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I delitti del BarLume #7
A bocce ferme: Le indagini dei vecchietti del Barlume, Vol. 8
U cold case per i Vecchietti del BarLume. nUn vecchio omicidio mai risolto, avvenuto nel fatidico 1968, si riapre per una questione di eredità. In questo giallo comico Marco Malvaldi coniuga una formula felice di leggerezza intelligente e intricato delitto, un sottile pennello che dipinge l'acquerello di un'Italia esclusa dalla ribalta mediatica, e che del Paese vero, anche quello più attuale, fa capire molte cose.
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First published July 5, 2018
About the author
Marco Malvaldi
108 books406 followersMarco Malvaldi is an Italian chemist and novelist, best known for his crime novels.
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 62 reviews
July 13, 2018
Molti giallisti italiani spendono la maggior parte del loro sforzo creativo nell'immaginare un investigatore accattivante, strano, "acchiappa-like" (per usare un orribile neologismo).
Poi ci sono loro, i Camilleri (maestro) e i Malvaldi, che usano come personaggi principali un commissario sovrappeso e un barista, e tirano fuori delle meraviglie. Questo perché non si limitano a descrivere un bel tenebroso un po' sgualcito con un passato torbido e la passionalità di un Siffredi sotto viagra, ma creano un mondo nel quale tutto si svolge, fatto di personaggi minori, sub-thread e relazioni. Un mondo che sembra vivo, reale, tanto simile a quello in cui viviamo noi lettori ma, al contempo, più stimolante e intrigante. Soprattutto, un mondo che viene descritto con la "voce" giusta. E allora, anziché cogliere del narcisismo autoriale, le citazioni di Pirandello e Sciascia sono perfette nelle opere di Camilleri e perfettamente coerenti col suo vissuto, perfettamente calate nel suo stile; e lo stesso fenomeno avviene quando Malvaldi cita Douglas Adams (cap. 7 ;-) ). Anche nella scelta del loro universo culturale di riferimento, gli scrittori bravi sono onesti soprattutto con sé stessi e, proprio per questo, sono credibili agli occhi di chi legge.
Poi ci sono loro, i Camilleri (maestro) e i Malvaldi, che usano come personaggi principali un commissario sovrappeso e un barista, e tirano fuori delle meraviglie. Questo perché non si limitano a descrivere un bel tenebroso un po' sgualcito con un passato torbido e la passionalità di un Siffredi sotto viagra, ma creano un mondo nel quale tutto si svolge, fatto di personaggi minori, sub-thread e relazioni. Un mondo che sembra vivo, reale, tanto simile a quello in cui viviamo noi lettori ma, al contempo, più stimolante e intrigante. Soprattutto, un mondo che viene descritto con la "voce" giusta. E allora, anziché cogliere del narcisismo autoriale, le citazioni di Pirandello e Sciascia sono perfette nelle opere di Camilleri e perfettamente coerenti col suo vissuto, perfettamente calate nel suo stile; e lo stesso fenomeno avviene quando Malvaldi cita Douglas Adams (cap. 7 ;-) ). Anche nella scelta del loro universo culturale di riferimento, gli scrittori bravi sono onesti soprattutto con sé stessi e, proprio per questo, sono credibili agli occhi di chi legge.
June 20, 2019
Il ’68 a Pisa. Stavolta si guarda ad un passato lontano e sofferto, l’anno delle rivolte studentesche che rivivono nella memoria dei “vecchietti” del BarLume alla ricerca della soluzione di uno strano e intricato cold case.
Come al solito divertente e arguto, anche questo racconto si apprezza dall’inizio alla fine facendoci riflettere tra un sorriso ed una battuta.
Fantastica la terribile banda della Magliadilana!
Come al solito divertente e arguto, anche questo racconto si apprezza dall’inizio alla fine facendoci riflettere tra un sorriso ed una battuta.
Fantastica la terribile banda della Magliadilana!
