Recensione per il blog A book with tea
Con Amoral, in uscita per Dri Editore, Katiuscia Salvini ci porta dentro una storia fatta di desiderio, segreti e dilemmi morali. Con questo nuovo titolo l'autrice, conferma la sua vena narrativa: intensa, sensuale e capace di far riflettere.
Dopo aver letto e recensito Honey – Il canto dell’ape regina, torniamo con piacere a parlare di Katiuscia Salvini e della sua ultima opera, Amoral. L’autrice, con la sua penna incisiva e mai banale, conferma la capacità di costruire storie complesse che intrecciano passione, tensione e temi delicati. Se in Honey eravamo rimasti affascinati dal magnetismo femminile e da un mondo dominato da giochi di potere, qui ci troviamo in un terreno altrettanto intenso ma più intimo e provocatorio, dove i protagonisti Dylan e Rachel si sfidano non solo sul piano del desiderio, ma anche su quello della morale e delle emozioni più scomode.
La premessa è tanto semplice quanto esplosiva: Dylan Harper, avvocato di successo a Los Angeles, è abituato a vincere sempre e comunque. Tutto cambia quando cede all’attrazione proibita per Rachel, la sorella del suo migliore amico. Quella che doveva essere soltanto una notte di passione si trasforma in un ricatto: Rachel è pronta a usare quell’arma per costringerlo a darle ciò che vuole. Da quel momento, nulla sarà più come prima. Il gioco di potere tra i due diventa una lotta serrata che alterna seduzione, provocazione e sfide morali. Una storia che, pur muovendosi nel campo del romance, non rinuncia a scavare nelle pieghe più oscure e vulnerabili dei rapporti umani.
Rachel e Dylan non sono semplici pedine di una trama passionale. Sono personaggi vivi, imperfetti, carichi di sfumature. Dylan, sotto la facciata dell’avvocato impeccabile, nasconde debolezze che emergono solo quando si trova di fronte a Rachel. Lei, da parte sua, non è la “ragazzina” che ci si potrebbe aspettare: è una donna complessa, combattuta, capace di usare la propria fragilità come arma, ma anche di affrontare le conseguenze delle proprie scelte. Salvini riesce a restituire con maestria le loro contraddizioni, permettendo al lettore di amarli e odiarli nello stesso tempo.
Il cuore del romanzo è il continuo scambio di mosse tra Dylan e Rachel. Non si tratta soltanto di un conflitto sentimentale o erotico, ma di una vera e propria lotta per il controllo. Dylan, abituato a comandare in aula e nella vita, si trova improvvisamente spiazzato. Rachel, invece, scopre di avere un’arma potente: la capacità di far vacillare l’uomo apparentemente imbattibile. Questo confronto diventa un duello psicologico che tiene il lettore incollato alle pagine, in attesa della prossima mossa. La tensione cresce di capitolo in capitolo, rendendo la narrazione un continuo gioco di equilibri precari.
Uno degli aspetti che rendono Amoral un libro potente è la scelta di affrontare temi scomodi e raramente trattati con tanta lucidità nel romance, come lo stupro e le sue conseguenze emotive. Salvini lo fa senza superficialità, mantenendo un tono rispettoso ma al tempo stesso diretto, che non edulcora la gravità della situazione. Il romanzo non è mai “leggero” in senso banale: le scelte narrative costringono il lettore a riflettere e a confrontarsi con realtà dure e scomode, senza mai scadere nel sensazionalismo. È proprio questa capacità di trattare l’argomento con delicatezza ma anche con fermezza a rendere la lettura così intensa e memorabile.
La prosa di Katiuscia Salvini scorre rapida e intensa. I dialoghi serrati catturano subito l’attenzione, regalando scene cariche di tensione emotiva e sensualità. L’autrice non si perde in fronzoli, ma riesce comunque a costruire atmosfere palpabili, in cui ogni sguardo e ogni parola hanno un peso narrativo. La scrittura è al servizio della storia: diretta quando serve, profonda nei momenti di introspezione. Questo equilibrio permette di affrontare tematiche dure senza appesantire la lettura, che rimane coinvolgente dall’inizio alla fine.
Confrontando Amoral con Honey – Il canto dell’ape regina, si nota una continuità tematica: la centralità del potere e dei rapporti di forza nelle relazioni. Se in Honey era la protagonista femminile a incarnare un magnetismo assoluto, qui la dinamica si gioca in modo diverso, più sfumato e bilanciato. Rachel e Dylan sono due poli opposti che si attraggono e si respingono, ognuno con le proprie armi e le proprie ferite. Questa evoluzione dimostra la versatilità di Salvini, capace di reinventarsi senza rinunciare alla sua cifra stilistica.
Personalmente, ho trovato Amoral una lettura che mi ha coinvolto totalmente. Ho apprezzato soprattutto la capacità dell’autrice di dare ai personaggi una profondità rara, che mi ha permesso di sentirli vicini e di comprendere le loro scelte difficili. La trattazione di temi così delicati come lo stupro è stata fatta con una sensibilità autentica, senza mai cadere nella banalizzazione. Questa forza, unita alla tensione continua tra Rachel e Dylan, ha reso il libro per me una delle esperienze narrative più intense degli ultimi tempi. È un romanzo che consiglio caldamente a chi cerca una storia che vada oltre il semplice intrattenimento e che sappia toccare corde profonde.
Amoral non è solo un romance: è un romanzo che parla di desiderio, di vulnerabilità e di scelte morali. Ci ricorda che dietro ogni relazione si nascondono dinamiche di potere, fragilità e compromessi difficili. Grazie alla profondità dei protagonisti e alla delicatezza con cui affronta temi complessi, Katiuscia Salvini regala una storia che lascia il segno, capace di emozionare e far riflettere. Per chi aveva amato Honey, questo nuovo capitolo rappresenta un’esperienza di lettura ancora più matura, audace e coinvolgente.
Grazie infinite a Dri Editore per la copia digitale del romanzo e della possibilità di partecipare al review party