Ebbene, Saviors. Vale a dire “ogni Shadow Daddy con le catene ha bisogno di un brat redhead in catene”.
Quest’anno ormai mi sono ritrovata inaspettatamente vicina al genere Western, perché sono usciti tanti titoli con questa ambientazione che mi interessavano. “Carramba che sorpresa” direbbe qualcuno che ha trovato il loro minimo comune denominatore.
Ma non è questo il punto.
Il punto è che ora non vedo l’ora che ne escano altri perché sono una figata pazzesca. La mia droga. Tutte a loro modo, aggiungerei, che per un genere weirdly specific come “Western romance uomosessuale”, che a volte diventa addirittura ancora più specifico con “Western fantasy romance uomosessuale”, è parecchia roba.
Questa storia aveva molte carte in regola per non piacermi — l’ho letta per fiducia nella sua autrice e perché è molto strana e quando leggo mi piace farlo strano. Per esempio, in genere gli Shadow Daddy tormentati e oscuri con gli occhi blu e il passato tragggico strappalacrime che potrebbe o anche no giustificare la loro oscurità mi provocano la spontanea e genuina reazione di una pioggia di ceffoni. Vi direi che questo Shadow Daddy is not like other girls!!! ma in realtà non sarebbe vero. È proprio il solito burbero cattivone che rapisce il protagonista, grande grosso e impossibile, con gli occhi di ghiaccio e i modi poco gentili ma all’inizio lo perdoni perché è seggsi e poi vabbè non era poi così kattivo! Ha i traumi! Cioè non fa nemmeno finta di non essere qualcosa che non è, è proprio questo. Just like other girls.
E sapete perché funziona? Perché l’autrice sa scrivere. Magia, vero? A volte è questo il vero fantasy, mi rendo conto.
Quando un personaggio è tridimensionale e ti fa ridere, incazzare, commuovere, fomentare si può permettere anche le catene magiche che tengono al guinzaglio il suo love interest che ti ricordano che lui è KATTIVO. E ha gli occhi BLU. Meglio ripeterlo perché gli occhi BLU sono importanti.
Ma, ripeto, non fa niente. Glielo perdoni perché è un personaggio scritto bene. L’arte a volte è un vero mistero, altro che Fatima.
E poi c’è Finn. Che è un personaggio con cui è davvero facile relazionarsi, benché sia un ladro da saloon sciupamaschi (nonché femmine) che parte nella storia con un cappio al collo, cioè non esattamente una situazione con cui molti lettori si sono confrontati per esperienza diretta. Almeno spero. Solo che Finn incarna la natura di molte persone — vogliamo dirlo? sì, dai. le persone migliori — di combattere le avversità con riottosità, sarcasmo, sberleffi e un inconfondibile millennial humour che dice “vabbè, sto per morire, tanto vale renderlo anche un problema altrui, the world was already on fire anyway”. Relatability encomiabile per trovarci in un secondary world basato sull’ottocento oltreoceanico.
La mia cosa preferita di questa storia è l’utilizzo del punto di vista singolo, che resta sempre con la telecamera in mezzo agli occhi di Finn. Se conoscessimo i tormenti di Malrick, le sue motivazioni e i suoi veri scopi, la metà delle emozioni che ci provoca questo libro sarebbero molto ridotte. Invece no, per tutto il libro insieme a Finn siamo irritati quando il nostro badboy non si apre con noi — a parte le cosce, quelle le apre volentieri, ma ci torneremo — e decidiamo di lasciargli il nostro cuore in mano con coraggio quando ci fidiamo di lui anche se è verbalmente stitico ed emozionalmente sul livello di un gibbone. E poi il payoff è ancora più meraviglioso.
Gloriosi plus sono il modo di gestire il tema del prescelto, che è un trope che anche io da autrice amo tanto interpretare e con cui amo giocare in modi non convenzionali; le tematiche a tradimento contro la propaganda di guerra e il revisionismo storico; le botte da orbi contro mostri, persone, perfino oggetti. Mostri persone e oggetti che poi è una goduria vera quando finalmente si sbriciolano. Sucate.
Mentre Ardente, il sopracitato altro Western fantasy romance uomosessuale dell’autrice, è un Western a tinte fantasy, questo libro — autrice salta le prossime parole, fidati, non vuoi leggerle — è un fantasy a tinte Western. Che è proprio quello che non sapevo di volere e quello che lo rende tanto diverso dall’altro, quindi fantastico.
Insomma… l’ho adorato davvero. E poi, se volete sapere un segreto, quando vi ho detto che questo Shadow Daddy era proprio like other girls, sappiate che ho mentito. Questo Shadow Daddy switcha. Ebbene sì il maschio alfa la prende anche nel— avete capito.
Do with that what you will.