Matteo Righetto ci conduce in un viaggio intimo e autobiografico alla scoperta del legame profondo che lo unisce alla montagna, vista non solo come luogo fisico ma come rifugio dellʼanima e simbolo di appartenenza. Fin dai suoi primi passi, lʼautore ha sentito il richiamo irresistibile dei boschi ombrosi, delle vette maestose e dei sentieri che sembrano condurre verso lʼinfinito. Questo libro racconta di come la montagna sia il suo "amore a prima vita", diventando una presenza costante e un luogo di crescita, introspezione e scoperta. Ogni capitolo esplora un aspetto unico di questo l'intimità dei boschi, la maestosità delle pareti rocciose, il ritmo semplice e genuino della vita di chi abita tra le montagne. Accompagnato da fotografie suggestive e mappe che tracciano i percorsi e i luoghi più cari all'autore, il libro invita il lettore a immergersi in un mondo dove la natura e l'uomo si incontrano in perfetta armonia. Un racconto autobiografico che si unisce alla celebrazione della bellezza selvaggia della natura montana. Un invito a riconoscere e proteggere i fragili equilibri alpini, messi sempre più a rischio dai mutamenti climatici e dall'impatto dell'uomo. Un'opera che parla a tutti gli amanti della montagna, e a coloro che hanno trovato, o stanno ancora cercando, il proprio luogo dell'anima.
Matteo Righetto è nato nel 1972 a Padova, dove insegna Lettere. Ha pubblicato Savana Padana (TEA, 2012), La pelle dell'orso (Guanda, 2013), da cui è stato tratto un film con Marco Paolini per la regia di Marco Segato, Apri gli occhi (TEA, 2016, vincitore del Premio della Montagna Cortina d'Ampezzo) e Dove porta la neve (TEA, 2017). Scrive articoli di cultura per Il Foglio. I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue e, in particolare, L'anima della frontiera è diventato un caso letterario con traduzioni già avviate in molti paesi, tra cui Gran Bretagna, Australia, Canada, Germania e Olanda, prima ancora della sua pubblicazione in Italia.