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Throne of falling stars - 1° volume della saga delle stelle
☆ ☆ ☆ ☆ ☆/ 5
~«Ti domandi se sto per baciarti o per spezzarti» sussurrò, la bocca quasi sulla mia. «La verità, Stellina, è che voglio fare entrambe le cose.»~
~«Se esisterà un’altra vita dopo questa, ti troverò e non ti lascerò più andare.»~
~“Ti voglio, Hael.” «Ti odio» sibillai. Le sue labbra si incurvarono in un sorriso sarcastico e divertito mentre mi baciava la spalla. «Anch’io, Stellina. Anch’io ti odio con tutto me stesso.» Ormai, nessuno dei due credeva a quelle parole. Nessuno dei due credeva che corrispondessero la verità. Nemmeno un po’.~
~«Continuerò a essere le tenebre che ti faranno risplendere come una stella» sussurrò. Chiusi gli occhi un momento, e mi lasciai andare al suo tocco, poggiando appena la guancia contro il suo palmo. Quando li riaprii, vidi il mio riflesso nei suoi. Sorrisi. «E io non smetterò mai di brillare per te.» Ridacchiò. «Non penso comunque che sia possibile spegnerti, Stellina» ribatté, facendomi sorridere più intensamente.~
💜Trama:
Sehaphe è cresciuta con una certezza cucita addosso come una ferita mai rimarginata: il suo marchio non è un simbolo di appartenenza, ma una condanna.
In un mondo in cui ogni Fae porta sulla pelle il riflesso del proprio Regno, il suo è il ricordo di qualcosa che non esiste più.
Un regno distrutto.
Un popolo sterminato.
Per anni Seha ha imparato a nascondersi, a muoversi nell’ombra, a respirare piano pur di non attirare l’attenzione dell’Imperatore Fav Seraphemus, colui che ha ordinato la fine del Regno delle Stelle Cadenti.
Ma il destino non resta mai in silenzio troppo a lungo.
Quando viene proclamata l’unione tra il principe Ayato e la principessa del Regno del Sole Nascente, qualcosa si incrina negli equilibri già fragili di Arcadian.
E quando i Leganime scelgono proprio Sehaphe come consorte designata, la verità che ha cercato di seppellire emerge con violenza, mettendo fine a ogni possibilità di restare invisibile.
Da quel momento la sua sopravvivenza non è più una certezza fragile: è un miracolo sospeso.
Perché essere l’ultima del proprio Regno significa portare sulle spalle un passato che non perdona e un futuro che non promette salvezza.
Accanto a lei, però, il destino pone qualcuno che incarna allo stesso tempo protezione e pericolo.
Hael — Arcade e seguace degli Dei — non ha scelto di proteggerla per compassione.
È un compito. Un ordine. Un tassello di un disegno più grande che coinvolge divinità, promesse antiche e piani che Seha non riesce ancora a comprendere.
Tra loro non c’è fiducia.
C’è attrito.
C’è diffidenza che si intreccia a un’attrazione impossibile da ignorare.
Mentre i giochi degli Dei si muovono nell’ombra e il passato torna a reclamare il proprio prezzo, Sehaphe si ritrova costretta a fare ciò che ha sempre evitato: smettere di sopravvivere e iniziare a scegliere.
Scegliere chi essere.
Scegliere di chi fidarsi.
Scegliere se restare una stella caduta… o tornare a brillare abbastanza da cambiare il destino scritto per lei.
Perché forse la sua storia non è nata per spegnersi con il suo Regno.
Forse gli Dei non hanno ancora pronunciato l’ultima parola.
🩷Recensione:
Ci sono storie che iniziano con una fuga.
E poi ci sono storie che iniziano con una sopravvivenza.
Throne of falling stars per me è stato questo: la sensazione costante di camminare accanto a qualcuno che continua a respirare anche quando il destino ha già deciso il contrario. Non è solo un romantasy fatto di Dei, Fae e regni in guerra. È la storia di un’identità negata, di un passato che brucia sotto pelle e di una luce che resiste anche quando tutto intorno è crollato.
Sehaphe non è la classica protagonista che entra in scena pronta a combattere.
