In un canale, l’amo di un pescatore si impiglia in un tappeto, e dentro il tappeto, tenuto al fondo da un sacco di sabbia, il cadavere di un robusto settantenne con un vistoso foro alla tempia. L’ispettrice Mirna Pagani sa che «la laguna è il luogo ideale per uccidere. È vasta, piena di isole, isolette, barene, attracchi più o meno legali». Nella laguna veneta più appartata, Venezia – se si scorge – è sempre in una lontananza brumosa. A Mirna e all’agente Angeli non è difficile individuare il luogo del delitto, una casa di caccia adattata a bella residenza. E dal luogo, l’identità della vittima: è Leone Bartoni, il presidente della GoldSwim, azienda punta di diamante dell’economia del Nord-Est. Nella villa non vi sono molte tracce, anche perché la governante e il giardiniere hanno pulito tutto accuratamente dopo una festa di anniversario; tutto tranne qualcosa che stranamente non c’è, una cassaforte, e qualcosa che invece è sparito, una scatola di preziosi sigari Gurkha. L’inchiesta è di quelle che si definiscono delicate, ma Mirna non ha la mano di velluto, e presto individua i due fuochi dell’indagine: i vertici dell’azienda e la famiglia del Presidente. Il vice-presidente è il genero della vittima, sposato alla figliastra Lucrezia, ragazza volitiva e radical ultrachic; la moglie del Bartoni, una ex soubrette, conduce una claudicante attività sostenuta dai soldi intermittenti del «vecchio»; il capocontabile, collaboratore antico e fedele, è il custode di molti segreti. In questo gruppo alla Agatha Christie la via dell’indagine è necessariamente quella degli intrighi sotterranei, degli incroci affettivo-finanziari: odi generazionali, invidie di carriera, tradimenti, spie aziendali; ma soprattutto quello che emerge prepotente è il carattere odiosamente urticante della vittima. E i mal sopiti fantasmi del suo passato.
Il libro scorre veloce e leggero. Tratti di suspance alternati a momenti di leggerezza e divertimento. Personaggi ben definiti e caratterizzati. Una trama originale che si svolge in una Venezia misteriosa.
Interessante, con una protagonista alcuni aspetti originali. Purtroppo anche lei ha il solito carico di sfortune e manie ma almeno rimane nei confini del tollerabile.
Se amate i gialli all'italiana, di quelli belli a cui ci ha abituati la casa editrice Sellerio allora questo di Serena Cappellozza "Il valore delle cose" fa per voi. Un nuovo personaggio, a cui ci si affeziona velocemente, quello della ispettrice Mirna Pagani. Tosta, risoluta ma altrettanto fragile e provata da una vita famigliare tra le più incasinate possibili. Basti pensare che c'è un figlio adolescente di mezzo e abbiamo detto tutto! Circondata da personaggi altrettanto memorabili come l'agente Angeli (spirito guida a cui si vuole bene come a un fratello) e la singolarissima madre Mantide (che strappa più di una risata coi suoi ragionamenti solo apparentemente superficiali) l'ispettrice Pagani ci porterà nella laguna veneta, borghese e radical chic, dove non tutto è quel che sembra. Tanti gli argomenti di riflessione per un libro che mi ha fatto passare ore piacevoli e per il quale, io che non amo i libri in serie, invece spererei in un bel capitolo due! Assolutamente consigliato!!!
Ho letto Il valore delle cose di Cappellozza. Quello che mi ha colpito di più è il modo in cui la trama si costruisce poco alla volta. All’inizio sembra quasi una storia semplice, ma pagina dopo pagina emergono nuovi dettagli, indizi e collegamenti che rendono tutto sempre più intrigante. L’autrice riesce a mantenere la suspense fino alla fine, senza mai cadere nel prevedibile.
Mi è piaciuto anche il modo in cui vengono trattati i personaggi: non sono mai completamente “buoni” o “cattivi”, ma pieni di sfumature, proprio come nella vita reale. Questo rende la storia ancora più coinvolgente, perché ti porta a cambiare idea più volte su chi possa essere davvero il colpevole.
In generale è stata una lettura scorrevole e appassionante. È uno di quei libri che ti fanno venire voglia di continuare a leggere per capire come andrà a finire. Sicuramente un giallo ben costruito e una lettura che consiglierei a chi ama le storie ricche di mistero e colpi di scena.
Angeli come ti voglio bene il mio capo scout gay che pratica psicoterapia-mindfulness-letture astrali, si prende cura dell’amore e vive in una villetta con giardino a 10 minuti da Venezia. Forse tutto il bello che la vita può offrire.
Niente affatto male come esordio. Il tono leggero non nasconde i temi importanti trattati. I personaggi sono ben tratteggiati, compreso il morto. Spero che la serie prosegua.