stato della famiglia Watson.
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