È una ragazza che ha imparato a nascondersi prima ancora di imparare a vivere davvero. Porta addosso il peso di qualcosa che non può raccontare, e questa consapevolezza la rende silenziosa, guardinga, ma mai fragile nel modo in cui il mondo si aspetterebbe. In lei convivono lingua tagliente e paura trattenuta, determinazione e cicatrici invisibili.
Quello che ho amato di più è proprio questo: Sehaphe non dimentica ciò che ha perso, ma non permette nemmeno al dolore di cancellare ciò che è. Continua a brillare, anche quando farlo significa esporsi al pericolo.
E poi c’è Hael.
Misterioso, pungente, a tratti insopportabile, ma impossibile da ignorare. La sua presenza ha quella qualità tipica dei personaggi che occupano spazio senza bisogno di alzare la voce: arriva e l’aria cambia. Dietro la sicurezza e l’ironia si intravede però qualcosa di più complesso, una devozione che lo incatena a un ruolo preciso e a scelte che non sempre coincidono con ciò che vorrebbe.
Hael non è l’eroe perfetto. È controllato, ambiguo, a volte distante. Ma proprio per questo ogni crepa, ogni momento in cui lascia filtrare qualcosa di più umano, assume un peso enorme.
La dinamica tra loro è uno degli elementi che mi ha coinvolta di più.
Non nasce con dolcezza. Non nasce con fiducia. Nasce nell’obbligo, nella diffidenza, in un equilibrio instabile in cui entrambi cercano di capire fino a che punto possono permettersi di abbassare la guardia. È un legame che cresce tra battute pungenti, silenzi carichi e una tensione che non ha fretta di trasformarsi in qualcosa di definito.
Il bello è proprio questo slow burn emotivo: la sensazione che ogni passo avanti sia conquistato, che ogni gesto conti, che ogni momento condiviso lasci una traccia.
Accanto a loro si muovono figure che arricchiscono il mondo senza risultare mai superflue. Ayato, con la sua gentilezza luminosa, rappresenta una presenza quasi opposta all’ombra che circonda Sehaphe e Hael, e porta nella storia una delicatezza che non passa inosservata. Le dinamiche politiche e divine, invece, creano uno sfondo vivo, fatto di alleanze, promesse e piani più grandi dei singoli personaggi, contribuendo a dare al romanzo quella dimensione epica che lo rende immersivo.
La scrittura di Annamaria Leonetti è ciò che tiene insieme tutto.
Ha una qualità evocativa che si percepisce soprattutto nelle descrizioni: i regni sembrano respirare, la magia ha consistenza, e ogni ambientazione trasmette un’atmosfera precisa, quasi tangibile. Ma oltre al worldbuilding, ciò che mi ha colpita davvero è il modo in cui l’autrice gestisce le emozioni. Non le forza, non le anticipa: le lascia emergere piano, tra dialoghi affilati e momenti di vulnerabilità che arrivano quando meno te lo aspetti.
Throne of Falling Stars non è una lettura che punta solo sull’azione o sul romance.
È una storia che parla di identità, di destino e di ciò che significa continuare a scegliere la vita anche quando sembra più semplice arrendersi. È il racconto di una ragazza che crede di essere rimasta sola e di un ragazzo che vive per un compito più grande di lui, e di come, nel mezzo di Dei e battaglie silenziose, possano trovare qualcosa che assomiglia a una possibilità.
Quando ho chiuso l’ultima pagina, la sensazione non è stata quella di aver terminato un viaggio, ma di aver attraversato un mondo che continua a brillare anche fuori dal libro.
E forse è proprio questo che rende questa storia così speciale: la capacità di mescolare malinconia e speranza, ombra e luce, fragilità e forza, lasciandoti addosso la certezza che alcune stelle, anche quando cadono, non smettono mai davvero di brillare.
❤️🔥I personaggi:
-Sehaphe è il tipo di protagonista che non chiede spazio, lo conquista in silenzio.
Non entra nella storia con la sicurezza di chi sa già chi è, ma con la prudenza di chi ha imparato a nascondere parti di sé per sopravvivere. In lei convivono contraddizioni bellissime: la lingua affilata e l’ironia come scudo, la determinazione che la spinge a non arrendersi mai e una fragilità che non la rende debole, ma profondamente umana.