July 10, 2018
Malvaldi è una garanzia! Non ci si annoia mai a Pineta, il linguaggio ironico e strafottente, tipico della Maremma e dei toscani in genere, utilizzato dai vecchietti del Bar e dai protagonisti in genere, ne fanno una lettura all'apparenza "leggera". Già dalle prime pagine ci si accorge di una profondità di pensiero, delle sfaccettature dell'Amore, dello spirito sempre vivo degli anziani e del loro coinvolgimento. In particolare, in quest'ultimo romanzo, una sorta di cold case, ma anche una maggiore "maturità" di Massimo e, soprattutto, un'analisi sintetica di ciò che era e che è stato il '68, nell'anno in cui se ne festeggia il cinquantennio. Divorato!
October 10, 2019
I vecchietti del BarLume sono divertenti come al solito, il giallo è intrigante sebbene la sua risoluzione io l'abbia trovata un po' troppo complicata... e quindi inverosimile. Tuttavia mi sono divertita e quindi il libro ha raggiunto pienamente il suo scopo, perché la serie del BarLume si legge per divertirsi più che per il giallo, o almeno per me è così.
November 13, 2023
"Se uno si offende quando viene preso per il culo in quanto juventino, o livornese, allora non capisce che stiamo scherzando; e se non capisce che stiamo scherzando non c'è motivo di passarci del tempo". Eccola qua, l'essenza dei vecchietti del BarLume, e dei toscani in generale, racchiusa in poche parole. Un altro libro divertente e "parecchio ganzo" di Malvaldi.
***
"If one gets offended when they're taken for a ride for being a Juventus fan, or a Livorno citizien, then they don't understand that we're joking; and if they don't understand that we're joking, there's no reason to spend time with it." Here it is, the essence of the old men of BarLume, and of Tuscans in general, contained in a few words. Another fun and very cool book by Malvaldi.
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"If one gets offended when they're taken for a ride for being a Juventus fan, or a Livorno citizien, then they don't understand that we're joking; and if they don't understand that we're joking, there's no reason to spend time with it." Here it is, the essence of the old men of BarLume, and of Tuscans in general, contained in a few words. Another fun and very cool book by Malvaldi.
September 17, 2018
Ho letto alcune recensioni di altri utenti che criticavano questo libro per la trama inverosimile e la leggerezza del giallo, e me ne dispiaccio molto. Malvaldi non ha mai scritto dei gialli cupi o seriosi, forse sono un po' tutti inverosimili ma è il contorno quello che fa' la differenza e li rende così speciali.
I vecchietti ovviamente sono sempre esilaranti, battute sempre nuove, che mi fanno sempre ridere a crepapelle.
I vecchietti ovviamente sono sempre esilaranti, battute sempre nuove, che mi fanno sempre ridere a crepapelle.
August 10, 2018
Malvaldi è l'amore, Malvaldi è la gioia.
L'unico problema con i libri del BarLume è che quando sono finiti, poi tocca aspettare a leggerne un altro .
L'unico problema con i libri del BarLume è che quando sono finiti, poi tocca aspettare a leggerne un altro .
July 14, 2018
Ho visto per caso in libreria che era uscito questo nuovo Malvaldi, non un ulteriore riciclo di casi già letti nelle varie raccolte della casa editrice ma proprio nuovo e per giunta del BarLume!! Che cosa si potrebbe desiderare di più per una lettura estiva?! Forse il migliore Malvaldi di sempre. Sapiente costruzione tra caso antico e caso attuale. Giusta redenzione degli anziani e finalmente si è anche saputo chi è il padre -scusate er babbo - di Massimo. Un gioiellino di giallo questo libriccino. 🥇
January 15, 2019
Decisamente migliore del penultimo, un po’ farraginosa la soluzione dell’indagine poliziesca, ma leggo Malvaldi principalmente per rilassarmi e sorridere alle battute dei vecchietti e del “barrista “ ; il suo umorismo toscano è sempre piacevole e certamente più comprensibile del siciliano di Camilleri ( per noi “ nordici “ ) , che pure apprezzo moltissimo .
Belle le digressioni sul periodo storico del ‘68, ottima l’idea del “ cold case “.
Belle le digressioni sul periodo storico del ‘68, ottima l’idea del “ cold case “.
