Un finto manuale che prende in giro quelli veri, quelli che cercano di risolverti la vita. Così Giulio presenta il suo libro, ma non aveva bisogno di convincermi perché mi aveva al titolo.
Un libro per chi si sente a disagio e chi crede di non farcela. Il libro per tutti coloro che non sentono di essere all’altezza e che provano l’ansia e la paura tipica di tutte le vite. Il libro adatto per chi cerca di capire, per chi vuole farlo, per chi vuole vivere.
Un libro che ci accomuna tutti, un pugno o una carezza. Sta a voi deciderlo.
Perché la felicità non é altro che l’attesa consapevole di un piacere certo. E il capitolo sul lavoro é stato come il dolce a fine pasto. il libro che vorrei leggessero tutte le persone che mi hanno fatto del male in passato. Il libro che userei se avessi bisogno delle istruzioni per l’uso della mia persona.
Un libro che a tratti fa malissimo perché ti sbatte in faccia quello che nessuno ha mai fatto, sembra quasi leggerti dentro mentre lo implori di non farlo.
Il capitolo sul pilota automatico mi ha afferrata e messa di fronte alla realtà e finalmente ho capito. La stanchezza non é solo stanchezza quando il letto diventa una prigione, la dissociazione che sembra essere gentile non lo é affatto e soprattutto, non ricordarsi dei giorni che passano ma continuare a essere vigile sul lavoro o sorridere per famiglia e amici non conferma altro che in molti viviamo senza vivere davvero. Dal provare troppo al provare niente, senza rendersene conto. Fa un po’ paura, a pensarci ma Giulio é qui con noi. Ci afferra la mano come per dire “ehi, io ci sono già passato, per di qua” e non importa quanto potremo anche ripassarci, l’importante é continuare a seguire la luce in fondo al tunnel e quella per me, é questo libro.