Sehaphe è memoria, perdita e resistenza. È quella luce che continua a esistere anche quando tutto intorno suggerisce il contrario. E ciò che colpisce davvero è il suo modo di restare fedele a sé stessa: nonostante la paura, nonostante il peso delle verità che porta addosso, non smette mai di lottare per la propria libertà.
-Hael è presenza prima ancora che personaggio.
C’è qualcosa in lui che cattura immediatamente: l’aria di controllo, la sicurezza quasi provocatoria, quella malizia sottile che rende ogni dialogo un gioco pericoloso. Ma sotto la superficie si percepisce una complessità che va oltre il fascino e l’arroganza. Hael vive incastrato tra dovere e desiderio, tra ciò che gli è stato imposto e ciò che, lentamente, inizia a sentire.
Non è l’eroe rassicurante. È ambiguo, pungente, a tratti distante. Eppure, proprio nei momenti in cui abbassa la maschera, emerge una vulnerabilità che lo rende incredibilmente reale. Hael è il tipo di personaggio che non si lascia comprendere subito — e forse è proprio questo che lo rende così magnetico.
-Ayato è la dolcezza che sorprende.
In un mondo segnato da diffidenza, strategie e sopravvivenza, la sua gentilezza appare quasi disarmante. Non è ingenuo, ma sceglie comunque di essere luce. Il suo modo di prendersi cura, di osservare senza invadere, di offrire presenza senza pretendere nulla, crea un contrasto delicato con l’intensità degli altri personaggi.
Ayato rappresenta quella possibilità di calore che scalda senza bruciare, e la sua presenza aggiunge al romanzo una sfumatura emotiva fatta di lealtà, affetto e speranza silenziosa.
-Ethoria è uno di quei personaggi che entrano in scena in punta di piedi, ma restano impressi con una forza silenziosa.
Il suo passato non viene mai urlato, eppure si avverte tra le righe: nelle esitazioni, negli sguardi bassi, nella cautela con cui si muove in un mondo che per troppo tempo non le ha concesso scelta né voce.
La sua libertà arriva come un soffio fragile, quasi irreale, e prende forma nel momento in cui diventa la cameriera personale di Seha. Ma ridurre il loro rapporto a un semplice ruolo sarebbe ingiusto.
Tra loro nasce qualcosa di più profondo e spontaneo: una fiducia costruita giorno dopo giorno, fatta di piccoli gesti, silenzi condivisi e presenza reciproca.
Ethoria trova in Seha non solo protezione, ma uno spazio sicuro dove poter esistere senza paura.
E Seha, a sua volta, trova in Ethoria una dolcezza discreta, una lealtà incrollabile e una sensibilità capace di illuminare anche i momenti più bui.
Il loro legame è delicato ma potente, e rappresenta una delle sfumature emotive più belle della storia: la dimostrazione che, a volte, la salvezza non arriva con gesti eclatanti, ma con la gentilezza, l’ascolto e la possibilità di sentirsi finalmente viste.
-Maelle, invece, è casa.
Il legame che la unisce a Sehaphe ha la dolcezza delle relazioni scelte e la profondità di quelle che diventano rifugio. Non è solo una sorella nel senso affettivo del termine: è complicità, conforto, uno spazio sicuro in cui poter abbassare le difese. Maelle porta nella storia quella dimensione intima fatta di ricordi condivisi, affetto spontaneo e protezione reciproca.
La sua presenza ricorda che, anche nei mondi più ostili, esistono legami capaci di tenerti ancorata a ciò che conta davvero.
-E poi c’è l’aspetto che ho amato di più: la coralità.
In Throne of falling stars nessun personaggio secondario è superfluo. Ognuno ha una funzione precisa, una voce riconoscibile e un impatto concreto sulla narrazione. Non sono semplici comparse, ma tasselli che contribuiscono alla crescita dei protagonisti e alla costruzione di un mondo che appare vivo, stratificato, reale.
Alcuni portano conforto, altri creano tensione, altri ancora custodiscono segreti o rappresentano snodi emotivi fondamentali. Ma tutti, anche i più silenziosi, lasciano qualcosa: una frase, uno sguardo, una sensazione che resta.
Ed è proprio questa cura a rendere la storia così immersiva.
Arcadian non è solo lo sfondo della vicenda: è un universo che respira attraverso le sue relazioni, i suoi legami e le sue contraddizioni. Un luogo in cui ogni personaggio, anche il più marginale, contribuisce a dare profondità e autenticità al racconto.