November 11, 2019
Sono solo chiacchiere da bar!
La storia sarebbe anche carina, peccato però che soltanto un quarto del libro viene dedicato al caso poliziesco mentre i rimanenti tre quarti sono dedicati ai soliti dialoghi dei quattro vecchietti del Bar Lume e ai battibecchi tra Massimo il “barrista” e Alice la sua fidanzata poliziotta.
Insomma....va bene questo escamotage per i primi 2-3 libri, ma poi bisogna reinventarsi un pò! Il BarLume mi è venuto un po’ a noia, molto meglio i romanzi singoli di Malvaldi.
La storia sarebbe anche carina, peccato però che soltanto un quarto del libro viene dedicato al caso poliziesco mentre i rimanenti tre quarti sono dedicati ai soliti dialoghi dei quattro vecchietti del Bar Lume e ai battibecchi tra Massimo il “barrista” e Alice la sua fidanzata poliziotta.
Insomma....va bene questo escamotage per i primi 2-3 libri, ma poi bisogna reinventarsi un pò! Il BarLume mi è venuto un po’ a noia, molto meglio i romanzi singoli di Malvaldi.
July 16, 2018
Gli altri della serie li ho trovati migliori
Ma è sempre un piacere leggere un libro di questa serie
Ma è sempre un piacere leggere un libro di questa serie
July 25, 2018
Dopo una fase di stanca, con A bocce ferme mi sono riappacificato con il BarLume. Nessuna modifica trascendentale al formato: un cast spiritoso e affiatato (al di là di Massimo il barrista e dei quattro vecchietti, ho trovato calzanti anche gli altri comprimari) concorre a risolvere un caso che, pur non machiavellico, è sicuramente ben congegnato e non scontato.
Un po' di cura nell'ideazione della trama e coerenza con lo spirito iniziale dei primi romanzi; è bastato veramente poco a Malvaldi per riprendere in mano le redini della serie.
Un po' di cura nell'ideazione della trama e coerenza con lo spirito iniziale dei primi romanzi; è bastato veramente poco a Malvaldi per riprendere in mano le redini della serie.
September 29, 2018
Una trama, forse, un po' troppo complicata, ma è sempre un piacere ritrovare gli amici del BarLume.
Adoro i vecchietti ed i loro battibecchi: - Allora, Gino, che tu fossi scemo ciò sempre avuto pochi dubbi - disse Ampelio, appoggiandosi al bastone - ma poi ir problema è che apri bocca e mi dai ragione.
Alla prossima, ragazzi! :-)
Adoro i vecchietti ed i loro battibecchi: - Allora, Gino, che tu fossi scemo ciò sempre avuto pochi dubbi - disse Ampelio, appoggiandosi al bastone - ma poi ir problema è che apri bocca e mi dai ragione.
Alla prossima, ragazzi! :-)
March 7, 2022
Questa vicenda è ben costruita, con tante svolte
Però non ho capito chi era il figlio del Luraschi...
A distanza di anni, trovo ancora Alice antipatica, in questo volume
Però non ho capito chi era il figlio del Luraschi...
A distanza di anni, trovo ancora Alice antipatica, in questo volume
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July 20, 2024
Finalmente torna la carica umoristica dei "bimbi", il caso è sufficientemente contorto e strampalato e la storia di Massimo e Alice prosegue.
October 14, 2025
Il giallo non è la componente principale di questi romanzi, ma i diversi personaggi e soprattutto le interazioni tra loro. Assodato che Malvaldi adesso mi diverte, "A bocce ferme" è un cold case che permette disquisizioni sul 1968 (ma sarà solo su quel periodo storico?).
August 17, 2019
Sicuramente non il migliore Malvaldi.
July 24, 2023
Un Malvaldi più maturo e meno scanzonato affronta il '68 insieme a Massimo il barrista e ai suoi vecchietti.
Tra ricordi, episodi lontati, botte prese e date, nonno Ampelio e soprattutto Pilade sono i veri protagonisti di questo giallo "particolare".
Massimo, con la sua arguzia, riuscirà a risolvere il caso insieme alla sua fidanzata.
