"La verità è che possiamo andarcene in giro armati fino ai denti e fumare tutte le sigarette del mondo: non cambia niente."
Il bullismo è una merda, e lo sappiamo. Eppure continuiamo a sentirne parlare, come di un'epidemia che continua a moltiplicare i suoi focolai nonostante la sua virulenza si sia notevolmente abbassata. Per questo un romanzo il cui tema sia il bullismo può continuare ad interessare; per questo un romanzo come "Ragazzo" di Sacha Naspini è più che mai attuale.
Giacomo e Matteo sono amici, molto diversi tra di loro: più estroverso e guizzante il primo, più introverso e tenebroso il secondo. Il loro rapporto è impari, perché Matteo dipende in tutto e per tutto da Giacomo. Sono amici d'infanzia? Sono sempre stati prima di tutto vicini di casa? Questo Naspini non ce lo dice. Quello che sappiamo è che il loro percorso di vita si svolge in simbiosi e, arrivato all'adolescenza, sembra deflagrare in strade che le contingenze sembrano divergere. Hanno qualcosa che li lega, però, molto forte: la prepotenza che subiscono. Almeno finché non compare una pistola.
Il romanzo è strutturato in modo che i capitoli siano dedicati ciascuno ad uno dei protagonisti alternativamente: abbiamo così due voci che si alternano, ciascuna ben definita, senza che possiamo però sostenere definitivamente più l'uno che l'altro (così è la vita infatti: nell'alternanza degli eventi, ciascuno ha la sua parte di torto o di ragione, ciascuno ha le sue motivazioni nascoste). Si tratta di una forma che permette al lettore di seguire gli eventi senza farsi travolgere troppo dall'emozione del momento, perché continuamente costretto a mediare tra le due posizioni; infatti, il lettore accumula senza poter decidere, almeno fino alla fine (o forse no). Naspini sa inoltre catturare un pezzo di vita: come si diceva all'inizio, non si sa molto della loro infanzia e del loro pregresso, così come non si sa molto dei risvolti familiari, delle amicizie, del contesto geografico; e il finale rimane aperto. Un pezzo di vita, dunque, un fatto specifico e circostanziato, forse il momento esatto che cambia le loro vite.