-Insieme, questi personaggi creano un equilibrio emotivo che rende il libro ancora più coinvolgente.
Ognuno di loro rappresenta una sfumatura diversa, e proprio nella loro interazione prende forma il cuore della storia. Non sono figure statiche o funzionali alla trama: respirano, cambiano, si influenzano a vicenda.
E alla fine ti accorgi che ciò che resta non sono solo le vicende o il worldbuilding, ma il legame che si crea con loro. Perché sono imperfetti, complessi, vivi. E proprio per questo impossibili da dimenticare.
💘La coppia:
Sehaphe e Hael non sono una coppia facile da raccontare.
Non ci sono schemi, non ci sono regole. Ci sono momenti che bruciano, altri che avvolgono, altri ancora che confondono, fino a lasciarti senza fiato e a dimenticare chi eri prima di conoscerli.
Tra loro c’è attrazione, tensione e conflitto costante. Hael è fascino e pericolo allo stato puro: malizioso, potente, irresistibile, un seguace degli Dei il cui compito è proteggerla a ogni costo. Un uomo che dovresti evitare, eppure non puoi. Non è perfetto, non è un eroe senza macchia: porta con sé la responsabilità del dovere, il peso della lealtà e un potere che può incutere timore. Ma con Sehaphe tutto cambia. Non diventa leggero, non si trasforma dall’oggi al domani, eppure vacilla. E vacillare, per lui, è già una rivoluzione.
Sehaphe è determinazione e coraggio, ma anche fragilità e paura che si affacciano nei momenti più inaspettati. È astuta, testarda, capace di prendere decisioni rischiose pur di proteggere ciò che ama e di restare fedele a sé stessa. Con Hael impara a scoprire una parte di sé che non sapeva di possedere: la forza che nasce dall’aver fiducia in qualcuno, dall’aprirsi pur sapendo che potrebbe far male.
Ogni loro incontro pulsa di tensione. Ogni gesto, ogni sguardo, ogni parola non detta accende qualcosa di inaspettato. Sehaphe riesce a vedere in Hael ciò che neanche lui conosce, ciò che va oltre le apparenze e oltre le regole che lo circondano. Il loro è un amore intenso e autentico, che ti prende, ti scuote e ti cattura, che ti fa abbattere ogni difesa e guardare l’altro senza riserve, sapendo che vale la pena rischiare tutto per lui.
Insieme, Sehaphe e Hael non sono solo attrazione e desiderio.
Sono sfida e complicità. Sono tensione che diventa fiducia, sguardi che parlano più di mille parole, gesti che raccontano ciò che il cuore ancora non osa dire.
Ogni passo verso l’altro è un salto nel vuoto, ma uno che entrambi sono disposti a fare, perché ciò che provano va oltre la paura, oltre il destino, oltre le regole che li circondano.
Il loro legame non è facile, non è perfetto, eppure è vero. Ogni piccolo gesto, ogni sacrificio, ogni scontro e ogni intesa crea un ritmo unico, potente, magnetico. E in quell’intreccio di luce e ombra, di forza e vulnerabilità, nasce qualcosa che non si può ignorare: la certezza che scegliere l’altro non è un atto di obbligo, ma un atto di coraggio, passione e fiducia.
Sehaphe e Hael non si limitano a sopravvivere l’uno accanto all’altra. Si scoprono, si spingono oltre i limiti, si accendono a vicenda. E mentre il mondo attorno a loro continua a muoversi tra intrighi, pericoli e doveri, loro costruiscono qualcosa che resiste: un legame che non può essere spezzato, perché è nato dalla scelta consapevole di restare, di rischiare e di brillare insieme.
In ogni silenzio, in ogni carezza, in ogni scintilla che li attraversa, si sente chiaramente che certe storie non si limitano a esistere: si vivono, si sentono, si imprimono nell’anima. E Sehaphe e Hael, tra stelle cadenti e ombre antiche, sono la prova che l’amore più potente non è quello semplice o facile, ma quello che ti scuote, ti sfida e ti cambia per sempre.
🫶🏻Perché leggerlo?
Perché Throne of Falling Stars non è solo una storia d’amore.