Tra ricordi, episodi lontati, botte prese e date, nonno Ampelio e soprattutto Pilade sono i veri protagonisti di questo giallo "particolare".
Massimo, con la sua arguzia, riuscirà a risolvere il caso insieme alla sua fidanzata.
August 24, 2018
Saranno bischerate, ma a me mi garbano proprio i libri di Malvaldi
September 2, 2018
Bel libro, ben scritto. Stile particolare, molto ironico. I personaggi sono favolosi.
April 19, 2024
Ho ripreso questa serie dopo parecchio che non leggevo Malvaldi. Continua a non entusiasmarmi però non si può dire che non siano libretti scorrevoli. Il poco entusiasmo è dovuto sostanzialmente al fatto che i personaggi mi dicono poco, non tanto i vecchietti che sono piuttosto carucci, quanto piuttosto Massimo e, negli ultimi libri, la sua compagna che mi sta abbastanza sulle scatole.
November 20, 2018
I libri di Malvaldi serie BarLume non si leggono per la trama, ma per ascoltare le arguzie dei vecchietti... In questo libro la trama (gialla) è un po' machiavellica; è più divertente seguire le faccende di Massimo e del suo Bar.
August 13, 2018
Sebbene sempre gradevole, l'ho trovato un po' sottotono rispetto ai volumi precedenti.
in ogni caso è scorrevole e ottimo per passare qualche ora rilassante.
in ogni caso è scorrevole e ottimo per passare qualche ora rilassante.
July 16, 2018
Questo libro fa parte della serie dei vecchietti del bar Lume, gialli ambientati nell’immaginaria Pineta, cittadina balneare toscana, ed in particolar modo al Bar Lume, gestito da Massimo Viviani, barrista (sì, con due erre!) e abitato da 4 caratteristici anziani, tutti alle prese con delitti e misteri accaduti in zona.
Avevo adorato i primi 4 volumi della serie, pieni di battute, detti e parole toscane per me super comprensibili e familiari in quanto natia della regione. A un certo punto però l’incanto si è spezzato, ho perso di vista Malvaldi fino a quando non ho letto dell’uscita di questo libro. Complice la rilettura di un racconto della serie, mi sono fatta prendere dalla nostalgia e mi sono decisa a dargli una possibilità, ma sono rimasta delusa.
Mi sembra una serie che doveva ormai essersi conclusa da un pezzo, tutti i personaggi mi hanno dato l’idea di marionette che ripetono le stesse battute e gli stessi copioni quasi costretti, senza crederci nemmeno un po’. L’impressione è quella di protagonisti artefatti, stereotipati, sbiaditi; le battute buttate là non hanno reso la lettura più leggera o sbarazzina, non ho quasi mai riso come invece succedeva spesso con i primi libri.
Il barista Massimo, personaggio che mi era sempre piaciuto, si è ridotto quasi a una mera comparsa, la vera protagonista sembra Alice, sua fidanzata nonché vice questore del posto, che però non brilla di simpatia e mi ha lasciata del tutto indifferente. Il giallo in sé mi ha incuriosita, ma è stato tutto il contorno che non ho apprezzato. La digressione sul ’68 non mi ha molto convinta, come del resto lo “scoop” finale su Massimo, per non parlare del suo rapporto con Alice (all’inizio del libro sembra quasi che non la sopporti, per poi cambiare radicalmente idea su di lei e su di una cosa importante alla fine).
Passiamo poi ai 4 vecchietti, Ampelio, Aldo, Rimediotti e Pilade: sbiaditi, poco accattivanti, noiosi; l’opposto di come erano agli albori della serie. Quello che più mi era mancato di questi libri erano proprio i loro commenti, discorsi, opinioni non richieste sparate in un toscano favoloso, che mi facevano ridere fino alle lacrime.
Un punto positivo per l’intreccio, fino all’ultimo non sono riuscita a capire chi fosse veramente l’assassino, la trama è stata ben costruita, si parla di un cold case accaduto nel ’68 che torna improvvisamente al centro dell’attenzione, complice anche un omicidio accaduto nel presente; per il resto invece non ci siamo, penso proprio che questo sarà il mio addio definitivo al BarLume.
