Rosa sa di avere un vuoto nella memoria, un lungo intervallo di tempo che segna con una riga netta la fine della sua la ragazzina vitale, inquieta, fantasiosa è diventata una giovane diligente e fin troppo responsabile. Quei mesi – persi, cancellati – sono gli stessi in cui i genitori, spaventati dalla sua esuberanza e dai cattivi risultati a scuola, l’avevano ricoverata in una clinica del sonno, come usava negli anni settanta.
Ora che Rosa è una donna matura, dopo anni trascorsi all’estero in missioni umanitarie, rientra in Italia. Ed ecco che il tempo perduto si riaffaccia da una vecchia fotografia che la ritrae durante una gita in montagna. Da quello scatto, i suoi quindici anni cocciuti e felici la dov’è finita la ragazzina che preoccupava tanto i genitori, ormai scomparsi, e che adesso a lei sembra la parte più autentica e vitale di sé? E chi è il ragazzo che ha scattato quella fotografia, perché sente che c’è con lui qualcosa da recuperare, un sentimento da trarre in salvo dall’oblio? Per ricomporre la sua vita spezzata e recuperare il passato, Rosa ha bisogno delle Margherita, la maggiore, che quella gita la ricorda bene, e Viola, la più giovane, pronta a scardinare insieme a lei segreti e silenzi di famiglia.
È difficile rappresentare il momento fuggevole della felicità, ma Cristina Comencini ci riesce, incastonandola come un prisma nel tempo dell’adolescenza, delle sue turbolenze emotive, dei suoi saliscendi spiazzanti, abbaglianti.
L’adolescenza è l’ultima occasione. Se non capiamo cosa ci è successo in quegli anni, rifacciamo continuamente gli stessi errori.
Cristina Comencini is an Italian film director, screenwriter and novelist.
She is one of four daughters of Italian film director Luigi Comencini. She attended with her sisters le Lycée français Chateaubriand (Rome).
Cristina Comencini's 2005 film The Beast in the Heart , based on her own novel La bestia nel cuore, was nominated for an Academy Award for Best Foreign Language Film. Her upcoming film When the Night is scheduled to compete in competition at the 68th Venice International Film Festival in September.
il tema è importante e bello: la possibilità di riprendersi una parte del passato. il merito della narrazione è che è asciutta e pulita, non si sbrodola e i dialoghi funzionano. quello che mi ha lasciato perplessa è che i personaggi non sembrano avere addosso i 70 anni (in media) che dovrebbero avere. è come se non avessero un corpo.
🌸 " Bisogna tornare indietro, invece, altrimenti come si fa a capire le conseguenze delle azioni, si fugge e basta, tutti i giorni. Il passato ti rincorre comunque, lo nascondi, e poi si colpo eccolo qui... " 🎞️ Una foto in bianco e nero un po' stropicciata, capace di rievocare momenti di spensieratezza giovanile, le risate e le dolci scoperte che fanno diventare grandi. Poi quella serpentina che svirgola nel petto, quella nostalgia che pervade l' anima per una felicità perduta che non tornerà più. 🔷 " L' adolescenza è l' ultima occasione,se non capiamo cosa ci è successo in quegli anni rifacciamo continuamente gi stessi errori." 🖋️ La penna sopraffina e disarmante dell' autrice ritorna con la sua sensibilità per riportare le nostre riflessioni all' epoca felice che ha plasmato ciò che siamo oggi. Nei ricordi di giorni lontani e perduti pervasi da rimpianti o rimorsi, da passioni, sogni e progetti ritroviamo le risposte alle tante domande che inevitabilmente rivolgiamo a noi stessi. " Non si dimentica niente, le cose cambiano solo di posto ma rimane tutto dentro" - L' epoca felice - 📕 Cristina Comencini Feltrinelli 2025 176 p.
Questo libro mi fa compagnia nei primi giorni del mio viaggio in Argentina. Lo inizio sull’aereo, continuo a Buenos Aires e lo concludo nel cuore delle Ande argentine al confine con il Cile.
È una lettura emozionante che non può che farmi pensare alla Silvi. (Cosa che per altro continuo a fare perché vorrei tanto condividere questa esperienza con lei). Le pagine scorrono veloci e ti fanno immergere nel rapporto indissolubile tra sorelle che perdona anche i peggiori sbagli. Ci si rende conto di quanto la vita poteva (ma purtroppo può) essere così crudele. L’idea che i genitori posseggano la vita dei figli è una cosa orribile. Ma è proprio questo che ha dato ai genitori di Rosa la possibilità di farle il peggior torto, facendolo passare per il suo bene. Una storia bellissima.
Tre sorelle col nome di fiori: Viola, Margherita e Rosa che è la vera protagonista del racconto. Nella sua memoria c'è un vuoto, le manca un pezzo della sua storia e questa sensazione viene amplificata quando trova una foto di sé scattata molti anni prima e che la ritrae proprio nella sua "epoca felice". Ma cosa è accaduto veramente? Cosa non ricorda? A volte il passato può tornare presente, a volte ritroviamo noi stessi negli occhi di chi ha custodito il ricordo di qualcosa che non siamo più ma che in fondo resta eternamente dentro noi. Un racconto di fragilità,di unione, di ingenuità, di rigore .
A quindici anni, Rosa vede spezzata la sua gioventù e la sua vita che riuscirà a recuperare solo in età molto avanzata. due genitori molto rigidi e convinti delle loro idee anno costretto Rosa ad un soggiorno presso una clinica dal quale la ragazza è uscita completamente trasformata e snaturata.
«Click. Eccola, L’epoca felice, è come succede, nessuno di loro lo sa.»
L’epoca felice è un piccolo libro che ho deciso di ascoltare su audible selezionando a caso uno dei titoli che mi ispirava e che non consideravo troppo impegnativo per lunghezza. Il tema trattato è interessante. Si parla di adolescenza, di crescita e di riappropriarsi di quell’adolescenza che in qualche modo è stata tolta da genitori troppo protettivi e invadenti.
Rosa, infatti, essendo una ragazzina iperattiva, caotica e vivace, viene curata con la terapia del sonno, una terapia psichiatrica che, a quanto pare, era in voga e negli anni 70. Quando si risveglia si sente un po’ spenta, sente che qualcosa le è stato sottratto ma non riesce a capire bene cosa.
Lo scopriremo con lei, ripercorrendo i suoi ricordi anche per bocca delle proprie sorelle. La chiave per scoprirlo e rievocare quei tre giorni di gita in montagna con le sorelle e con Francesco, un ragazzo che ha perso di vista subito dopo quei tre giorni di epoca felice.
A ricordarle di quel momento, delle persone del passato, solo una fotografia.
Rosa tornerà a cercare Francesco, la loro vita è ormai trascorsa, eppure, sarà possibile anche a sessant’anni riappropriarsi di quell’adolescenza che era stata loro sottratta.
Non ho apprezzato molto che i personaggi, pur sessantenni, si muovessero come personaggi molto più giovani. Secondo me, sarebbe bastato dare qualche anno in meno ai protagonisti e posticipare un po’ la data della gita in montagna. Sarebbe stato tutto più verosimile.