È un turbine di emozioni, un mix di desiderio, conflitto e piccole follie quotidiane che ti cattura e ti trascina pagina dopo pagina.
È una lettura fatta di scintille improvvise, di sguardi che parlano più di mille parole, di confini invisibili che si infrangono, di tensione che ti lascia il fiato sospeso. Ogni momento tra Sehaphe e Hael pulsa di energia, di desiderio, di rischi che non avresti mai pensato di poter correre accanto a loro.
Eppure, in mezzo a tutto questo, emerge una verità chiara: alcune emozioni non si possono ignorare. Alcuni amori sono inevitabili, anche quando sembrano impossibili, anche quando il destino e gli Dei stessi ti dicono di fermarti.
Throne of Falling Stars è per chi vuole lasciarsi travolgere da:
-un’ambientazione magica e suggestiva, dove ogni dettaglio, ogni luce e ombra delle stelle, sembra respirare e prendere vita;
-una scrittura avvolgente, intensa, capace di far ridere, sospirare e trattenere il respiro nello stesso istante;
-una tensione romantica che cresce lentamente, potente e irresistibile, mai scontata;
-personaggi veri, complessi, con paure, desideri e fragilità che li rendono incredibilmente autentici;
-una storia che mescola magia, conflitto, passione e crescita personale, senza mai perdere profondità;
-una storia d’amore che diventa inevitabile, travolgente e indimenticabile.
E quando chiuderai l’ultima pagina, ti resteranno addosso i brividi, i sospiri, la voglia di correre tra le stelle insieme a loro, e la consapevolezza che certe emozioni, certi legami, certe scintille… non si spengono mai.
Un romanzo che ti ricorda perché vale sempre la pena rischiare.
E che alcune storie non sono nate per essere lette: sono nate per essere vissute.
✨Nota:
Quando ho iniziato Throne of Falling Stars, pensavo di sapere cosa aspettarmi.
Pensavo sarebbe stata una lettura magica e affascinante, un romanzo da gustare tra una stella cadente e l’altra.
Ma non ero pronta a tutto il resto.
Non ero pronta a sentire il cuore battere per una storia così intensa, a sospirare per ogni parola non detta, a emozionarmi per la forza e il coraggio di Sehaphe, così determinata e fragile allo stesso tempo.
Non ero pronta a Hael, al suo fascino magnetico, alla sua malizia e al modo in cui, con ogni sguardo, riesce a risucchiare l’aria intorno a sé. Non ero pronta a vedere quanto potere e dolcezza possano convivere in un solo personaggio.
E non ero pronta alla chimica tra loro, al lento incendio che nasce dall’odio, dal conflitto e dall’attrazione irresistibile che li lega, rendendo ogni momento insieme una scintilla che non puoi ignorare.
Non ero pronta alla profondità dei legami secondari: Maelle, sorella e confidente; Ethoria, che trova libertà e affetto accanto a Seha; Eete, fedele e prezioso alleato nel mondo degli Dei e dei Fae. Ogni personaggio arricchisce la storia, con un ruolo preciso e funzionale, rendendo Arcadian un mondo vivo, credibile e indimenticabile.
Annamaria Leonetti, con Throne of Falling Stars, mi ha conquistato il cuore.
La sua scrittura è un equilibrio perfetto tra magia, passione e tensione, capace di trascinarti senza chiedere permesso. Ogni descrizione, ogni ambientazione, ogni dettaglio è un invito a perdersi tra i vari regni, a vivere un’avventura che ti cattura pagina dopo pagina.
E non vedo l’ora di scoprire i seguiti della serie. Ogni nuovo libro promette di essere ancora più travolgente, e già mi ispirano uno più dell’altro. Sono sicura che mi conquisteranno come ha fatto questo primo volume, regalandomi ancora emozioni forti, personaggi indimenticabili e un viaggio unico nel mondo degli Dei e dei Fae.
Grazie, Annamaria, per Sehaphe, per Hael, per ogni regno visitato e per ogni emozione che mi ha strappato un respiro e mi ha fatto battere il cuore come non accadeva da tempo.
Throne of Falling Stars non è solo un libro letto. È un viaggio che resterà dentro di me, tra desiderio, magia e coraggio, e non vedo l’ora di continuare a percorrerlo nei prossimi libri della serie.