Avevo adorato i primi 4 volumi della serie, pieni di battute, detti e parole toscane per me super comprensibili e familiari in quanto natia della regione. A un certo punto però l’incanto si è spezzato, ho perso di vista Malvaldi fino a quando non ho letto dell’uscita di questo libro. Complice la rilettura di un racconto della serie, mi sono fatta prendere dalla nostalgia e mi sono decisa a dargli una possibilità, ma sono rimasta delusa.
Mi sembra una serie che doveva ormai essersi conclusa da un pezzo, tutti i personaggi mi hanno dato l’idea di marionette che ripetono le stesse battute e gli stessi copioni quasi costretti, senza crederci nemmeno un po’. L’impressione è quella di protagonisti artefatti, stereotipati, sbiaditi; le battute buttate là non hanno reso la lettura più leggera o sbarazzina, non ho quasi mai riso come invece succedeva spesso con i primi libri.
Il barista Massimo, personaggio che mi era sempre piaciuto, si è ridotto quasi a una mera comparsa, la vera protagonista sembra Alice, sua fidanzata nonché vice questore del posto, che però non brilla di simpatia e mi ha lasciata del tutto indifferente. Il giallo in sé mi ha incuriosita, ma è stato tutto il contorno che non ho apprezzato. La digressione sul ’68 non mi ha molto convinta, come del resto lo “scoop” finale su Massimo, per non parlare del suo rapporto con Alice (all’inizio del libro sembra quasi che non la sopporti, per poi cambiare radicalmente idea su di lei e su di una cosa importante alla fine).
Passiamo poi ai 4 vecchietti, Ampelio, Aldo, Rimediotti e Pilade: sbiaditi, poco accattivanti, noiosi; l’opposto di come erano agli albori della serie. Quello che più mi era mancato di questi libri erano proprio i loro commenti, discorsi, opinioni non richieste sparate in un toscano favoloso, che mi facevano ridere fino alle lacrime.
Un punto positivo per l’intreccio, fino all’ultimo non sono riuscita a capire chi fosse veramente l’assassino, la trama è stata ben costruita, si parla di un cold case accaduto nel ’68 che torna improvvisamente al centro dell’attenzione, complice anche un omicidio accaduto nel presente; per il resto invece non ci siamo, penso proprio che questo sarà il mio addio definitivo al BarLume.
April 16, 2021
Muore Alberto Corradi, uomo ricco e proprietario della Farmesis, nota azienda farmaceutica. Lascia un testamento con confessione, quella di un omicidio commesso nel 1968, dove si dichiara colpevole della morte del suo padre putativo, Camillo Luraschi, fondatore della Farmesis che all'epoca dei fatti, era un uomo in vista a causa della nota situazione politico ed economica di quegli anni. Un colpevole certo non fu mai trovato per la morte di Luraschi, ed oggi con questa confessione, si deve riaprire un caso che sembrava ormai dimenticato. Ora Matteo Corradi, figlio del defunto reo confesso, non potrà avere il lascito, visto che per legge, non può ereditare ciò che il padre ha ottenuto mediante un delitto. Il vicequestore Alice Martelli che assiste alla lettura del testamento, si affiderà alla memoria dei quattro vecchietti del BarLume, scanzonati e pettegoli, per ricostruire la storia e provare a darle un finale una volta per tutte.
Tutti partecipano all'indagine, chi marginalmente chi concretamente, come Pilade che diventa addirittura consulente. Le intuizioni di Massimo il baRRRista e degli anziani amici, aiuteranno Alice a trovare il colpevole, rivelando anche fatti che allora furono taciuti o più semplicemente mai scoperti. I dialoghi e le battute si sprecano, l'inizio è brillante e divertente, poi l'indagine diventa un po' improvvisata e lascia un pò a desiderare soprattutto verso la fine. Alla fine dei libri di Malvaldi della saga del BarLume, dico sempre che la trama non interessa, i dialoghi e gli sfottò toscani dei nonnetti, valgono tutto il racconto.
25/07/18
Tutti partecipano all'indagine, chi marginalmente chi concretamente, come Pilade che diventa addirittura consulente. Le intuizioni di Massimo il baRRRista e degli anziani amici, aiuteranno Alice a trovare il colpevole, rivelando anche fatti che allora furono taciuti o più semplicemente mai scoperti. I dialoghi e le battute si sprecano, l'inizio è brillante e divertente, poi l'indagine diventa un po' improvvisata e lascia un pò a desiderare soprattutto verso la fine. Alla fine dei libri di Malvaldi della saga del BarLume, dico sempre che la trama non interessa, i dialoghi e gli sfottò toscani dei nonnetti, valgono tutto il racconto.
25/07/18
October 20, 2018
Lo confesso: non leggo i gialli di Malvaldi per scoprire il colpevole. O perlomeno, non solo per quello. Li leggo per tornare al BarLume e per incontrare di nuovo Ampelio, Aldo, Pilade e il Rimediotti, per gustarmi i loro bisticci e le loro arguzie; per controllare come stanno Tiziana e le sue puppe, e, sebbene con interesse decisamente minore, anche Marchino e i suoi tatuaggi; e, ovviamente, per ritrovare Massimo e Alice, improbabile e verissima coppia di investigatori molto sui generis. Questo non significa che il caso da risolvere, anzi, in questo libro, i casi da risolvere, uno vecchio di cinquant'anni e uno fresco di giornata, non mi coinvolgano, e anzi, forse più che in altre occasioni, la risoluzione collettiva del mistero in questo
A bocce ferme
è assai soddisfacente. Al solito, la scrittura di Malvaldi è scorrevolissima e complice, con il suo orecchio sopraffino per il parlato e la quarta parete che crolla, o almeno si incrina, spesso e volentieri. Insomma, un libro che mi è piaciuto molto, e che mi ha lasciato con la solita domanda che mi faccio ogni volta che finisco un racconto del BarLume: quando esce il prossimo?
September 1, 2026
La serie del BarLume è decisamente una delle più simpatiche del giallo italiano. Un banconista matematico, sua fidanzata vicequestore, il suo nonno ed altre vecchietti che frequentano il bar, tutti insieme per risolvere il crime o, come accade avvolte, due.
Quello che abbiamo in questo volume è un crime già risolto: in la lettura di un testamento, la persona morta fa la confessione di aver ucciso suo padre adottivo. Non accade niente, perche ogni coinvolto è morto, vero? O forse si, perchè allora il lascito non è legale e suo figlio sarebbe fuori del suo posto e de la ditta eredita.
Ma appare una terza persona, che fa telefonate a giornalisti ed al pm per raccontare di vero veramente chi poteva essere l’assassino oppure assassini. E comincia un’altro casino.
Per essere una novela corale, con tanti personaggi e tan diversi, Marco Malvaldi fa una bella figura con ognuno, che è speciale en un vero senso. Il sentido de continuità nella serie, con un vero senso di luogo de Pineta, el paesino imaginario, e veramente compiuto.
Per me è assolutamente una serie a eseguire. E così se farà.
Quello che abbiamo in questo volume è un crime già risolto: in la lettura di un testamento, la persona morta fa la confessione di aver ucciso suo padre adottivo. Non accade niente, perche ogni coinvolto è morto, vero? O forse si, perchè allora il lascito non è legale e suo figlio sarebbe fuori del suo posto e de la ditta eredita.
Ma appare una terza persona, che fa telefonate a giornalisti ed al pm per raccontare di vero veramente chi poteva essere l’assassino oppure assassini. E comincia un’altro casino.
Per essere una novela corale, con tanti personaggi e tan diversi, Marco Malvaldi fa una bella figura con ognuno, che è speciale en un vero senso. Il sentido de continuità nella serie, con un vero senso di luogo de Pineta, el paesino imaginario, e veramente compiuto.
Per me è assolutamente una serie a eseguire. E così se farà.
October 26, 2025
“A bocce ferme” di Marco Malvaldi pag. 226
Nel litorale toscano di Pineta, alla morte dell’industriale farmaceutico Alberto Corradi si apre una vicenda intricata: nel testamento, Corradi confessa di aver ucciso il padre adottivo, Camillo Luraschi, proprietario dell’azienda, un omicidio avvenuto negli anni ’60 che sembrava destinato all’oblio.
La confessione, contenuta nelle ultime volontà, costringe le autorità a riaprire il caso: l’erede, suo figlio Matteo, rischia di perdere tutto se l’omicidio risultasse vero.
All’indagine partecipa la vicequestore Alice Martelli, insieme al barrista investigatore, e ai suoi collaboratori ormai “storici”, i vecchietti frequentatori fissi del bar “BarLume”.
Adoro questa serie dove l’autore unisce leggerezza e ironia, costruendo dialoghi brillanti, sfruttando il dialetto toscano per dare colore e autenticità.
Malvaldi dimostra ancora una volta di saper combinare intrattenimento, atmosfera e profondità facendo risaltare il ruolo della memoria storica e lo scorrere del tempo.
Inoltre, la vicenda che richiama gli anni ’60, il lavoro, le tensioni sindacali e il passare del tempo, dà un livello in più rispetto al puro “caso da risolvere”.
Buon libro, consigliato soprattutto agli amanti della serie e del genere “giallo con humour”.
Nel litorale toscano di Pineta, alla morte dell’industriale farmaceutico Alberto Corradi si apre una vicenda intricata: nel testamento, Corradi confessa di aver ucciso il padre adottivo, Camillo Luraschi, proprietario dell’azienda, un omicidio avvenuto negli anni ’60 che sembrava destinato all’oblio.
La confessione, contenuta nelle ultime volontà, costringe le autorità a riaprire il caso: l’erede, suo figlio Matteo, rischia di perdere tutto se l’omicidio risultasse vero.
All’indagine partecipa la vicequestore Alice Martelli, insieme al barrista investigatore, e ai suoi collaboratori ormai “storici”, i vecchietti frequentatori fissi del bar “BarLume”.
Adoro questa serie dove l’autore unisce leggerezza e ironia, costruendo dialoghi brillanti, sfruttando il dialetto toscano per dare colore e autenticità.
Malvaldi dimostra ancora una volta di saper combinare intrattenimento, atmosfera e profondità facendo risaltare il ruolo della memoria storica e lo scorrere del tempo.
Inoltre, la vicenda che richiama gli anni ’60, il lavoro, le tensioni sindacali e il passare del tempo, dà un livello in più rispetto al puro “caso da risolvere”.
Buon libro, consigliato soprattutto agli amanti della serie e del genere “giallo con humour”.
October 29, 2023
Ho un'autentica adorazione per Malvaldi e i vecchietti del Bar Lume.
Anche in questo libro, più che la trama (che comunque non era male) ho apprezzato l'ironia, le prese in giro, la "toscanità" dei protagonisti.
L'autore di una frase come questa:
Sèi, ir sito der «Tirreno» – disse Ampelio. – La Tilde le cose le sa prima che succedano e anche se ’un succedano, lei le sa lo stesso.
meriterebbe il Pulitzer!
Anche in questo libro, più che la trama (che comunque non era male) ho apprezzato l'ironia, le prese in giro, la "toscanità" dei protagonisti.
L'autore di una frase come questa:
Sèi, ir sito der «Tirreno» – disse Ampelio. – La Tilde le cose le sa prima che succedano e anche se ’un succedano, lei le sa lo stesso.
meriterebbe il Pulitzer!
October 15, 2025
Stavolta, gli adorabili, ma pungenti vecchiacci del BarLume sono alle prese addirittura con un cold case. Un omicidio che risale agli anni della contestazione giovanile, a quel famoso sessantotto da tutti nominato per sentito dire, ma mai approfondito come meriterebbe. E Malvaldi, con questa storia sempre al limite tra thriller e commedia toscana, ci permette di riflettere su un evento di portata mondiale che si è ripresentato, forse non a quei livelli, nella storia recente. È già qualcosa!
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